LA NASA E IL GEOCENTRISMO

SCIENCE ET FOI n° 89 - OTTOBRE 2008

I responsabili della NASA non autorizzano i loro dipendenti a confessare che essa utilizza, come riferimento per seguire il movimento delle sonde spaziali, la terra immobile.


Yves Nourissat

Robert Sungenis, Ph.D. e  Robert Bennett, Ph.D., hanno appena pubblicato un'opera in due volumi di 1006 pagine intitolata: Galileo was wrong, The Church was right (Galileo aveva torto, la Chiesa aveva ragione). Noi renderemo conto in dettaglio di questo lavoro ben documentato tanto più che, anche se gli autori hanno ragione di criticare, come fanno, la cosmologia di Crombette, non sembrano però aver compreso l'origine del suo metodo di lettura della Bibbia ebraica, né i frutti che ne possono essere tratti per rispondere alle molteplici obiezioni della critica razionalista. Questo sarà l'oggetto di un altro articolo.

Vogliamo tuttavia segnalare l'esistenza di quest'opera che si rivolge prevalentemente ad un pubblico al corrente delle teorie fisiche moderne ed agli specialisti della storia delle scienze. La posta del problema sollevato è importante poiché rimette in causa la ragion d'essere dell'esplorazione spaziale, avviata ‘ufficialmente’ per scoprire degli esseri viventi sui pianeti (e considerando la terra come uno tra gli altri) secondo l'ipotesi di Copernico che però non è mai stata dimostrata, come appunto quest'opera tenta di esporre.

Al capitolo 3 di cui diamo la traduzione, Robert Sungenis fornisce il resoconto dei suoi tentativi di corrispondenza con gli specialisti della NASA per far loro rispondere chiaramente se essi utilizzano un sistema di localizzazione geocentrico o eliocentrico per seguire i movimenti delle sonde interplanetarie.

« In realtà, la NASA utilizzerà il sistema più comodo, eliocentrico o geocentrico, dato che la meccanica orbitale della NASA sa che i due modelli sono equivalenti matematicamente o geometricamente. Se essi inviano delle onde in prossimità del sole, utilizzeranno probabilmente un modello eliocentrico, dato che è più facile fare dei calcoli quando si considera il sole come fisso nello spazio con i pianeti che gli girano attorno. Tuttavia, se essi inviano dei satelliti vicino alla terra, utilizzeranno il modello geocentrico o ciò che è conosciuto nell'industria come un “sistema di coordinate fisse in rapporto alla terra”. Questo perché è molto più facile calcolare i movimenti che si svolgono attorno alla terra se la terra è considerata come stazionaria nello spazio. Questo fatto è facilmente provato a partire dalla documentazione propria dell'Agenzia spaziale. Per esempio, in una lettera scritta al NOAA (National Oceanic and Atmospheric Administration) ponendo la seguente domanda: “Il movimento dei satelliti geostazionari è previsto ed eseguito sulla base di una terra immobile o in rotazione?” La risposta inviata dal capo della navigazione GOES/POLAR alla NOAA è molto semplice: “Terra immobile”. La lettera è citata e riprodotta nell'opera di Marshall Hall: “The Earth is not moving” Cornelia, Georgia, Fair Education Foundation, 1994, p. 261.

In altre circostanze, la NASA cerca di dare l'impressione a un pubblico credulo che solo il modello eliocentrico può funzionare. Nel corso di una corrispondenza per e-mail dell'ottobre 2005, dei rappresentanti della NASA invitarono personalmente l'autore di queste righe nel loro forum in linea “Domande e risposte”. Alcune settimane prima dell'invito, gli stessi rappresentanti della NASA avevano risposto sul loro forum a una domanda fatta da un'altra persona per sapere se le sonde spaziali potevano essere inviate e seguite nello spazio utilizzando il sistema geocentrico piuttosto che quello eliocentrico. I rappresentanti della NASA avevano risposto negativamente dichiarando: “Se l'universo fosse geocentrico, tutti i nostri calcoli per le traiettorie delle sonde spaziali sarebbero errati”. La persona che poneva la domanda inviò allora la risposta della NASA all'autore di queste righe come prova del sistema eliocentrico. Avendo accettato l'invito della NASA, posi allora una domanda formale al sito Web dalla NASA chiedendo loro di precisare perché un sistema geocentrico non poteva funzionare. Dopo sei settimane senza alcuna risposta, contattai i rappresentati con e-mail privata e chiesi se avevano intenzione di rispondere alla mia domanda. Mi risposero e dichiararono che non potevano rispondere. Provai a convincerli che, siccome nel loro forum, con le loro dichiarazioni iniziali contro la navigazione geocentrica, si erano già sbilanciati, avevano quindi un obbligo verso il pubblico per difendere le loro posizioni, ma si rifiutarono ancora di rispondere. Quando dissi loro che ero deciso a includere tutti questi scambi epistolari tra me e loro nella presente opera, i rappresentanti della NASA chiesero allora che il loro nome fosse omesso e dichiararono: "Non vi diamo il permesso di citare o di utilizzare i nostri nomi nel vostro libro o sul vostro sito web. Benché lavoriamo per la NASA, noi non siamo dipendenti della NASA, ed essere presentati come rappresentanti ufficiali della NASA nella vostra opera sarebbe inappropriato e ingannevole."

Io ho rispettato la loro richiesta salvo il fatto che ho citato il paragrafo precedente. Feci però loro questa osservazione: "Che voi lavoriate alla NASA o no, il sito web ha l’indirizzo nasa.gov. Se dunque voi non siete affiliati alla NASA, vi suggerisco di trovare un indirizzo web differente, sennò ingannate il pubblico. Certo noi potremmo evitare tutta questa attività straordinaria se voi, come astrofisici, ci dite perché un sistema geocentrico non funzionerebbe. La palla è nel vostro campo."

Non ho più avuto risposta. Come si può chiaramente vedere dagli scambi precedenti, benché una agenzia governativa, almeno in una lettera privata, fosse disposta a divulgare la verità in merito all'utilizzazione di una meccanica a partire dalla terra immobile, un'altra agenzia rifiutò di farlo quando l'audience comprendeva le migliaia di lettori su internet.

Questo non ci sorprese affatto. Quelli che controllano i nostri programmi spaziali hanno tutto l’interesse a mantenere il pubblico nell'illusione del copernicanismo, dato che tutti i loro finanziamenti e i loro progetti sono fondati su delle premesse copernicane, inclusa la ricerca della vita in altri mondi. Solo i coraggiosi e buoni conoscitori possono mostrare l'illusione e svelare al pubblico ignaro il gioco cosmico che da lungo tempo si svolge intorno a noi.

Uno di questi è l’equipe di Ruyong Wang e Tonald Hatch, due ex ingegneri di satelliti del governo che sanno la verità riguardo all’illusione. In una delle loro ricerche sul GPS scrivono: "… New Com Technology ha brevettato un programma sviluppato dal Jet Propulsion Laboratory (JPL) che, per delle ragioni storiche, effettua tutti i calcoli in un sistema legato ad una terra immobile. A causa di alcuni disaccordi tra i nostri risultati standard legati a un sistema centrato su una terra immobile e i risultati ottenuti da JPL, noi abbiamo ricercato molto accuratamente i parametri d’entrata per la soluzione. Le distanze misurate e teoriche nei due differenti sistemi si accordavano con precisione, indicando che la correzione di Sagnac è stata applicata in ciascuno di essi.

Come indica la discussione dell’effetto Sagnac, la questione fondamentale concernente la velocità della luce è la seguente: la velocità della luce è costante in rapporto all’osservatore (il ricettore) o è costante in rapporto al sistema inerziale ECI scelto?

In modo chiaro, l’equazione del GPS indica che la velocità della luce è costante in rapporto al sistema scelto… Le equazioni del JPL utilizzate per seguire i segnali provenienti dalle sonde interplanetarie verificano che la velocità della luce dipende dal sistema di riferimento scelto. Nelle equazioni del JPL, il quadro di riferimento scelto è il sistema baricentrico solare… È chiaro che le equazioni del JPL considerano la velocità della luce come una costante in rapporto al sistema di riferimento - non come una costante in rapporto ai ricettori. (348)

In altri termini, Jet Propulsion Laboratory (JPL) impiega il sistema inerziale centrato sulla terra (ECI) per le sonde spaziali inviate nelle vicinanze della terra (come fanno la NASA e il GPS), allorché il JPL pretende di utilizzare il “quadro baricentrico legato al sistema solare” per la navigazione spaziale lontana. Wang e Hatch ci dicono tuttavia "che il JPL, per delle ragioni storiche, realizza tutti i suoi calcoli nel sistema ECI". Non solo il JPL utilizza esclusivamente il riferimento ECI, ma Wang e Hatch ci dicono che questo laboratorio corregge i calcoli nel “suo riferimento di un sistema solare baricentrico”, in modo che essi siano in accordo col riferimento ECI.

Possiamo vedere chiaramente che il sistema di riferimento centrato sulla terra è il sistema standard, ed anche che l’utilizzo del “sistema di riferimento baricentrico solare” è superfluo. Una volta che il calcolatore del Laboratorio ha fatto le correzioni relative al sistema di riferimento solare baricentrico, la navigazione spaziale a grande distanza utilizza in realtà il quadro ECI - una terra immobile -.

Il pubblico sarebbe rimasto all’oscuro di questo segreto se questi due ben documentati specialisti, Wang e Hatch, conoscendo le cose dall’interno, non ci avessero rivelato la verità. In effetti, il sistema di riferimento centrato sulla terra (ECI) o geocentrico, è il solo che permette al GPS e alle differenti sonde spaziali di funzionare correttamente. Il significato di questi fatti sarà messo in luce quando studieremo l’Effetto Sagnac al capitolo 5 e il posizionamento globale dei satelliti nell’appendice 6.

 






Galileo Was Wrong: The Church Was Right


Volume I : The Scientific Case for
Geocentrism

By Robert A. Sungenis, Ph.D. & Robert J. Bennett, Ph.D.












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