Da Science et Foi n° 67 - primo trimestre 2003

SUL DILUVIO…

di Chrysogone

"Puoi tu alzare la voce verso le nubi
e far sì che ti obbediscano?
"

I "Cahiers de Science et Vie" sono una pubblicazione trimestrale che affronta vari temi legati "alle radici del mondo" come indica il loro sottotitolo. Ben illustrati, aiutati da vari specialisti, non esitano ad abbordare temi diversi come la costruzione delle cattedrali o il mondo di Omero.  Il numero 72, del dicembre 2002, è dedicato al Diluvio e presentato dal titolo: La scienza di fronte al mito biblico! Grosso programma!  In Science et Foi , noi avevamo già segnalato questo ritorno del Diluvio nelle scienze della terra, come pure del catastrofismo in generale. Si tratta forse, per i detentori dell'établissement scientifico, di accendere in qualche modo dei contro-fuochi in questo come in altri campi? Ma percorriamo questo quaderno.

Materialmente è ben fatto, non del tutto privo di interesse, ma di uno spirito che non è evidentemente il nostro, come indica il suo titolo.  Talvolta, tuttavia, il diavolo ci mette la coda! Costatiamo qui, una volta di più, i guasti provocati dalla teoria documentaria, unico modo di affrontare oggi l'esame dei testi biblici. Una delle prime conseguenze dello studio di quello che viene percepito come un semplice testo, è di dissolvere il Diluvio biblico in seno a una "corrente letteraria generale e più antica" (p. 22). Che vi siano delle analogie e dei rapporti, nessuno ne dubita; ma come non vedere -anche solo per precisione- che il racconto biblico supera tutti gli altri? È di questo avvenimento unico nella storia, che ha cambiato ieri la faccia del mondo e che cambia ancor'oggi la visione del mondo, che la maggior parte dei miti sono l'eco nella memoria degli uomini. Negare la possibilità di un tale avvenimento va contro le centinaia di racconti di origini diverse.

Grazie a Maria Susana Seguin, noi abbiamo il piacere di leggere un'evocazione del padre Kircher, precursore di Fernand Crombette, "rappresentante tardivo della filosofia del Rinascimento… personaggio sorprendente, sia per la sua erudizione che per la sua immaginazione…, che affermava, ben prima di Champollion, che il copto è un vestigio dell'antica lingua egiziana" (p. 38), e che pubblicò nel 1675 il suo De Arca Noe: "con carte e piani ad appoggio, Kircher prova che l'arca fu costruita nella regione di Eden, vicino alle foreste di cedri delle montagne del Libano (al nord) e della Mesopotamia, i cui fiumi facilitavano il trasporto del legno…  Kircher procede così a fare calcoli estremamente precisi per spiegare come, malgrado la sua forma, l'arca era capace di flottare (ma non di navigare) e di salvaguardare il suo prezioso carico" (p. 39). Possiamo notare, a partire dall'iconografia, la rassomiglianza della sua ricostruzione con quella di Angelo Palego. 

Autrice di una tesi universitaria su un aspetto di questo soggetto: Science et Religion dans la penseé française du dix-huitième siècle.  Le mythe du Déluge universel (Paris, Honoré Champion, 2001), Maria Susana Seguin stabilisce anche come, per gli uomini di questo tempo, il Diluvio è divenuto problematico, provocando la dissoluzione della cronologia tradizionale: "Per questi pensatori illuministi, il rifiuto dell'universalità del Diluvio implica la messa in questione dello schema storico umano secondo la tradizione giudeo-cristiana" (p. 54). E conclude il suo articolo: "La Natura prende ormai il posto attribuito al Creatore, e l'Uomo può infine prendere in carico il corso della sua Storia" (p. 56) C.Q.F.D.

E la Chiesa, come interpreta il Diluvio biblico, si chiedono i Cahiers de Science et Vie?  Raccolgono così le risposte di "Jacques Briend, professore onorario all'Istituto Cattolico, specialista di Antico Testamento e di archeologia, e anche membro della pontificia commissione biblica" (p. 58). Di questa conversazione, noi riterremo i punti seguenti. Alla domanda: "Oggi, come è interpretato dalla comunità cattolica il racconto del Diluvio?", Jacques Briend risponde: "Ad oggi, non esistono prove archeologiche attestanti che un fenomeno di diluvio si sia realmente prodotto" (p. 59).  Segue l'interpretazione esegetica e morale dell'avvenimento raccontato. Poi, alla domanda (p. 60): "Negli Stati Uniti, esistono dei movimenti religiosi che difendono la realtà del testo biblico, pur professandosi cattolici? Qual'è la loro posizione?", Jacques Briend fornisce le interessanti precisazioni seguenti: "Molti cristiani americani -essenzialmente delle chiese protestanti ed evangeliche- vi diranno che il Diluvio si è realmente prodotto. Essi hanno una lettura fondamentelista dei testi biblici e si riferiscono sovente al creazionismo…  Non bisogna negare che anche nella Chiesa cattolica esistono dei credenti che inclinano nel fondamentalismo; nessuno, d'altronde, glielo vieta.  Ma questa lettura è marginale e non rappresenta quella della maggioranza della chiesa cattolica." E una volta di più si ribadisce una messa in guardia a partire dal testo su l' interpretazione della Bibbia nella Chiesa. Per terminare con la frecciata seguente: "Così, oggigiorno, ciascun cattolico, in funzione delle sue conoscenze scientifiche, interpreta il racconto a modo suo ed è così che esistono, in seno a una stessa comunità, degli evoluzionisti e dei creazionisti. Il Vaticano rispetta la fede di tutte queste persone, e non prende una posizione ufficiale in merito. Tuttavia, io vi sfido a trovare un testo in cui l'autorità cattolica, nella persona del Papa, definisca l'interpretazione del Diluvio in maniera fondamentalista!" Sfida che raccogliamo senza difficoltà, rinviando alla seconda epistola del primo Papa, san Pietro stesso, di cui (se è necessario per le dispute esegetiche) il padre Philippe Rolland ci garantisce l'autenticità nella sua ultima opera dedicata al trionfo del modernismo da vent'anni in qua: La mode "pseudo" en exégèse (Édiz. de Paris)!

Segue un articolo che riporta alcuni racconti di spedizioni sull'Ararat, accennando, per denigrarla, alla scoperta di Fernand Navarra. Risultato di queste ricerche? "L'arca di Noè resta introvabile" (p. 67).  Informazione o disinformazione? Non una parola delle ricerche di Angelo Palego!

Infine, dal Golfo Persico al Mar Nero, ricadiamo sulle estrapolazioni geologiche alla moda da qualche tempo.  Tutto ciò non è senza interesse una volta che sarà rettificata la cronologia.  Anche i Cahiers de Science et Vie se ne accorgono, facendo rimarcare a Walter Ryan, uno dei partigiani del Diluvio nel Mar Nero: "i vostri risultati sono principalmente basati sul carbonio 14. Ora, questa tecnica non è affidabile al 100%…" (p. 85). Ne conviene egli stesso e dichiara: "… io non dico che l'inondazione del Mar Nero è quella di Noè" (p. 86), il che non gli impedisce di affermare in seguito: "Io penso che bisogna prendere il Diluvio biblico come la metafora di un fenomeno naturale, tutto qui" (p. 87)!

Lasciamo ora questo numero dei Cahiers de Science et Vie e, per rimetterci le idee a posto, riportiamoci a quella sintesi unica della storia della Terra che è la Geografia Divina con la quale è bene cominciare lo studio dell'opera di Fernand Crombette, prolungandolo poi con La Rivelazione della Rivelazione, e completandolo con gli esperimenti di Guy Berthault di cui gli studiosi (liberi pensatori) hanno ben visto l'importanza. Non è forse la conoscenza della verità che ci rende liberi?

Proprio quando il mondo di nuovo si incendia in quella che fu la Fertile Mezzaluna, le nostre preoccupazioni possono sembrare lontane dagli avvenimenti, anche se questi non le escludono, e anche se per certi aspetti li rischiarano. Non è forse, in un certo senso, e restando prudente, un segno dei tempi (con molti altri!) il fatto che riappare l'interesse per il Diluvio e che l'Arca sia sul punto di essere nuovamente accessibile? Se la ricerca dell'Arca non è senza interesse non sarebbe che apologetica; in questi tempi apocalittici, è verso la Regina della Pace, Arca della Nuova Alleanza, Fœderis Arca, che bisogna volgere i nostri sguardi e dirigere le nostre preghiere: "Ma pregate figli miei…" è una richiesta costante delle apparizioni mariane dei nostri tempi. In effetti, scriveva S. Luigi Maria Grignon de Monfort: "Il potere di Maria su tutti i demòni risplenderà particolarmente negli ultimi tempi, quando Satana insidierà il calcagno di Lei, è cioè gli umili servi e figli che ella susciterà per muovergli guerra … Uniti a Maria, essi schiacceranno la testa del diavolo e faranno trionfare Gesù Cristo … Ma quando avverrà tutto questo?… Dio solo lo sa." (1)


(1) - Trattato della vera devozione a Maria