Tratto dal periodico francese LE CEP n 52 (www.le-cep.org)

Nuovi sviluppi nell'affare Wakefield1

Sylvie Simon

La ghigliottina non esiste più, ma si sa ancora tagliare molto bene le teste che emergono dalla massa, come quelle dei medici che sono coscienti delle derive attuali della medicina.

É quello che è successo al Dr Andrew Wakefield, di cui abbiamo sovente parlato nei nostri articoli, giacché egli ha osato sfidare la mafia medica britannica, aiutato in questo da centinaia di parenti di malati autistici.

In effetti, nel 1998, questo medico e il suo gruppo di ricerca al Royal Free Hospital di Londra, hanno pubblicato, sul Lancet del 27 febbraio, uno studio su otto bambini che furono colpiti da gravi affezioni intestinali, poi divennero autistici, subito dopo la vaccinazione MRP2. Dopo questa pubblicazione, l'equipe del Royal Free Hospital ha potuto studiare centinaia di altri casi di questa nuova forma di malattia degli intestini che porta all'autismo, così come altre forme di malattie neurologiche che si erano manifestate dopo la vaccinazione MRP.

Dal 1991, dunque ben prima di tale annuncio, circa duemila famiglie avevano già sporto denuncia contro i laboratori e i governi per questo vaccino e, per mille di esse, gli avvocati dello studio Alexander Harris stimavano di essere riusciti a dimostrare il legame tra la vaccinazione MPR e i danni cerebrali di cui soffrivano i loro bambini, in particolare l'autismo. Su consiglio dei loro pediatri, alcune di queste famiglie presero contatto col Dr. Wakefield per i sintomi gastrointestinali dei loro bambini -poiché vi erano state molte pubblicazioni in questo senso, provenienti dagli Stati Uniti, dall'Italia e dal Venezuela, ma senza alcun impatto ufficiale-.

L'eco mediatico di quest'affare provocò l'abbassamento della tripla vaccinazione e, nel dicembre 2001, sotto l'impulso del governo britannico, il Dr Wakefield fu pregato di dare le dimissioni a causa dei suoi lavori sull'autismo e la vaccinazione MRP. Nel 2003, la percentuale delle vaccinazioni MRP era passata dal 91% al 79%, e in certi quartieri di Londra non raggiungeva neppure il 50%.

Nel febbraio 2004, sei anni dopo l'apparizione dello studio sul Lancet, Richard Horton, l'editore del giornale, dichiarò che il Dr Wakefield e la sua equipe non avevano rispettato l'etica in occasione di questo studio, giacché il Royal Free Hospital, nel quale lavorava il gastroenterologo, aveva ricevuto dei fondi per questa ricerca. Aggiunse anche che il suo giornale non avrebbe ritirato lo studio poiché la frode "non era evidente". Ora, i fondi dati dal Legal Aid Board non sono mai stati utilizzati per lo studio apparso nel 1998, e dei 55.000 libri incriminati ha tratto profitto solo il Royal Free Hospital.

Il Dr Wakefield non ne ha toccato un centesimo e, per di più, quei fondi erano destinati ad uno studio totalmente indipendente da quello che era stato pubblicato dal Lancet. Nondimeno, 10 dei 13 firmatari di quello studio si sono allora ritirati, col pretesto di non voler "aggiungere benzina sul fuoco". È evidente che sono stati minacciati, se no come spiegare che dei medici, che partecipano a uno studio e lo pubblicano, cambino parere alcuni anni più tardi, tutti nello stesso momento, quando forti pressioni si esercitano da ogni parte per occultare una verità fastidiosa per molti poteri, sia politici che scientifici!

Tanto più che all'epoca il Primo ministro Tony Blair -che ha sempre rifiutato di dire se suo figlio era stato vaccinato con il MRP- faceva una vergognosa promozione del vaccino e dichiarava che non vi era alcuna prova di un legame qualunque tra l'autismo e il vaccino stesso.

Un tale avvenimento non si era ancora mai prodotto, ma la spiegazione è arrivata poco dopo. Il Lancet, fondato nel 1823, appartiene ora al gruppo medico Reed Elsevier, che ha il quasi monopolio delle pubblicazioni scientifiche. Ora, nel luglio 2003, Crispoin Davis, gran-patron del gruppo proprietario del Lancet, divenne direttore non esecutivo della GlaxoSmithKline, fabbricante del vaccino. Un anno più tardi, gli veniva conferito un titolo nobiliare dal governo di Tony Blair.

 

Collusioni da tutte le parti

Nello stesso tempo, e dopo rocambolesche peripezie, la data del processo delle vittime fu inizialmente fissata al mese di ottobre 2003 davanti all'Alta Corte di giustizia di Londra, poi spostata all'inizio del 2004. Ma, dopo quattro anni e mezzo d'inchiesta e alcuni mesi prima del processo, il 27 febbraio 2004, sotto la presidenza del giudice Nigel Anthony Lamert Davis, la commissione di attribuzione dell'assistenza giudiziaria alle famiglie delle vittime del vaccino annuncia la sua decisione di sopprimere il suo contributo alle 2000 vittime, sotto il pretesto che la ricerca medica non aveva ancora provato un legame effettivo e che non era nel suo ruolo di finanziarne la ricerca. Taluni hanno pensato che si trattava solo di una sfortunata "coincidenza".

Frattanto, nel corso di queste differenti audizioni pubbliche, Marion Wickens, parente di una delle vittime, testimoniò che un ufficiale aveva ammesso che l'aiuto era stato ritirato sotto pressione del governo. Questa dichiarazione fu confermata nel 2007, quando abbiamo appreso che il giudice Davis si era ben guardato dal segnalare che egli era il fratello di sir Crispin Davis, proprietario del Lancet e direttore non esecutivo della Ditta che fabbricava il vaccino implicato nel processo!

Commento del giornale Evening Standard, del 9 maggio 2007: "Voi potrete pensare che il giudice incaricato di giudicare se esiste un legame tra il vaccino MPR e l'autismo abbia dichiarato che suo fratello era uno dei direttori della GSK, fabbricante del vaccino, ma vi siete sbagliati di grosso".

Nel 2007, i parenti infuriati hanno depositato una denuncia contro il giudice Davis. "La possibilità di un qualunque conflitto d'interessi causato dalla posizione di suo fratello non l'ha neppure sfiorato", ha dichiarato Peter Farr, portavoce del giudice. Come si può crederlo quando si analizza minuziosamente lo svolgimento dei fatti?

Per tornare al maggio 2004, una lettera dello Studio di avvocati Lovells, difensore del laboratorio Merck, aveva avvertito le famiglie dei denuncianti che, se persistevano l'azione contro il laboratorio, si sarebbero indebitate di tutti i costi dei processi che sarebbero stati "considerevoli". A questa lettera era unito un formulario di "rinuncia", redatto in termini giuridici. Gli avvocati dettero loro due settimane per riempire il formulario.

Evidentemente, le famiglie si sono tutte ritirate, salvo dieci che hanno costituito un'associazione chiamata "MMR 10" (in inglese il triplo vaccino MRP si chiama MMR) e che continuano disperatamente a battersi per i loro figli autistici.

Jennifer Horne-Roberts fa parte di queste dieci madri. Nel luglio 2006, ha informato la Corte che l'affare era ora nelle mani della Corte europea dei diritti dell'uomo (ECHR).

"L'azione che è tra le mani della Corte europea è diretta contro il Regno Unito. Noi stimiamo che il ruolo del governo britannico nell'affare MPR è perfettamente inaccettabile. È uno dei più grandi, se non il più grande scandalo della storia medica; esso riguarda decine di migliaia di bambini in questo paese. Secondo l'ultima stima, più di un bambino su cento è al presente autistico. E nel mondo devono essere milioni ".

Durante tutti questi anni, Andrew Wakefield è stato trascinato nel fango dalla BBC e dal Sunday Times, mentre il 22 febbraio 2004 il Daily Mail titolava: "Assassini!" e precisava: "La 'demonizzazione' del Dr Wakefield, che è cominciata ben prima di queste recenti peripezie, deve ricordarci altri incidenti inflitti dagli squadroni della morte del governo". Dopo aver citato alcuni altri casi simili, il giornalista, Stephen Glover, consigliava: "Sorvegliate il Dr Wakefield. Io sospetto che la sua lunga destrutturazione, orchestrata dal Ministero della sanità, è solo all'inizio. Il governo chiede aiuto ai suoi amici della stampa. Questo governo non può sopportare chi disapprova apertamente le sue decisioni. E quando incontra un uomo come il Dr Wakefield, cerca troppo sovente di distruggerlo". Il seguito gli ha dato ragione.

È evidente che questo medico, difensore dei malati e che non ha curvato la schiena davanti alla dittatura medica, era da lungo tempo una spina nel fianco del governo laburista.

Non siamo dunque sorpresi per l'accanimento del Sunday Times nel denigrare il Dr Wakefield quando si considera che James Murdoch, figlio del multimiliardario Rupert Murdoch, che possiede un vero impero mediatico di ampiezza mondiale tra cui il Sunday Times, è stato ingaggiato da sir Crispin Davis per riunire il gruppo Glaxo-Smith-Kline, come ha annunciato il Financial Times del 2 febbraio 2009. Decisamente, gli Inglesi hanno lo spirito di famiglia! Questo esempio è molto tipico del concatenamento dei gravi fatti costatati nella controversia sull'autismo e i vaccini.

Tutte queste turpitudini provano bene il timore dei poteri pubblici e delle associazioni che sostengono le menzogne e gli abusi delle lobby farmaceutiche. Noi speriamo che tutte queste collusioni saranno prese in conto da un tribunale che permetterà infine a queste numerose famiglie di far valere i loro diritti e di mettere sulla piazza pubblica uno scandalo rigorosamente occultato fino ad oggi.

 

Il Consiglio dell'ordine dei medici britannici

I tre soli medici che hanno portato un po' di speranza alle famiglie delle vittime e non hanno rinnegato il loro lavoro: il Dr Andrew Wakefield, il Pr John Walker-Smith e il Pr Simon Murch, di cui bisogna riconoscere il coraggio, hanno dovuto comparire davanti al GMC (General Medical Council), l'equivalente del nostro Consiglio dell'Ordine dei medici, che regolamenta la pratica medica nel Regno Unito ed ha il potere di vietare a un medico di esercitare.

L'audizione di questi tre medici, tutti coautori della pubblicazione sul Lancet, programmata per il 9 luglio 2007 e che doveva durare quattro mesi circa, si è conclusa con la loro condanna due anni e mezzo più tardi.

Il principale pretesto d'accusa fu di aver preso questi bambini come cavie facendo loro subire degli esami inutili e senza aver avvertito i famigliari, quando l'accusa non ha potuto fornire la minima lagnanza delle famiglie, anzi è il contrario. È certo che il governo britannico, che aveva appoggiato questa vaccinazione, l'industria farmaceutica e il Sunday Times, "non potevano assolutamente" perdere il loro processo davanti al GMC, tanto più che questo affare, che ha assunto un'importanza internazionale, è stato utilizzato dai difensori del vaccino per provarne l'innocuità.

Nondimeno, questi complici devono sapere che dopo questa decisione i famigliari non resteranno silenziosi; che le loro voci si faranno sentire ancora e che lo scandalo delle circa duemila vittime nel Regno Unito e delle decine di migliaia delle altre parti del mondo sarà prima o poi rivelato.

Tuttavia, già si è potuto leggere sulla stampa internazionale che il vaccino usciva pulito da questo affare. Ora, ben altri ricercatori hanno potuto stabilire un legame tra il MPR e l'autismo. Così, uno studio del maggio 2006, condotto dal Dr Arthur Krigsman, gastroenterologo della Scuola di medicina dell'università di New York, coinvolgente 275 bambini, ha dimostrato delle gravi infiammazioni intestinali tra i bambini autistici, identiche a quelle descritte dal Dr Wakefield e colleghi già otto anni prima. La biopsia del tessuto intestinale di 82 di questi bambini ha rivelato che 70 di loro (85%) avevano il virus del morbillo nei loro intestini. Tutti i risultati ottenuti mostrano che si tratta di un virus vaccinale e non di quello selvatico del morbillo.

E, al momento attuale, i lavori del Dr Wakefield sono stati confermati anche dall'università di Harvard. Numerosi ricercatori indipendenti, in Giappone, in Irlanda e in altri paesi, hanno messo in evidenza i legami tra questo vaccino e gli accidenti che gli sono seguiti.

Nel 2008, il governo americano ha ammesso che furono i nove vaccini iniettati nello stesso giorno ad esacerbare un disordine mitocondriale soggiacente in Hannah Poling, diagnosticata come autistica nel 2001. Questo caso ha fatto un gran rumore negli Stati Uniti, tutti i giornali e le catene televisive lo hanno segnalato, ma il silenzio è evidentemente rimasto totale in Gran Bretagna come in Francia! Il caso di Hannah Poling è lungi dall'essere un caso isolato e il suo malfunzionamento mitocondriale non è così raro giacché altri casi sono stati segnalati.

Nel giugno 2007, la Corte federale degli Stati Uniti ha accordato 810.000 dollari di risarcimento alla famiglia di Bailey Banks, un bimbo di dieci anni, più una somma che potrà variare da 30 a 40.000 dollari per le sue cure. La sentenza rimarca che il responsabile del suo stato è proprio il vaccino MPR.

Il 24 febbraio 2009, l'avvocato Robert E. Kennedy Jr rivelava, sul Huffington Post, che una importante inchiesta condotta dal CBS News aveva messo in luce 1322 casi di effetti neurologici gravi generati da questo vaccino, tra cui l'autismo, e che erano già stati risarciti dai tribunali americani fin dal 1988, per delle somme superanti talvolta il milione di dollari.

Ritroviamo qui lo stesso comportamento delle istanze ufficiali che, come in Francia per i danni causati dal vaccino contro l'epatite B, indennizzano in silenzio delle vittime, pur persistendo a negare che un problema esiste.

Il giornalista americano David Kirby ha rimarcato che i tribunali accordavano più facilmente questi compensi se gli avvocati chiamavano l'autismo con un altro nome, come ad esempio Adem (Acute Disseminated Encephalomyelitis) che è un disordine neurologico caratterizzato dall'infiammazione del cervello e che può portare alla PDD (Pervasive Developmental Disorders), cioè un ritardo comportamentale.

Questa definizione permette di ribadire che l' RMP non è collegato all'autismo. E David Kirby chiede quale importanza ha il sapere se la diagnosi è l'autismo o il disordine cerebrale per quelli il cui bambino non potrà mai più essere normale a causa del vaccino.

Robert Kennedy Jr ricorda che, per sessant'anni, l'industria del tabacco ha difeso un prodotto che uccideva un consumatore su cinque, nel corso di migliaia di processi intentati dalle vittime e dai loro famigliari. La loro difesa, identica a quella dei laboratori attuali, pretendeva che nessun legame avrebbe mai potuto essere stabilito tra il tabacco e il cancro dei polmoni, facendo leva sulle ricerche scientifiche indipendenti. Egli aggiunge che, se si considerano anche i casi dove l'autismo è chiamato in altro modo, bisogna rivalutare la cifra a un bambino su 110, attualmente ammessa.

 

Uno studio indiretto

Ma la lobby vaccinale persiste a ripetere che gli studi hanno totalmente assolto il vaccino, affermazione che si appoggia su "un grande studio finlandese dove milioni di persone sono state vaccinate e seguite per quattordici anni".

È vero che nel 1988, dopo la pubblicazione dei lavori del Pr Andrew Wakefield, il Pr Heikki Peltola, del servizio pediatrico dell'Università di Helsinki, prese rumorosamente le difese del vaccino. Nel maggio 1998, egli pubblicò a sua volta un articolo sul Lancet, affermando che, su 1,8 milioni di soggetti seguiti per quattordici anni in Finlandia, si erano trovati solo 12 casi di autismo. Pertanto l'RMP non poteva essere responsabile. Egli reiterò queste affermazioni sul Pediatric Infectious Disease Journal del dicembre 2000. È chiaro che uno studio basato su una coorte così numerosa di individui avrebbe potuto essere significativo.

Ma la realtà è ben diversa. In verità, trascurando 1,8 milioni di vaccinati, questo studio è stato limitato a 200 persone, seguite per sole tre settimane, allorché questo genere di complicazioni si manifesta sovente dei mesi e anche degli anni dopo l'iniezione. E il 13 gennaio 2001, Peltola confessava che lo studio non era stato fatto per ricercare le due complicazioni in causa, cioè l'autismo e l'IBD (Inflammatory Bowel Disease), malattia infiammatoria dell'intestino.

Nondimeno, dopo questa confessione, tutte le istanze vaccinali attraverso il mondo prendono questo studio come riferimento e nessuno menziona che, alla fine dell'anno 2001, il Medical Research Council ha dovuto ammettere che quello studio "non ha esaminato la relazione tra il RMP e i disordini attribuiti all'autismo e non fornisce dunque nessuna evidenza al riguardo". Neppure si prende in conto l'aumento di queste malattie in Finlandia dopo questa campagna, né l'incredibile recrudescenza di altre malattie. Inoltre, nessuno menziona mai che Merck, altro fabbricante del triplo vaccino, ha finanziato tutti gli studi condotti da Peltola e i suoi collaboratori. La condanna di André Wakefield rappresenta una vittoria per GlaxoSmithKline e i laboratori farmaceutici, nel momento stesso in cui essi sono sul banco degli accusati a causa dello scandalo dell'influenza suina e della pressione che hanno esercitato sull' OMS e sui governi mondiali. Non dimentichiamo che GSK è uno dei fabbricanti del vaccini H1N1.

Ora, questo laboratorio è lungi dall'essere un modello d'integrità. Esso è stato condannato a pagare 220 milioni di sterline per avere fraudolentemente ottenuto un brevetto al fine di bloccare l'uscita di una pillola per l'artrite concorrente; ha pagato senza batter ciglio due milioni e mezzo di dollari per arrestare un processo intentato dallo Stato di New York che lo accusava di aver nascosto che l'antidepressivo Seroxat poteva far ammalare i bambini senza peraltro apportare loro dei benefici. E soprattutto nel 1994, quando si chiamava SmithKline Beechaam, e nel momento della follia vaccinale contro l'epatite B, che gli è valsa quattro miliardi di franchi per il solo anno 1994, si vantava di avere "introdotto il mercato della vaccinazione anche in ambito scolare". In seguito, ha imposto il vaccino con la paura, non esitando ad affermare: "L'epatite B uccide più persone in un giorno che l'AIDS in un anno". Inoltre, il presidente di questa azienda ha confessato all'epoca di aver dato al ministro italiano della sanità 600 milioni di lire qualche mese prima che questi rendesse obbligatorio il vaccino nel suo paese. Il ministro è stato riconosciuto colpevole e condannato a vari anni di prigione. Evidentemente, il laboratorio ne è uscito indenne, ma il Giornale per la protezione della salute (n° 6, marzo 1998) ha qualificato queste pratiche come "mafiose".

Questo verdetto dell'Ordine britannico dei medici ha dunque approvato un mentitore sfrontato per il quale ogni mezzo di pressione è buono, anche il più disonesto, a detrimento di migliaia di famiglie di bambini autistici che si battono da molti anni, con pochi mezzi, contro Big Pharma, industria sovente criminale che si salva sempre grazie ai suoi mostruosi mezzi finanziari. Ci resta da sperare che lo schiaffo che queste famiglie hanno ricevuto non le scoraggi e che esse trovino ancora dei difensori, come la Corte europea dei diritti dell'uomo, per condannare queste "pratiche mafiose".


1 Ripreso da Votre Santé n° 125, marzo 2010, pag. 8-10
2 MRP: Morbillo, Parotite, Rosolia. Ndt