Dalla rivista Science et Foi – anno 2000

EVA... AVREBBE 6000 ANNI ?

di M. Navarre

M. Navarre, uno dei nostri membri attivi del Belgio, dottore in medicina, ci presenta qui un riassunto particolarmente interessante di un articolo apparso nel periodico La Recherche (n° 307, pag. 40-42).  Delle scoperte recenti sono, sembra, poco "corrette scientificamente"...

La lettura di un articolo, L'orologio dell'evoluzione non gira in tondo, apparso su La Recherche del marzo 1998, è molto interessante e molto imbarazzante... per i sostenitori della cronologia lunga della storia dell'uomo.

Questo articolo recensisce un certo numero di lavori scientifici e rapporta l'analisi genetica delle ossa dello Zar Nicola II. I mitocondri sono organi protoplasmici che possiedono il loro proprio DNA.

Si è accertato che Nicola II aveva ereditato da sua madre due sequenze di DNA mitocondriale; si tratta di una anomalia che si chiama "eteroplasmia" osservata tra il 10 e il 20% degli esseri umani. Finora, gli scienziati che lavorano sull'evoluzione hanno considerato che il tasso di mutazione del DNA mitocondriale è l'orologio che permette di datare degli avvenimenti chiave, come l'inizio della dispersione degli "antenati" degli uomini.

Gli specialisti dell'evoluzione hanno fatto l'ipotesi che questo orologio è a frequenza costante, con una mutazione ogni 6000/12000 anni circa: si tratta di un orologio molecolare.

Gli specialisti dell'evoluzione hanno per esempio calcolato, grazie a questo orologio molecolare, che la donna il cui DNA mitocondriale sarebbe l'antenato di quello di tutti gli umani, la "Eva mitocondriale", viveva in Africa circa 100.000/200.000 anni fa.

Si avvera ora che la velocità di divergenza del DNA mitocondriale muterebbe 20 volte più velocemente di quanto si era finora pensato, ed era dunque stata largamente sottostimata .

Così, con questo nuovo orologio molecolare, la prima donna avrebbe appena 6000 anni, che è, bisogna ricordarlo, l'età che avrebbe Eva secondo la cronologia biblica.

Malgrado i risultati di numerosi lavori scientifici corroboranti questa nuova maniera di stabilire l'età della prima donna, l'autore dell'articolo dichiara che nessuno pensa che la prima donna avrebbe appena 6000 anni(1), e che non tutti sono pronti a rimettere in causa le date della storia dell'evoluzione per degli studi sul ritmo delle mutazioni !

Egli deve tuttavia ammettere che gli specialisti di medicina legale e l' F.B.I. utilizzano il nuovo orologio molecolare ammettendo un tasso elevato di mutazioni per identificare i corpi dei soldati uccisi e per confondere o scagionare i sospetti.

I medici legali e i medici dell' F.B.I. utilizzano dunque i dati derivanti dal nuovo orologio molecolare che permette di datare l'apparizione della prima donna sulla terra a più o meno 4000 a.C..

Gli evoluzionisti, ammetteranno adesso i nuovi dati scientifici... o persisteranno nella difesa delle loro supposizioni elevate al rango di dogma?


1. - NDLR: Sì: il CESHE!