Dalla rivista Science et Foi n° 55 - anno 2000

Gli idrati di metano e il Carbonio 14

P. DEQUENES

Secondo un articolo apparso l' 8/10/99 su Figaro (tratto dalla Revue pour la Science di ottobre), si stima che gli idrati di metano presenti sul fondo degli oceani contengano due volte più carbonio della totalità dei giacimenti conosciuti, di gas naturale, di petrolio e di carbone. Questo tesoro, difficile da sfruttare, costituisce un pericolo per l'ambiente giacché l'ossidazione del metano libera del gas carbonico. I climatologi ammettono che il metano liberato nel passato ha avuto profondi effetti sul clima e in particolare un riscaldamento dell'atmosfera di circa 2 gradi.

Un aspetto interessante, non trattato nell'articolo, è la modificazione del tenore in C14 dell'atmosfera per l'apporto di grandi quantità di C12 nel passato, per esempio durante i 7 cataclismi che hanno preceduto il diluvio universale. Questo effetto si somma a quello dell'arrivo massiccio d'acqua proveniente dalle viscere della terra -e dunque priva di C14- durante il diluvio universale. Il C14 dell'atmosfera è dunque stato molto diluito da questi due effetti. Così, oggi, il tenore di C14 dell'atmosfera non è in equilibrio. Secondo Walt Brown(1), la produzione è dal 28 al 37% superiore alla diminuzione. Il tasso d'equilibrio continua dunque a crescere. E le età del C14 sono dunque artificialmente invecchiate in maniera molto importante. Per esempio: a un'età C14 di 10.000 anni corrisponde un'età reale di 2.000 anni circa (ho a disposizione degli interessati una nota di calcolo). L'ipotesi di base del metodo di datazione al C14 è dunque fortemente falsata e le età C14, anche corrette, non hanno alcun valore. Barnes(2) stima anche che questo effetto limita l'età massima della terra a meno di 12.500 anni.


1. In the beginning - Center for research creation Phoenix AZ - 1995
2. Origine and destiny of earth's magnetic field Masterbooks - 1983