Dalla rivista Science et Foi – anno 2000

DA UN FOSSILE ALL' ALTRO

Chrysogone

"La luce degli empi verrà loro tolta;
e il loro braccio alzato, sarà spezzato"

(Giobbe 38,15)

Allorchè l'apostasia immanente già denunciata a suo tempo dal papa Paolo VI continua il suo progresso, e sembra realizzarsi la profezia della signora Royer(1), che nel 1914 dichiarava che "i francesi giungeranno ai limiti della disperazione" (prima della salvezza ottenuta dal Sacro Cuore), sono molti quelli che, combattendo per la buona causa, non vedono, nell'urgenza dell'ora, la necessità di riflettere su alcuni degli scopi del pensiero scientifico moderno. Centodieci anni dopo L'avvenire della Scienza, Renan(2) l'avrebbe dunque avuta vinta, lui che non esitò a scrivere: "La negazione del soprannaturale è divenuta un dogma assoluto per tutti gli spiriti colti... Tra il cristianesimo e la scienza la lotta è divenuta inevitabile: uno dei due avversari deve soccombere?" E nella comunità scientifica l'atteggiamento è oggi molto spesso quello che dipinge a modo suo Hubert Curien: "Se oggi al C.N.R.S. si presentasse come ricercatore Dio, sarebbe rifiutato. Egli ha fatto una manipolazione interessante, ma nessuno ha mai potuto riprodurla; ha spiegato i suoi lavori in una grossa pubblicazione, molto tempo fa, ma non era neanche in inglese e, dopo, non ha pubblicato più nulla(3)."

Ma ecco che lo scorso anno, in piena estate, si è prodotto improvvisamente negli Stati Uniti un ritorno in forza dell'oscurantismo! Pensate! Il Consiglio d'Educazione del Kansas decideva di non interrogare più sulla teoria dell'evoluzione (e sul Big Bang), lasciando libertà agli insegnanti di studiarla o meno con i loro allievi! E a questa notizia si è inveito sui creazionisti! Lo stesso S.G. Gould vi ha visto un primo successo di questi ultimi contro una teoria "così sostenuta (documentata)... come la rivoluzione della Terra attorno al sole(sic)"!(4)  L'affare ha smosso delle onde che raggiunsero France-Culture, poiché, in occasione di un'emissione dedicata a diversi aspetti del pensiero contemporaneo (il 23 gennaio 2000), dove ci si allarmava dottamente degli attacchi di forme diverse contro il dogma darwiniano, un universitario razionalista appuntò in modo particolare "... l'azione insidiosa di un certo Guy Berthault che si presenta come ex allievo della Scuola Politecnica. Questo personaggio esponeva abilmente, bisogna dirlo, nei diversi congressi di sedimentologia nazionali e internazionali ...i suoi esperimenti sulla genesi delle lamine, piccolissimi strati delle rocce sedimentarie, e riusciva così a farli pubblicare in riviste scientifiche francesi eccellentemente quotate. Da questi esperimenti, aureolati perciò dal prestigio delle loro pubblicazioni scientifiche, egli poteva in seguito concludere, in articoli e videocassette creazionisti, sulla verosimiglianza del Diluvio, stabilita, lo cito, da una scienza sbarazzata da una pretesa evoluzione delle specie e della durata classica dei tempi geologici..."  Va da sè che il signor Berthault ha risposto come conveniva. Ma al di là del caso particolare, l'aneddoto è rivelatore: in questi domìni, mentre certi ben-pensanti non pensano più, la posterità di Renan è rimasta vigilante.

"In tempi remoti il celacanto nuotava.. . "

Vi ricorderete certo di questo strano pesce presentato un tempo come un notevole "anello mancante" (anello che manca sempre d'altronde), conosciuto dai suoi fossili datati di almeno 100.000 anni. Poi, nel 1938, venne la scoperta di questo animale ben vivo, dapprima in Africa del Sud, da cui il suo nome di "Latimeria Chalumnae", in seguito alle Comore, dove lo si pesca regolarmente. Ma, sempre agli inizi dello stesso anno, si apprendeva, molto lontano da questi luoghi, la scoperta di due nuovi celacanti, che si amavano di amor tenero a 155 metri dal fondo, in una grotta di Manado Tua (seguite il mio sguardo), più precisamente nell'arcipelago delle Célèbes, in Indonesia. Decisamente questo animale insolito non è mai là dove lo si aspetta, nè nel tempo nè nello spazio! La notizia non fece rumore. Ma il celacanto è irrefutabile: "approfittiamo del celacanto" avrebbe scritto Alexandre Vialatte. Per contro, non si approfitterà altrettanto dell' Archeoraptor liaoningensis. Non lo conoscete? È normale, non esiste più, essendo anch'esso un anello mancante che manca, e che fa venir meno la stessa logica aristotelica, armatura della scienza occidentale. Seguitemi bene: il celacanto è un falso-vero fossile, mentre l' archeoraptor liaoningensis è un vero-falso fossile!  In effetti, nella mitologia evoluzionista, racconto di fiaba per grandi (Jean Rostand dixit), gli uccelli discendono dai dinosauri. Ecco perché il National Geographic del novembre scorso si affrettò a pubblicare la scoperta di un fossile cinese di dinosauro a piume, proveniente dalla provincia del Liaoning a nord di Pechino. Ma dei test più precisi (eseguiti all'università del Texas dove si passò la bestia a uno scanner a raggi X), e una comparazione con altri fossili del professor Xu Xing, paleontologo di Pechino, misero in evidenza una nuova frode, risultante da un montaggio in cui la coda poteva essere aggiunta e le ossa delle zampe ritoccate; ce lo riporta Le Monde del 4 marzo u.s.. Qui giace l'animale trascendentale, la cui possibilità implicava la realtà! La prossima volta, avrebbe detto Pierre Dac, tra il lupo e la foca, si avrà il lupofoca!

Le teorie dell'evoluzione si succedono, caricando il loro bagaglio di frodi, prendendo l'acqua da tutte le parti, e si avrà un bell' aggiungere, alla maniera dell'antica astronomia, dei nuovi epicicli per "salvare le apparenze", bisognerà pur addivenire a un'altra concezione del vivente, e a una scienza della vita e della terra rinnovate.

E, in questo anno, meditiamo l'avvertimento profetico(5) dell'autore delle Cinq Grandes Odes, dell'inizio di questo secolo di Moloch che ora si chiude:

"Resta con me, Signore, perché la sera è vicina e non abbandonarmi"!
Fa' che non mi perda con i Voltaire, e i Renan, e i Michelet, e gli Hugo, e tutti gli altri infami!
La loro anima è con i cani morti, il loro nome anche dopo morti è un pesce in putrefazione.
Perché Tu hai disperso gli orgogliosi ed essi non possono stare insieme.
Nè comprendere, ma solo distruggere e dissipare, e mettere le cose insieme.
Lasciatemi vedere e sentire tutte le cose con la Parola.
E salutare ciascuno col nome stesso della Parola che l'ha fatto".



1. - Boissard, La Vie et le Message de Madame Royer, Téqui, 1960, pag. 351, 352.
2. - Renan, Marc Aurèle et la fin du monde antique, pag. 351, 352; citè par R.P. Bruckgerger dans le numéro 216 de la revue Performances.
3. - in: Baud, P. - Neirynck, J. - Première Epître aux techniciens, Presses Polytechniques et Universitaries Romandes.
4. - Time, 23-08-2000.
5. - Claudel - Cinq Grandes Odes: Troisième Ode: Magnificat, Gallimard, Poésie.