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Libri di F. Crombette in lingua italiana e bibliografia


42.17 - Cronologia dell'Egitto faraonico.

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Quest'opera di F. Crombette è senza dubbio uno dei testi chiave per orientarsi nella storia dell'Egitto Antico. L'autore ne ha d'altronde presentato una sintesi accattivante nei tre volumi della sua Vera storia dell'Egitto Antico. Nella presente Cronologia dell'Egitto faraonico il lettore trova, fra vari capitoli molto interessanti e rivelatori, quello in cui Crombette spiega i vari modi di scrivere le date dagli scribi egiziani. É a partire da questi studi che ha potuto essere dedotta una vera cronologia che ha consentito di ristabilire la posizione esatta di ciascuna dinastia e di ciascun faraone egiziano.

Crombette, col suo metodo per leggere i geroglifici, ha vinto questa scommessa. Il suo metodo è quello della soluzione del rebus con le sue letture omòfone in copto monosillabico. In questa lettura ogni parola può rappresentare un nome, un aggettivo, un verbo, ecc...

Il lettore che vuole dedicarsi a questo metodo vi si abitua molto velocemente prendendo esempio dalle traduzioni parola per parola che si trovano in tutte le opere che trattano di egittologia. Il lavoro e lo studio di base dell'autore è senz'altro il suo Libro dei nomi dei re d'Egitto, in 14 tomi.

I diversi capitoli della presente opera sono:

- gli elementi cronologici degli egiziani; loro differenti divisioni di tempo.
- le molteplici ipotesi scientifiche in merito alla cronologia e gli errori che queste contengono. Le circostanze dell'istituzione del calendario sotiaco. Lo Zodiaco.
- Uno studio sulla Pietra di Palermo.
- Le date egiziane.
- I giubilei trentennali e gli anniversari.
- La vita e la morte del calendario sotiaco.
- Il sunto cronologico in forma di tabelle di tutte le dinastie egiziane, come Crombette le ha dedotte dalle sue ricerche e dai suoi studi dei cartigli e iscrizioni diverse.
Non dubitiamo che questo libro può aiutare enormemente a rivedere la vera storia dell'Egitto Antico.

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42.18 - Vera storia dell'Egitto antico.

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Volume I -Inizio della storia d'Egitto - Torre di Babele - Metodo di costruzione delle piramidi.

Questo libro stupirà per la sua visione nuova in rapporto alle interpretazioni che ancora oggi ci vengono presentate. Questo riassunto, in tre tomi, è il condensato di 14 volumi (6.817 pagine) che descrivono in dettaglio le biografie contenute nei cartigli delle regine e dei re egiziani grazie a una lettura diversa da quella di Champollion, ma che la completa. L'Opera prova la contemporaneità di molte dinastie, e non solamente delle prime, rispondendo così ad alcune domande imbarazzanti in merito a vari periodi della storia egiziana.

Come furono costruite le piramidi?  Qual'era la loro funzione? Da quando data la Sfinge e cosa rappresenta? Questo libro dà le risposte a queste e ad altre domande, come quella dell'origine della mitologia e di molte leggende antiche; esso stabilisce l'influenza dell'Egitto, attraverso le dinastie di Creta, sulla storia greca e su vari altri popoli. La realtà supera l'immaginazione! Il primo volume descrive l'installazione di Misraïm e dei suoi figli nel Delta del Nilo dopo che avevano lasciato la regione della Torre di Babele. Poi, l'estensione in Egitto dei loro clans, le prime sei dinastie contemporanee, i primi monumenti e la fine di Misraïm. La storia fino alla decima dinastia.

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42.19 - Vera storia dell'Egitto antico.

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Volume II - Il Medio Impero - Influenza del patriarca Giuseppe sulla storia dell'Egitto.

Questo volume presenta il Medio Impero nel quale coesistono più reami. Esso fa luce anche sulla riorganizzazione temporanea che Giuseppe, viceré del faraone, (e grande sconosciuto dall'egittologia attuale) introdusse allorchè dovette prevedere le misure atte a combattere l'annunciata carestia; apprezziamo inoltre il modo in cui egli rimise i re sui loro rispettivi troni dopo questo periodo difficile, e la saggezza con cui governò l'Egitto.

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42.20 - Vera storia dell'Egitto antico.

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Volume III - Nuovo Impero - Basso Impero.

Qui il lettore trova la visione di Crombette in merito al Nuovo e Basso Impero, storia che si chiude all'inizio della nostra èra cristiana. L'opera è presentata dal Professor Sylvain PAYRAU, Presidente di Conferenze onorarie, ex direttore dell'Istituto di Storia Antica all'Università di Poitiers, che conosce bene l'opera egittologica di F. Crombette. Egli ha potuto controllarne la serietà e la concordanza dei dati con le scoperte recenti, come pure con le interrogazioni e certe tesi attuali. Quest'opera è anche una conferma eclatante della storicità della Bibbia e dell'esattezza dei fatti e della realtà dei personaggi di cui essa parla.

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42.21 - Luci su Creta.

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Volume I

Con la sua lettura dei geroglifici egiziani, F. Crombette trova, con certezza, che l'isola di Creta era strettamente legata con l'Egitto. Il secondo figlio di Ménès (che era il 2° figlio di Misraim) vi apportò la sua lingua. Da ciò l'autore ha potuto leggere i segni cretesi, tradurli e scrivere la storia delle tre dinastie dell'isola. Un capitolo svela il contenuto del famoso Disco di Festo; un altro dà l'origine della lingua basca.

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42.22 - Luci su Creta.

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Volume II

Dopo essere riuscito a leggere, con il suo metodo, i geroglifici egiziani, F. Crombette ha applicato le stesse regole alle iscrizioni cretesi a causa del legame tra l'Egitto e Creta. La lettura delle tavolette dei re, delle regine, degli arconti e dei gran sacerdoti, decifrate nel presente volume II con il copto antico monosillabico, hanno permesso all'autore di conoscere dei dettagli importanti della storia di Creta. Confermato dall'interpretazione dei sigilli reali ritrovati, Crombette è sicuro della sua lettura delle tavolette. Egli ha potuto così riconoscere la paternità dei Cretesi su certe invenzioni che si era creduto di dover attribuire ad altri popoli.

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42.23 - Luci su Creta.

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Volume III

Il terzo volume di questo lavoro che tratta dell'isola di Creta si presenta come un controllo ed anche come una prova del successo della ricerca dell'autore sulla storia di Creta nei primi due volumi.

Ancora una volta si dimostra qui il valore del metodo di Crombette per decifrare i sigilli cretesi e i geroglifici dei popoli attorno al Mediterraneo, eredi del modo di scrivere e di pensare del popolo egiziano, e ciò malgrado una differenza evidente dei loro segni e disegni.

L'autore ci fa scoprire in questo volume un miracolo non citato nella Bibbia e che sarà il punto di partenza per leggere il primo capitolo della Bibbia, la Genesi, secondo il metodo da lui scoperto.

Veramente l'opera di Fernand CROMBETTE apre alla scienza la strada per la soluzione di molti problemi che ancora ci poniamo.

Come in tutte le nostre edizioni delle opere di questo autore, abbiamo tenuto anche qui a conservare le sue figure, disegni e carte, aggiungendo in questo libro anche quelle tratte dal volume Scripta Minoa dal quale Crombette le aveva copiate. Questo dimostra ancora una volta il lavoro difficile e dettagliato dell'autore in un momento in cui non poteva ancora utilizzare fotocopiatrici, né macchine da scrivere evolute, né computer.

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42.24 - Il vero volto dei figli di Heth.

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Volume I

Nel momento in cui Crombette si propone di affrontare lo studio dei geroglifici ittiti ricorda sommariamente qual’è lo stato della questione. Delaporte, all'inizio del suo libro, riassume molto bene le nozioni primitive che circolavano allora sugli Ittiti; scrive: "Gli Ittiti erano quasi completamente caduti nell'oblìo. Gli autori classici non ne fanno menzione e agli inizi del XIX secolo li si conosceva solo per qualche passaggio della Bibbia...".

In questo primo volume viene intrapresa la traduzione:

- del Grande bassorilievo di Djerablous
- del sigillo di Tarkondemos
- e del cippo di Perugia scritto in etrusco.
In appendice, oltre all'elenco riassuntivo dei 95 re di Dierablous, è inserita una lista dei geroglifici ittiti.

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42.25 - Il vero volto dei figli di Heth.

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Volume II

Oltre al grande bassorilievo dell'epoca di Salmanasar V che è stato studiato nel tomo 1, Hogharth ha pubblicato numerose altre iscrizioni rilevate su dei montanti di porte. Crombette ne ha ritenute tre che danno, a parte qualche deterioramento, delle liste reali quasi complete, ed ha scartato le altre che sono troppo frammentarie. Diciamo "quasi complete" perché sono anteriori alla precedente, essendo i re che le hanno stabilite vissuti prima della presa di Djerablous dagli Assiri.

Le quattro liste sono identificate come A B C D, delle quali la A, più recente, è stata già letta nel tomo 1.

Hogharth, comparando due di queste iscrizioni di cui aveva notato la similitudine, ha creduto di poter ricostruire alcune parti scomparse di una attingendo dall'altra il testo analogo conservato. Ma il confronto delle due iscrizioni mostra che esse presentano multiple differenze che non permettono di ricalcarle rigorosamente una sull'altra. Crombette non ha tenuto conto delle ricostruzioni dell'archeologo. Questo volume si completa con "BREVE STORIA DEGLI ITTITI" (volume 43.241 scaricabile cliccando qui)

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Sintesi preistorica e schizzo assiriologico

42.26
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42.27
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42.26 - Volume  I - Fa uno studio critico della preistoria.
42.27 - Volume II - Chiarisce la storia postdiluviana e la storia assira.

Creatore di un nuovo metodo di decifrazione dei geroglifici, inizialmente egiziani, cretesi, e in seguito ittiti, F. Crombette ha potuto scrivere la vera storia dei popoli antichi che vissero attorno al Mediterraneo. Egli la leggeva, si può dire, direttamente a partire dalle iscrizioni che essi hanno lasciato (principalmente dai "cartigli").

Dopo essere riuscito in questa impresa, Crombette si è interessato alla Preistoria, epoca della Storia dell'umanità denominata così dal 1872. Utilizzando l'onomastica e la toponimia antica, scrive la storia dei patriarchi antidiluviani, poi quella dei figli di Noè fino alla divisione delle terre dopo Babele: è la presente Sintesi Preistorica e Schizzo Assiriologico. É un'analisi critica della Preistoria come viene ancora oggi insegnata nelle scuole.

Pur essendo stata scritta oltre 50 anni fa, e si basa quindi sulle conoscenze geologiche dell'epoca quando ancora non si conoscevano i nuovi dati stratigrafici, quest'opera mantiene tutto il suo interesse. Se alcune pagine sono superate, non nuocciono tuttavia alla grande trama del suo studio ancor'oggi valido. Trattandosi di capitoli relativi alla stratigrafia, il nuovo lettore delle publicazioni del CESHE (Circolo Scientifico e Storico) sarà felice di sapere che di questo Circolo è membro, come consigliere scientifico, il signor Guy Berthalut, politecnico e aderente alla Società Geologica di Francia. I suoi lavori sono stati accettati dall'Accademia delle Scienze (in Francia) che li pubblicò nel 1986 e 1988; essi apportano all'opera di Crombette la risposta decisiva che questa richiedeva. I suoi esperimenti fondamentali di stratificazione, realizzati in un grande laboratorio di idraulica del Colorado (USA) nel 1990 e 1993, e il cui resoconto è stato pubblicato nel 1993, rimettono in questione i princìpi di datazione degli strati geologici. Ne consegue una revisione delle stime concernenti l'età dei primi uomini e dei fossili, che non possono dunque essere datati in base agli strati sedimentari che li contengono perché questi non hanno l'età che la scienza attribuisce loro.

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Saggio di Geografia Divina...

All'origine di questo lavoro, il primo dell'opera di Crombette, un versetto del Salmo LXXII. All'inizio, la terra emersa formava un solo continente dalla forma di fiore a 8 petali, e Gerusalemme era al suo centro!... 


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42.28 - Volume  I

Nel volume I, Crombette fa a ritroso il percorso dei continenti riportandoli alla loro primitiva posizione e ci dà la bella forma della terra prima del Diluvio.  

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42.29 - Volume  II

Il volume II prende in considerazione i 'circhi', gli 'scudi' e i corrugamenti della scorza terrestre e spiega l'orografia dei diversi continenti.

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42.30 - Volume  III

Il volume III giustifica gli spostamenti dell'asse terrestre, le glaciazioni quaternarie, il vulcanismo correlativo a queste glaciazioni, i sismi, il Diluvio Universale, le caverne e le zone minerarie.

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42.31 - Volume IV-A: L'isola di PASQUA.

Il primo capitolo del libro originale di Crombette è interamente costituito da estratti di opere pubblicate, da cui l'autore trae la descrizione e l'origine dell'isola di Pasqua e dei suoi primi abitanti, o supposti tali, come pure le liste genealogiche dei re e delle regine. Egli relaziona anche il viaggio e le avventure di Thor Heyerdahl e le sue ricerche. Per quanto riguarda gli inizi conosciuti della storia di quest'isola, Heyerdahl fu portato a costatare l'esistenza di due razze ben diverse: la bianca e la bruna. La stessa constatazione concerne le "corte" e le "lunghe" orecchie.

É partendo da tutti questi dati diversi e contraddittori, storici o leggendari, veri o falsi, che Crombette ricostruirà la storia vera dell'isola. Egli non lo fa forgiando una tesi uscita dalla sua immaginazione, ma fondata sull'onomastica, scienza nella quale eccelleva in modo particolare. Oltre a questo mezzo, ne impiegherà simultaneamente un secondo (sempre lo stesso): la traduzione col copto.

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42.32 - Volume IV-B: ATLANTIDE.

Determinazione certa dell'ubicazione dell'isola di Atlantide, che è realmente esistita.  Ricostruzione minuziosa del viaggio degli Argonauti seguendo il loro libro di bordo, viaggio che conferma in maniera sorprendente dei fatti biblici.

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Galileo, aveva torto o ragione?

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42.33 - Volume I

Non abbiamo forse la "prova" che la terra gira attorno al sole? Per rispondere onestamente, nè la "Scienza" nè gli "scienziati" hanno la "prova", anzi! Questo è appunto ciò che Crombette ci dimostra. Le conseguenze dei due esperimenti di Michelson (1887 e 1924) furono occultate. I due movimenti della terra al centro del sistema solare (geocentrismo), confermati dalla Bibbia come la scopre Crombette, spiegano tutti i fenomeni astronomici. La descrizione di alcuni miracoli dell'Antico Testamento si spiegano facilmente con un geocentrismo compreso in un modo nuovo. 

In questo volume, l'autore ha avuto per scopo di ricercare la verità nel dominio astronomico ed ha mostrato che la condanna di Galileo da parte della Chiesa non si opponeva a questa verità.

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42.34 - Volume II

Nel secondo volume, lo scopo è soprattutto di provare che i testi della Bibbia di natura astronomica non sono affatto in opposizione con la verità scientifica, ma l'hanno al contrario preceduta, e che la vera scienza, quando si sarà sbarazzata dagli errori che ancora la incombono, non potrà che inchinarsi con rispetto davanti alla Scienza trascendente di Mosè, quando sarà anch'essa liberata dalle nebbie di cui i suoi traduttori l'hanno avvolta. Si esamina inoltre il miracolo lunisolare di Giosuè, quello "della meridiana" di Isaia e la stella dei Magi.

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La rivelazione della Rivelazione.

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Volume I

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Volume II

Ottenuta con la lettura dell'ebraico tramite il copto antico monosillabico, si inserisce molto armoniosamente nel metodo di traduzione utilizzante questo idioma. Dopo aver decifrato altre lingue antiche, l'autore costata che anche quella parlata da Mosè risponde egregiamente alle interrogazioni tramite la lingua copta. Per ben comprendere perché Crombette, figlio fedele della Chiesa cattolica romana, ha osato applicare il metodo di lettura col copto al testo ebraico della Genesi, bisogna avere una conoscenza approfondita di tutta la sua opera precedente o, almeno, dei princìpi del suo metodo e dei risultati così ottenuti.

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42.36 - La Genesi da riscoprire.

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Testo dei primi undici capitoli della Bibbia, ottenuto tramite la lingua copta, e ampliato dalla presentazione del metodo.

A quest'uomo d'immensa fede Dio ha fatto la grazia di capire la lingua di Mosè, il cui profondo significato era stato nascosto ai dotti per essere rivelato a un piccolo. D'ora in poi, le dispute tra ebraicizzanti e gli stessi rabbini non hanno più senso. Le lettere ebraiche nascondono la lingua copta, la chiave che ci apre la porta alla comprensione completa e anche scientifica della parola di Dio. La nostra Bibbia non ne risulta cambiata, perché Dio non ha permesso che la Sua Parola fosse male interpretata per secoli, ma la presente traduzione completa in modo notevole e senza alcuna contestazione i testi noti.

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42.37 - Giuseppe, Maestro del Mondo e delle Scienze.

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Il Giuseppe biblico, figlio di Giacobbe e prefigurazione di Cristo, non è conosciuto come dovrebbe. Il nome di questo personaggio superiormente intelligente, viceré d'Egitto, non è stato trovato nelle iscrizioni dei cartigli egiziani: da un lato, a causa di una lettura difettosa dei geroglifici stessi, dall'altro, a causa dell'odio che i sacerdoti di Amon hanno provato nei suoi riguardi, tanto che fecero sparire dai monumenti la maggior parte dei cartigli di questo personaggio, fedele al Dio unico. Crombette riscopre questa nobile figura in altre iscrizioni egiziane ed anche cretesi. Egli ci fa conoscere le invenzioni di cui gli siamo debitori, come pure la sua grande influenza politica su tutta la storia d'Egitto.

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42.38 - Champollion non ha letto i geroglifici egiziani.

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Titolo provocatorio, giacché Champollion è, in effetti, all'origine dell'interesse per l'egittologia, ma la sua traduzione dei geroglifici egiziani non è perfetta.

Questo opuscolo non è che un post-scriptum ai 15 volumi dello studio su "IL LIBRO DEI NOMI DEI RE D'EGITTO".

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43.181 - La Torre di Babele.

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É un estratto del volume I de "LA VERA STORIA DELL'EGITTO ANTICO".

L'episodio della confusione delle lingue secondo i geroglifici egiziani.

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43.211 - Il disco di Festo

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É un estratto del volume 1 di "LUCI SU CRETA". 

"... Il disco (di Festo) attende a tutt'oggi i suoi decifratori. Le sue due facce... restano mute, per quanto eloquenti possano sembrare di primo acchito.
... Forse un ricercatore professionale verrà presto o tardi a raccogliere gli allori promessi a chi scoprirà il segreto di questa impenetrabile placca di argilla...
... Forse anche un geniale "outsider" saprà penetrare l'enigma di queste immagini a spirale e, moderno Teseo, scoprire quest'altro labirinto dell'isola di Minosse...
"

(Da "Il deciframento delle scritture", di Ernst DOBLHOFER, ed. Arthaud)

Ernst Doblhofer ha detto molto bene.

É Crombette questo "ricercatore professionale" che, durante 35 anni, attingendo a tutte le sorgenti serie di informazione, raccolse dei tesori, di cui questa traduzione è un esempio particolarmente notevole.
É lui questo "outsider" che penetrò il segreto del labirinto dell'isola di Creta, misteriosa e rimasta tale, nonostante i nomi celebri che le sono associati: Evans, Kober, Dussault, Hrozny, Glotz,...
É Crombette il "geniale decifratore" delle due facce del famoso disco, "moderno Teseo" che, nel silenzio e nella tenacia, scoprì ciò che tanti altri avevano cercato invano nel rumore della pubblicità. Ne sapremo di più su Dedalo e Icaro e... sul "Gioco dell'Oca" !

Questo libro contiene:

- La  traduzione del Disco di Festo: di questo disco d'argilla che ha custodito bene il suo segreto. Qualcuno lo ha preso per un salmo di un'antica religione anatolica. Crombette lo decifra. I suoi ideogrammi a spirale ci descrivono uno dei fatti storici più significativi di Creta.
- La tavola dei geroglifici cretesi

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43.241 - Breve storia degli Ittiti.

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"Da circa cent'anni -diceva Crombette quando scrisse- la scienza ha cominciato a intravedere che è esistito nell'Antichità un popolo considerevole di cui Mosè e i suoi successori sono stati praticamente i soli a parlare nella Bibbia: il popolo di Heth. Ma questo popolo, che gli studiosi si gloriano di aver riscoperto con i loro scavi, noi possiamo dire che sono ancora ben lontani dal conoscerlo. Le loro ricerche, localizzate su un certo numero di punti, più basate sulla fortuna che su ricerche metodiche, hanno falsato la loro prospettiva e non hanno dato loro la vista d'insieme necessaria per formulare su questo popolo un giudizio obiettivo e sintetico: ne quanto alle origini, ne quanto alla lingua, ne quanto all'estensione ed al ruolo storico, essi hanno avuto un'idea esatta degli ittiti. Hanno sì visto che una località cappadociana chiamata Boghaz-Keui era stata la capitale di un reame ittita attorno al quale gravitarono degli stati più piccoli che si estendevano anche fino al nord della Siria, ma è loro sembrato che gli ittiti fossero venuti nel XIX° secolo a.C. dal nord o dall'oriente in Asia Minore e che parlassero delle lingue indo-europee."

All'epoca, Crombette fu il primo ad aver scoperto la storia di questo popolo partendo dal Grande Rilievo di Djerablous da lui decifrato, e ad aver steso la lista completa dei re Ittiti; ha tradotto anche la Bolla di Tarkondemos come pure un sigillo ittita conosciuto. Egli indica anche la via al deciframento della lingua etrusca...

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47.04 - Meditazioni di Ore Sante.

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Meditazioni intime affidate alla carta tra il 1945 e il 1947. L'autore non le aveva scritte perchè fossero stampate; sono infatti state trovate fra le sue carte dopo la sua morte e il CESHE ha deciso di pubblicarle. Crombette rivela qui la profondità della sua fede, una pietà tenera e chiara, un rispetto della trascendenza divina di N. S. Gesù Cristo.

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47.09 - Lettera al mio Vescovo.

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Fernand Crombette non è nè teologo nè liturgista. Egli scrive al suo Vescovo una memoria in cui espone l'origine dei problemi attuali della Chiesa e mostra il suo interesse per le questioni di Fede e di liturgia. Oltre a ciò, gli suggerisce una teologia scritturale che prenda le distanze dagli studi filosofici aristotelici.

Degli estratti della presente lettera sono stati letti in alcune riunioni del nostro circolo. E ogni volta la pur richiesta pubblicazione fu differita per ... discrezione... e per lasciare al tempo la cura di confermare o infirmare la diagnosi posta e il pronostico emesso di un'evoluzione catastrofica per la Chiesa.

Sono passati 32 anni dalla sua redazione, e danno purtroppo ragione alle analisi di Fernand Crombette giustificando la sua visione profetica delle cose. Riteniamo d'altronde che il decesso di Monsignor Charles-Marie HIMMER, avvenuto l' 11 gennaio 1994, ci liberi dal dovere di riservatezza.

Come tutti i lavori di Crombette, questa lettera è un documento di studio. Essa non è la professione di Fede del CESHE. Crombette espone al suo Vescovo le proprie tesi esegetiche sviluppate in alcune delle sue opere. Egli si attendeva (lo sappiamo perché ce lo ha formalmente detto) una reazione da parte del Vescovo, e sperava che in occasione del Concilio, Roma, da lui informata, le avrebbe esaminate e si pronunciasse. Ignoriamo se il Vescovo di Tournai abbia prestato a questo documento tutta l'attenzione che meritava ed anche se l'abbia letto. Alla fine di queste pagine il lettore potrà difficilmente evitare un senso di tristezza, giacché si renderà conto che la vera posta del Concilio era stata giustamente colta da questo cattolico lucido, e sembra invece essere sfuggita a chi avrebbe dovuto essere interpellato dalle sue riflessioni.

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