Dalla rivista Science et Foi – anno 1995

LA PALEONTOLOGIA ALLA RICERCA DI UNA LOGICA

Dr. J. M. Clerq

É abbastanza eccezionale ritrovare del DNA nelle ossa antiche, giacché questa molecola si degrada molto rapidamente dopo la morte. Tuttavia, allorché le condizioni di conservazione sono state favorevoli, lo si ritrova talvolta in ossa vecchie di 3/4000 anni. In questo caso può essere effettuata un'analisi genetica. Ma l'avvenimento che stiamo per relazionare, pur se raro, fa pensare.

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A - La freccia indica un frammento di tessuto ancora elastico, il che sfida la teoria che sostiene che tali tessuti daterebbero 65 milioni di anni.
B - Un altro esempio di "apparenza di freschezza" che, anche qui, rende poco credibili "i milioni di anni".
C - Regioni dell´osso che mostrano una struttura fibrosa ancora presente, in comparazione alla maggior parte delle ossa di fossili dove questa struttura è inesistente. Si pretende che queste ossa abbiano 65 milioni di anni, tuttavia riescono a mantenere questa struttura.

Uno scienziato americano, S. Woodward, ha sottomesso ad analisi genetica due grandi ossa di dinosauro, ritrovate in una formazione di carbone bituminoso dello stato dell'Utah, datato del cretaceo superiore e stimato di 80/85 milioni di anni secondo i metodi di datazione ammessi in geologia. Tuttavia queste due ossa di dinosauro non erano fossilizzate in modo abituale, ma erano cerose; è d'altronde questo aspetto che attirò l'attenzione di Woodward e lo decise ad analizzarle. Un frammento osseo fissato all'ematoxilin-eosina, rivelò la presenza inattesa di nuclei di cellule e del collagene di tessuto congiuntivo. Si prestavano le condizioni per estrarne il DNA e sottoporlo a un'analisi genetica al fine di compararlo a quello delle specie attuali e così poter determinare il grado di somiglianza con altre specie come gli uccelli, i rettili e i mammiferi. Questa comparazione potrebbe, si pensava, permettere di stimare il momento della separazione di queste specie nel corso dell'evoluzione. Fu preso in considerazione il gène Cytocroma-b mitocondriale perché la sua sequenza di nucleotìdi è ben conosciuta per numerose specie animali, vegetali e batteriche. Il risultato di questa comparazione si è rivelato totalmente inatteso: il DNA studiato e proveniente dalle due ossa di dinosauro era altrettanto lontano da quello dei rettili quanto da quello degli uccelli o dei mammiferi. Siccome nel quadro evoluzionista si ammette che gli uccelli e i rettili hanno avuto, nel corso dell'evoluzione della loro specie, un antenato comune con i dinosauri, questo risultato sorprendeva per una simile divergenza da quel che era accettato: i dinosauri non avrebbero dunque alcun legame di parentela con gli uccelli e i rettili.

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Sinistra: le strutture flessibili nell´osso del T.Rex sono state identificate come essere dei vasi sanguigni. Se l´osso avesse 65 milioni di anni, non vi si troverebbero dei tessuti molli come i vasi sanguigni.
Destra: Si è potuto estrarre queste strutture microscopiche da qualcuno dei vasi sanguigni, e, a guardarvi, "esse hanno l´aria di cellule", hanno detto i ricercatori.

Piuttosto che rimettere in causa la teoria dell'evoluzione, o per lo meno lo schema insegnato dell'albero dell'evoluzione delle specie elaborato da Darwin, gli scienziati preferirono dubitare delle ossa: erano o no ossa di dinosauro? S. Woodward non si sarà ingannato?

Altre questioni sono certamente state sollevate, ma i paleontologi si son ben guardati dal porle, giacché esse avrebbero distrutto la logica sulla quale questa scienza si appoggia:

- Com'è possibile ritrovare del DNA di 80 milioni di anni, allorché esso si degrada molto velocemente dopo la morte, anche se si conserva relativamente bene nelle ossa, e l'analisi genetica di ossa vecchie di appena qualche migliaio d'anni è raramente cosa realizzabile?

- Non sarà piuttosto il sistema di datazione ad essere errato, essendo i dinosauri ben più recenti?

In questo caso, tutte le età genealogiche sono da rivedere!

- Com'è che i dinosauri studiati sono stati sotterrati, viventi, in una formazione bituminosa del cretaceo superiore? La risposta include il catastrofismo, e in questo caso le basi della geologia sono di nuovo chiamate ad essere riconsiderate!

Quando si nega l'esistenza del Diluvio, con gli sconvolgimenti geologici che l'hanno accompagnato, la geologia e la paleontologia non possono che effettuare delle piroette scientifiche inverosimili per integrare nella logica del loro sistema tutte le incoerenze che infiorano le scoperte nei domìni della paleontologia, della geologia e della preistoria... magra logica alla ricerca di se stessa perché essa ignora la vera logica volendo ignorare il Creatore del mondo.