Dalla rivista Science et Foi – anno 1996

LA DIVINA SORPRESA

Dominique Tassot

"Conosci te stesso", diceva Socrate. Ma per far ciò, bisogna anche considerare quel che noi siamo agli occhi degli altri. É particolarmente vero nel dibattito di idee: l'avversario intravede dei fatti o dei gesti che possono sfuggirci. Sarà dunque utile riportare qui l'opinione dei razionalisti, loro che assumono l'eredità della filosofia Illuminista così come noi ricostruiamo spigolando i frammenti della visione biblica del mondo.

Il 23 novembre scorso (1995) si apriva a Pamplona il II Congresso nazionale sulla Pseudoscienza, e il Prof. Eustaquio Molina vi interveniva su "il CESHE e il creazionismo scientifico nella Comunità europea". Il Prof. Molina insegna paleontologia all'Università di Saragozza. Già nel 1993, al primo congresso organizzato dall'ARP (Associazione Alternativa Razionale delle Pseudoscienze) egli aveva tracciato una tavola del dibattito evoluzionismo-creazionismo, mettendo nella stessa categoria di "pseudoscienziati" dei creazionisti americani come Morris e Whitcomb e i difensori dell'origine extra-terrestre degli esseri viventi, tendenza che egli collegava bizzarramente a Vélikovisky. Il tono, nel 1993, era di inquietudine. Secondo il quotidiano El Pais del 12 aprile 1987, negli Stati Uniti si trovava il 53% di creazionisti contro solo il 47% di evoluzionisti. Peggio ancora in Spagna, col 57% di creazionisti contro il 43% di evoluzionisti, malgrado l'assenza di dibattito pubblico! A giusto titolo il Prof. Molina non crede ai fenomeni senza cause; egli concludeva dunque per la persistenza del sentimento religioso a seguito dell'influenza durevole esercitata dalle scuole confessionali del regime franchista: "Fino alla fine degli anni '50, si accettava dubitativamente la teoria dell'evoluzione, e numerosi ricercatori hanno propagato le idee finaliste fino agli anni 70... Attualmente la Chiesa Cattolica, dopo il concilio Vaticano II, ammette l'evoluzione come non necessariamente incompatibile con una spiegazione rinnovata della creazione"(1). Così la Chiesa Cattolica, l'antico e "infame" avversario dei razionalisti, sarebbe diventata l'alleata del momento per il miracolo di una "spiegazione rinnovata della creazione". Questa visione rinnovata, rivela il Prof. Molina, consiste nel "considerare la Bibbia come allegorica e simbolica"(2), e quelli che rifiutano questo approccio sono, dice, dei "fondamentalisti".

Si potrebbe immaginare che il Prof. Molina, confidando nella capacità della ragione umana di scoprire la verità, resti ottimista ora che l'evoluzionismo riceve l'avvallo dalle principali religioni. Ma non è così; egli scrive: "É realmente preoccupante vedere numerosi (fondamentalisti) chiamare se stessi 'scienziati creazionisti'(3)". Come, infatti, arrogarsi il nome e la qualità di scienziato, senza prima essere razionalista ed evoluzionista? La forza del razionalismo, ben l'ha visto Renan, consiste nell'identificarsi con la scienza. Bisogna che l'evoluzionismo sia e rimanga La scienza, se no l'edificio del pensiero moderno crolla: se la teoria sulle origini insegnata a nome de la scienza si rivela falsa, allora sarà dimostrato che la ragione umana da sola si smarrisce, e ogni uomo alla ricerca della verità si vedrà costretto a uscire da sè.

Così, anche nel 1996, non si esce dunque dalla problematica dello scientismo, o piuttosto, costatiamolo, non si esce dallo scientismo che per la fiducia in Dio o per la sfiducia nella ragione, e il Prof. Molina lo ammette raggruppando i suoi avversari in queste due categorie tanto opposte: gli spiriti attaccati alla Bibbia, e i partigiani degli extra-terrestri. La fede e la superstizione, ecco il nemico! Esso non è cambiato, e benché "la sua espansione sia stata limitata (in Europa) principalmente dalla predominanza della religione cattolica"(4), eccolo che rialza la testa poiché le idee creazioniste arrivano in Europa: "Nella videocassetta (del CESHE) intitolata "L'evoluzione: fatto o credo?", gli intervistati, al fine di screditare l'evoluzione, negano i princìpi più elementari di diverse scienze, il che ne fa un'opera pseudoscientifica-tipo che dovrebbe figurare nelle antologie del disparato. Certo non bisogna sottostimare la debolezza dei suoi argomenti, giacché, essendo presentati in maniera scientifica, essi possono facilmente ingannare chiunque non sia specialista nella materia. Il CESHE si estende principalmente in Francia, Belgio e Inghilterra, con degli appoggi in altri paesi come l'Italia, la Polonia e la Spagna. Questa organizzazione fu creata nel 1971, e se le sue attività pseudoscientifiche proseguono la loro espansione, appare il rischio di giungere a una situazione simile a quella degli Stati Uniti, dove le idee pseudoscientifiche e irrazionali godono di una grande diffusione e di una grande influenza sulla società"(5).

Non si difende se non ciò che è minacciato. Ma perché il CESHE è visto come una minaccia da dei razionalisti così lontani da noi che non abbiamo neppure l'idea di attaccarli? L'analisi psicologica di questa situazione mostra dunque che il Prof. Molina sente e sà la debolezza della sua posizione. Come pensa di farvi fronte? Con il dibattito di idee e la confutazione diretta?... Ma questo sarebbe dare all'avversario una tribuna e lasciare il popolo giudicare da sè il valore degli argomenti, metodo che egli sà suicida per la teoria evoluzionista. Resta dunque la lotta indiretta e la propaganda statizzata: "Il problema ha un'incidenza politica e dev'essere messo sotto controllo in un modo o in un altro. (...) In definitiva, si tratta di un problema di educazione che richiede un'importante azione sociale da parte degli universitari. Serve una diffusione più efficace delle idee scientifiche, rinforzante la volgarizzazione scientifica che nel programma è troppo ridotta(6)."

Che presa in giro!... Ecco una teoria che riempie i manuali, che è propinata da un'incessante campagna televisiva, che si espone ovunque come la verità più sicura e più accertata e che non è oggetto di alcun dibattito contradditorio... ed ecco il suo turiferario razionalista che dovrebbe aver fiducia nel suo sapere e nella scienza, ma che al contrario suona la campana con la febbrilità di un assediato circondato da ogni parte! E che pericolo segnala agli abitanti della fortezza? Un gruppuscolo di dieci o quindici scienziati "creazionisti" che non pensano che a trarre le conseguenze dei fatti nuovi apparsi nella geologia da vent'anni a questa parte!

Ora, che appoggio ha incontrato il razionalista per persuadere il popolo ignaro fuori dalla portata del discorso universitario? La Chiesa cattolica, acquisita, secondo lui, alla lettura allegorica della Bibbia... Quest'ultimo pilastro dell'evoluzionismo, venuto tardi e dunque ancora fresco, rischia comunque di sprofondare un giorno. Una rondine non fa primavera, ma una sola voce basta a riempire una sala. Ora, nell'ottobre 1995, è apparso un libro intitolato "Création et Rédemption" il cui autore, il Padre André Boulet, è un teologo di formazione scientifica. Egli era dunque ben messo per trattare la dottrina cattolica sulle origini dell'uomo, dossier che segue attentamente da quarant'anni. Ed è una felice sorpresa, vorremmo dire una divina sorpresa. Invece di dimostrare sapientemente che le cose non sono ciò che sono, il che costituisce la quintessenza logica del più grosso della produzione teologica contemporanea, quella almeno che raggiunge la barriera della grande diffusione, il nostro autore afferma che, se Dio è creatore, ha creato. E trae tutte le conseguenze dell'idea di Creazione e della pertinenza del Libro in cui leggiamo che Dio ha creato. Certo, il sillogismo è troppo semplice per valorizzare il pensiero che l'ha prodotto...  Ma è bello vedere, almeno una volta, uno spirito al servizio della verità più che alla ricerca della notorietà!...

Legando Creazione, Caduta e Redenzione, il Padre Boulet ci rende l'intelligibilità della nostra condizione umana. "La Chiesa Cattolica, scrive, ha sempre avuto una dottrina chiara, che non ha mai variato sull'uomo, l'uomo così com'è uscito dalle mani di Dio, e l'uomo qual'è divenuto dopo una misteriosa prova che non ha superato. (...) Bisogna dire che siamo qui davanti a un'alternativa la cui posta è capitale: o, confidando nell'autorità del Magistero, noi riceviamo con fede questo insegnamento, e possiamo comprendere chi è l'uomo, qual'è la causa della disunione che egli costata in se stesso, e dunque ciò che è la Redenzione portata da Cristo,.. o diamo credito a certe letture della Genesi impregnate di concordismo evoluzionista, e ci priviamo di quelle luci sulla creazione e la redenzione, luci indispensabili per un'autentica vita spirituale"(7).

E la critica dell'evoluzionismo prosegue. Lungi dall'accordare al racconto del Peccato Originale un valore puramente simbolico, alla maniera dei teologi evoluzionisti cari al Prof. Molina, il Padre Boulet osa affermare: "La Chiesa insegna da sempre che Dio ha voluto rivelare l'origine di questi disordini in un libro ispirato, il Libro della Genesi, che dà, sotto una forma accessibile a tutti, una luce insostituibile sull'origine del male, della sofferenza e della morte: un avvenimento misterioso, avvenuto alle origini della storia, ha perturbato l'ordine voluto da Dio e ha distrutto l'armonia originale. Tentato da Satana, l'uomo ha abusato della sua libertà e disobbedito al comandamento di Dio. (...) L'uomo che doveva "dominare" su tutto il mondo creato (Genesi 1,28) ha perso questo potere, e Satana, l'angelo decaduto, che aveva anche lui un potere sul mondo materiale, non è che più operoso, al punto che il Cristo parla di lui come del "principe di questo mondo". Per contro, i teologi evoluzionisti affermano che i disordini di cui soffriamo sono inerenti a un mondo in evoluzione, sono come un dato costitutivo della finitezza del creato. Come, dunque, scoprire malgrado tutto un Dio infinitamente potente, saggio e buono, in questo mondo ostile che è l'opera di Dio, se si aderisce a questa visione evoluzionista?  Non è più Satana il "nemico" che ha seminato la zizzania nel campo del padre di famiglia dove germogliava il buon grano, ma è Dio stesso (cfr. Matteo 13,25 ss.)!

(...) D'altronde, non è solamente la visione di Dio presente a questo mondo che è falsata, ma lo è anche la relazione dell'uomo a questo mondo creato. Se i disordini e le sfortune di questo mondo sono una legge intrinseca all'universo, gli sforzi dell'uomo per premunirsi contro di essi o liberarsene potranno essere scelti e organizzati solo se sono visti secondo la loro vera causa: una rottura dell'alleanza con Dio. La ricerca dei rimedi alle discordie, ai conflitti, alle carestie, alle guerre, alle malattie, ecc... non si orienterà nello stesso senso a seconda che si sottoscriva la prima spiegazione del male o la seconda. Nella prima, quella di una teologia evoluzionista, la ricerca verterà sulle condizioni fisiche o sociologiche del male e si accompagnerà a una sorta di atto di fede e di speranza nell'Evoluzione che va sempre verso il progresso. Nella seconda, si vedrà primariamente e principalmente una "conversione" del cuore dell'uomo, un rispetto delle leggi della natura, un ritorno alla fedeltà e all'alleanza con Dio, senza tuttavia trascurare di tener conto dei condizionamenti fisici o sociologici. É questo il messaggio costante dei Profeti che, parlando a nome di Dio, hanno senza sosta richiamato, in tutto il corso della storia dell'Alleanza, alla necessità di questa conversione e di questo ritorno a Dio"(8).

Come si vede da queste poche righe, la forza di questo libro viene dalla sua profondità, nutrita di citazioni della Scrittura, come pure dalla sua semplicità di esposizione. Ma la divina sorpresa non si arresta qui. Un Vescovo ha fatto la prefazione all'opera, e 75 vescovi di Francia hanno ringraziato l'autore del suo invio, talvolta in termini altamente approvativi. Una traduzione spagnola è in corso, e ci piace immaginare lo sgomento del Prof. Molina quando vedrà l'ultimo bastione sociologico dell'evoluzionismo demolito, e scoprirà, con il Padre Boulet, la bellezza e la pace di una vita fiduciosa in Dio e nella Scrittura che Egli ha ispirato!...

La pietra scartata dai costruttori ha vocazione di divenire la pietra d'angolo. Respingendo la lettura ovvia della Bibbia, i razionalisti segnalano alla nostra attenzione questo sasso gettato al bordo della strada che è bastato a Davide per atterrare Golia. Il CESHE fa paura, ... è un buon ìndice: segno che bisogna perseverare e che un giorno verrà in cui il pallone gonfiato dell'evoluzionismo sarà a sua volta gettato tra i rifiuti come il più bell' "avatar" della "pseudoscienza".


1 - "Actas del I° congreso nacional sobre pseudociencia" Saragozza, 1933, pag. 52, 53.
2 - "Heraldo de Aragon", martedì 20 febbraio 1996, pag. 8
3 - Ibidem
4 - Molina, "EL CESHE, el creacionismo "cientifico" en la comunidad europea", Congresso di Pamplona, 23-26 novembre 1995.
5 - Ibidem
6 - "Heraldo de Aragon", loc. cit.
7 - Padre André Boulet, S.m., "Création et Rédemption", ed. CLD, 42, Av. des Platanes, 37170 Chambray, 1995, pag. 67.
8 - Ibidem pag. 204,205.