Dalla rivista Science et Foi – anno 1994

LA PROFEZIA DI DANIELE

Dr. Jean.Maurice Clercq

Si sente spesso dire, riguardo alla Bibbia, che questo Libro Sacro non è da prendere alla lettera; che, anche se è stato ispirato da Dio, racconta le peripezie di un popolo particolare, i cui dettagli non hanno niente a che vedere con la Rivelazione.

Vi sono due testi (Zaccaria 9,9 e Daniele 9,25-26) che contraddicono questo punto di vista, e noi andremo a vedere il perché.

Per i cristiani Gesù è il Messia, e il punto centrale dei Vangeli è costituito dalla Passione che termina con la resurrezione del Cristo. Il punto di partenza liturgico del ciclo della Passione comincia il giorno delle Palme. Questa festa commemora il giorno in cui Gesù sale solennemente e trionfalmente a Gerusalemme, acclamato come re e Messia per prendere possesso della Città Santa e del Tempio, il che scatena la furia dei sommi-Sacerdoti e la decisione di metterlo a morte.

Per simbolizzare questa presa di possesso della città, Gesù entrò su un asino, alla maniera dei re d'Israele che prendevano possesso di Gerusalemme. Il popolo non si inganna affatto acclamando il Messia con dei rami di palme (come si acclamava all'epoca un sovrano al suo passaggio) e gridando "Osanna, benedetto colui che viene nel nome di JAHWÉ e il re d'Israele" (Gv 12,12-15) secondo il versetto 26 del Salmo 118.

Così si compiva alla lettera la profezia di Zaccaria 9,9:

 "Esulta con forza, figlia di Sion!

Grida di gioia, figlia di Gerusalemme!

Ecco che il tuo re viene a te!

Egli è giusto e vittorioso,

E' umile, cavalca un asinello

giovane puledro, il piccolo di un'asina".

Ma la precisazione data dalla Bibbia è ben più straordinaria di quanto si pensi: la data di questo avvenimento ci è annunciata da Daniele (9,25-26):

" 25 Sappi ancora e intendi bene: Che a partire dal momento in cui fu dato l'ordine di ricominciare a ricostruire Gerusalemme, fino a che sorga un Principe Unto, vi sono sette settimane; e durante sessantadue settimane Gerusalemme risorgerà e sarà riedificata, con piazze e mura di cinta, ma nell'angoscia dei popoli. 26 E dopo queste sessantadue settimane, un Unto sarà soppresso, senza avere un successore legittimo, la città e il santuario saranno distrutti da un popolo di un sovrano che verrà; finalmente questo sarà violentemente vinto, ma fino alla fine saranno guerra e devastazioni".

Proviamo a convertire in data di calendario questa profezia annunciante il Messia e la sua morte. Nella sua opera L'Apocalisse, Raoul Auclair tenta il calcolo (pag. 399) e si sbaglia di sette anni (egli trova 483 anni), ma se il calcolo è effettuato da un giudeo(1) di cultura semitica, il conto va bene! Ecco il calcolo proposto da G. Levant.

In Neemia 2,1-9 la data dell'autorizzazione della ricostruzione del tempio di Gerusalemme ci è data: Nel mese di Nisan, il ventesimo anno del re Artaxerxès". Artaxerxes I°, figlio di Xerxès, fu re di Persia (464-425 a.C.). Siccome il giorno non è menzionato, l'usanza giudea vuole che si riunisca il mese intero sotto il I° del mese di Nisan.

Secondo le ricerche e i calcoli effettuati da C.B. Airy, astronomo reale dell'osservatorio di Greenwich (G.B.) e citato dal libro "The coming Prince" di Robert Anderson, il I°Nisan del 20°anno del re Artaxerxès è esattamente, secondo il nostro calendario, il 14 marzo 444 a.C.

La data della salita trionfale di Cristo a Gerusalemme è conosciuta da lungo tempo grazie alla festa di Pasqua: si situa il 6 aprile dell'anno 33 del nostro attuale calendario(2).

Possiamo così verificare la predizione di Daniele.

Una settimana di anni nella lingua profetica equivale a 7 anni e l'anno profetico comporta 360 giorni.

Sette settimane di anni + 62 settimane di anni = 69 settimane, ossia:

69 x 7 anni x 360 giorni = 173.880 giorni.

2 - Numero di giorni tra il 14 marzo 444 a.C. e il 6 aprile 33.

Nel nostro calendario: 1 anno = 365 giorni

(444+33-1)anni = 476 anni

476 x 365 giorni = 173.740, ai quali bisogna aggiungere gli anni bisestili: 116 giorni.

Tra il 14 marzo e il 6 aprile ci sono 24 giorni, il che ci porta a:

173.740 + 116 + 24 = 173.880 giorni (3).

Tra le date del decreto dell'arresto reale del re Artaxerxès per la ricostruzione di Gerusalemme e l'entrata trionfale di Gesù in Gerusalemme, celebrata con la Domenica delle Palme, sono trascorsi esattamente 173.880 giorni, come aveva annunciato il profeta Daniele 476 anni prima.

Ecco dunque una profezia che, con sorprendente esattezza, ci mostra una volta di più che i tempi e il corso della storia appartengono solo a Dio, e il fatto che noi non comprendiamo il senso nascosto e profondo di certi testi della Bibbia, non ci autorizza a considerarli come un'accozzaglia di testi ad uso del popolo giudeo e che quindi non è sempre necessario prenderli sul serio.

Questo esempio, come la codifica numerica dei testi della Bibbia già considerati in più riprese in "Science et Foi", mostra l'ispirazione divina dei testi sacri.


1 - Gaston Levant (o Lewandowski): "UN VRAI JUIF PARLE AUX ISRAËLITES", 1981, dall'autore, 47 rue Vabelle, Laval-des-Rapides, Québec H7N 2R8 - Canada.
2 - Da notare che l'autore fa qui un errore apparente di un anno situando l'entrata trionfale di Gesù a Gerusalemme nell'anno 32. In effetti, è ammesso tradizionalmente che il Cristo sia morto nell'anno 33. Questo "errore" non cambia rigorosamente nulla al calcolo che egli effettua, giacché include nel suo calcolo l'anno "zero", dove situa la nascita di Gesù (..." Nel periodo del calendario Giuliano, dall'anno zero all'anno 32" pag. 70). Ora, l'anno zero non esiste. Il nostro attuale calendario comincia con l'anno 1. L'anno zero vale 1 nel calcolo dell'autore, il suo 32 è in realtà l'anno 33 (32+1). L'intervallo di anno tra il 14 marzo 444 a.C. e il 16 aprile 33 (o 32) resta esattamente lo stesso quale che sia il modo di calcolo.
3 - Riferendosi al calendario "zero", il calcolo può essere ripreso in altro modo per arrivare allo stesso risultato: