Fernand Crombette: vi presento un genio!

di Guido Landolina


Vi è un personaggio, Fernand Crombette, di cui vi vorrei parlare, un vero genio eclettico che ha scritto tante opere da riempire uno scomparto di biblioteca: opere spirituali e scientifiche.

Vorrei però parlarvene attraverso la testimonianza di una persona che conosco da una decina di anni e che è a dir poco eccezionale: ha tradotto le opere scientifiche di Fernand Crombette dal francese senza conoscere il francese…: Rosanna Breda!

Non so se sia da considerare più eccezionale il genio di Crombette o la capacità nascosta di questa Signora che non a caso il Circolo di Studi internazionali che approfondisce e divulga le opere di Crombette ha nominato – honoris causa – quale proprio rappresentante in Italia.

G.L.: Signora Breda, più che parlare io di Fernand Crombette vorrei che me ne parlasse lei alla luce di quanto pubblicato nel suo Sito CESHE-ITALIA che ospita, parimenti ad altri siti internazionali, le opere dell'insigne studioso.
R.B.: Parlando di Fernand Crombette non si può in effetti NON parlare prima del CESHE-FRANCE. Quest'ultimo è un Circolo scientifico cattolico, con sede a Lille, conosciuto a livello internazionale da scienziati e studiosi che da decenni si sono proposti di approfondire le scoperte di Fernand Crombette facendole conoscere in particolare nell'ambiente scientifico.
L'Associazione di questo Circolo storico e scientifico ha per scopo di riconciliare la scienza e la fede nelle intelligenze e nei cuori, si sforza di pubblicare e di far conoscere l'opera dello studioso che, sotto lo pseudonimo di "un cattolico francese", ha rischiarato di nuova luce numerosi campi della conoscenza, e in particolare: la Geografia, la Storia dell'Egitto, la Cronologia antica, l'Astronomia e l'Esegesi.

G.L.: Ma è proprio il fatto di riconciliare la scienza con la Fede che mi risulta non sia piaciuto e continui a non piacere a molti circoli scientifici atei, che hanno fede solo nella scienza e negano la possibilità di questa 'riconciliazione'. Vero?
R.B.: Vero, anzi verissimo. La regola di studio scientifico di Crombette si potrebbe riassumere in questa sua frase: 'La Fede, lungi dall'essere lo spegnitoio della scienza e dell'intelligenza, ne è la vera luce'.

G.L.: Ho letto alcuni scritti di Crombette dal taglio decisamente mistico…
R.B.: Crombette – certamente - è stato un mistico e comunque uno spirito 'illuminato'. Egli credeva nella assoluta inerranza della Genesi biblica, credeva nella creazione dell'uomo dal nulla da parte di Dio Creatore, credeva nel Peccato originale, nel Diluvio universale, nella dispersione dei popoli dopo la vicenda della Torre di Babele, e si è sforzato - attraverso i suoi studi storici, geografici, astronomici ed esegetici - di dimostrare la verità scientifica di quelli che oggi la scienza atea definisce sbrigativamente come 'miti'. Egli era convinto del fatto che in particolare la Genesi biblica, tramandata da Adamo ai suoi discendenti di generazione in generazione, ad un certo punto - messa per iscritto - fosse stata mal compresa e quindi mal tradotta dagli 'scribi' dei millenni successivi. Succede, quando si traducono brani di lingue antiche passate di mano in mano quando ancora si scriveva ad esempio sul papiro.

G.L.: Crombette credeva nella Genesi Biblica? In effetti ho notato come ambienti atei - anziché entrare nel merito dei suoi studi, forse difficili da contraddire - lo abbiano liquidato a priori considerandolo come una sorta di 'pazzo', 'pazzo' con o senza virgolette, insomma considerandolo sprezzantemente come un 'creazionista'. Non le pare?
R.B.: In effetti è così. La scienza atea che dimentica quando le fa comodo uno dei suoi principi basilari per cui ogni 'effetto' deve avere la propria origine in una 'causa', questa scienza atea aliena dal 'credere' ma che non esita tuttavia da parte sua a 'credere' religiosamente che l'Universo è 'apparso' da solo e dal nulla, che la vita è nata da sola e dal nulla, e che l'uomo non è stato creato dal Dio della Genesi ma è disceso da una scimmia nata a sua volta dalla 'evoluzione' di una cellula primordiale scaturita anch'essa da sola e dal nulla, ebbene questa scienza atea non accetta che una Suprema Intelligenza possa invece essere stata Lei ha creare tutto dal nulla.
A mio avviso invece la tesi della Creazione divina – sia del macrocosmo che del microcosmo, con le loro leggi perfette che ne permettono l'esistenza impedendo il dissolvimento dell'attuale universo – rappresenta, per una semplice considerazione di buon senso, l'Evidenza dell'esistenza a monte di un Dio creatore.
Quelle della scienza atea sono teorie ideologiche, che - ancorché definite come 'scientifiche' - in realtà non hanno alla propria base alcuna valida sperimentazione di laboratorio o alcuna ineccepibile scoperta veramente scientifica.

G.L.: Certo, capisco. Mi dica, le 'brucia' essere definita una 'creazionista'?
R.B.: Non più del fatto di essere definita sprezzantemente una 'credente', come se io fossi un reperto del Medioevo, una sorta di Neandertaliana. No, la cosa non mi brucia. Io credo in Dio e nella Genesi della Bibbia e vi crederò - mi auguro - sempre.

G.L.: Quando è nato Fernand Crombette?
R.B.: E' nato il 24/9/1880 a Loos-lès-Lille, ed è deceduto il 13/11/1970 a Froidmont (Belgio).

G.L.: In definitiva ho capito - anche da quanto ha detto chiaramente lei - che Fernand Crombette aveva una visione della Creazione e della storia del Mondo Antico del tutto conforme ai Libri Sacri, vero?
R.B.: Non solo. Egli ha dimostrato con argomentazioni e soprattutto evidenze scientifiche la verità del racconto biblico.
Fernand Crombette fa pensare a uno studioso di un'altra epoca. Autodidatta, ricercatore solitario, confinato tra il suo studio e le biblioteche, non lavorando che per la posterità, senza cura di farsi conoscere e riconoscere, mattiniero, studiando senza tregua, egli sembra volersi nascondere interamente dietro la sua opera. Volendo restare ignoto, firmava le sue opere: "un cattolico francese".
Davvero una bella lezione di umiltà! Ma anche: che opera!...
Interamente scritta tra il 1933 e il 1966, dopo un'esemplare carriera amministrativa, essa affronta la maggior parte delle "discipline" contemporanee, su ciascuna delle quali getta le luci di un notevole spirito di sintesi basato, con una incrollabile convinzione, sull'inerranza scientifica e storica della Bibbia, come già detto. Una tale convinzione, per strana che possa apparire a molte persone moderne, è il risultato naturale delle scoperte che fu dato a Fernand Crombette di compiere; lo si comprenderà facilmente seguendo la genesi della sua opera.

G.L.: Devo dire che – proprio grazie alle sue traduzioni in italiano – ho potuto conoscere molte opere di Crombette, studiandone a fondo una quarantina per cinque anni consecutivi. Ne sono stato conquistato, ed è questa, in ultima analisi la ragione di questa mia intervista.
Di fronte alla complessità di certe affermazioni e scoperte scientifiche di Crombette, e avendo saputo da lei stessa il fatto abbastanza strano di quella sua non conoscenza del francese, avevo voluto acquistare in Francia alcuni testi originali – testi che lei peraltro aveva già tradotto – almeno all'inizio - dai manoscritti, quando questi non erano ancora usciti a stampa in Francia.
La sua fatica deve essere stata improba, non solo per tradurre ma anche per 'decifrare' una scrittura manuale per di più in un'altra lingua. Comunque ho potuto confrontare e ho potuto verificare – per me che il francese lo conosco – la grande precisione delle sue traduzioni anche nel campo della terminologia scientifica e quindi trovare conferma nei testi originali della esattezza delle sue traduzioni in italiano.
Mi può mostrare una copia di una pagina originale manoscritta?
R.B.: Certo. Tutto sommato la scrittura di Crombette si decifra abbastanza bene. Egli era estremamente meticoloso, sia nei suoi studi sia nello scrivere decine di migliaia di pagine, pagine che venivano da lui scritte a decalco usando la famosa ma ormai dimenticata carta copiativa, pagine che vennero successivamente battute a macchina dai suoi 'allievi' con la carta carbone per poi infine essere stampate con la tecnologia moderna. Lavoro incredibile, considerata la mole degli scritti!
Guardi comunque qui un esempio di manoscritto…

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G.L.: Lei abita in questa incantevole località del Bergamasco con quei monti che fanno corona. So cosa costano oggi i traduttori, cifre iperboliche a pagina. Lei ne ha tradotte decine di migliaia. E' così che il CESHE-FRANCE le ha permesso di comprarsi questa sua bella casa?
R.B.: Bella casetta, vorrà dire. Siamo solo in due: mio marito ed io. Apprezzo comunque la battuta, ma non mi faccia ridere. Sono venticinque anni che traduco, e non ho mai chiesto una lira a nessuno. L'ho fatto semplicemente per fede! Da sola. Anzi no, grazie soprattutto a mio marito.
All'inizio ho lavorato da sola per anni, giorno per giorno, tutto il giorno, battendo a macchina, poi quando lui - che era un tecnico programmatore informatico - è andato a sua volta in pensione, gli ho chiesto se mi poteva dare una mano a tradurre e a ritrascrivere su un personal computer. Lui in effetti conosceva scolasticamente il francese. Ma dopo avergli messo in mano un manoscritto di Crombette ed essersi lui arrabattato parola per parola a tradurre qualche pagina per mezza giornata con un dizionario, ha gettato desolato ed arrabbiato la spugna: 'Non ci riesco. E' superiore alle mie forze. Troppi termini difficili. Non è roba per me'. Se vuoi che ti aiuti, tu continua a tradurre, io batto sul computer e poi ti faccio un Sito internet dove introduco le tue traduzioni delle opere di Crombette'. E' così che è nato il mio Sito Internet che presenta in italiano quanto delle opere di Crombette sono riuscita a tradurre: non tutte, sarebbe stata un'opera umanamente improba!

G.L.: Avendo letto una parte delle opere di Crombette devo ammettere – che si condividano o meno i suoi studi – che egli è certamente un genio. Ricordo un uomo di Chiesa, che definire 'sant'uomo' sarebbe riduttivo, che una volta disse qualcosa come questa: 'I geni nella scienza, nella musica, nell'arte che talvolta fioriscono nella Società non sono altro che un prodotto casuale della mescolanza casuale di cromosomi. E ogni tanto, come nella roulette, esce un numero fortunato: il genio, che però riproduce i caratteri recessivi di quella che doveva essere l'intelligenza del primo uomo creato da Dio perfetto'. Quale è l'Opera di Crombette che più l'ha colpita?
R.B: Non c'è che l'imbarazzo della scelta. Ma se proprio dovessi dire è l'opera 'Saggio di geografia…divina'. Riporto quanto scritto nel libro: "Se il mondo sapesse…":
Tutto ha inizio con un compito, una composizione sul tema "le Sante donne alla Tomba", che sua figlia Liane, allieva alla Scuola di Belle Arti, deve preparare. Volendo aiutarla nella ricostruzione storica, Crombette apre la sua Bibbia e si imbatte provvidenzialmente nel versetto 12 del Salmo 73: "Ma Dio, nostro re, da prima dei secoli, ha operato la salvezza al centro della terra". Su questo versetto, che tanti cristiani hanno forse letto senza prestarvi particolare attenzione, la Provvidenza volle che lo studioso si soffermasse. Un'idea si presenta alla sua mente: se la Bibbia dice il vero, Gerusalemme è al centro del mondo!
i  Egli scoprirà più tardi, durante le sue ricerche, che il Rev. Padre Placet, monaco premonstratense, aveva scritto nel 1668 un'opera intitolata "Dove è provato che prima del Diluvio non vi erano punto le isole e che l'America non era punto separata dal resto del mondo".
Crombette conosce la tesi di WEGENER nel primo Novecento sulla deriva degli attuali continenti che in origine avrebbero dovuto essere un continente unico. Si reca allora nelle biblioteche (verso la fine del suo lavoro all'università di Grenoble) per disporre delle carte geologiche e batimetriche necessarie, e si applica a ricostruire il continente primitivo che i geografi chiamano oggi Pangea.
L'idea geniale di F. Crombette fu di non fermarsi (dopo prove infruttuose) ai contorni attuali dei continenti, variabili con il livello dei mari, ma di prendere in considerazione il bordo estremo dello zoccolo continentale, alla quota di -2000 metri, laddove il fondo marino cambia bruscamente pendenza per andare a raggiungere il fondo abissale, a -4000 metri. Idea geniale, giacché le trivellazioni sottomarine confermano oggi, dopo 60 anni, che lo zoccolo granitico continentale, sotto i sedimenti marini, si arresta proprio in questo punto. Ma anche idea ispirata dalla Bibbia, giacché Fernand Crombette aveva ripreso la tesi cosmogonica di Kant secondo la quale le "acque dell'alto", separate da Dio al momento della Creazione, formavano un anello acqueo attorno alla terra, anello la cui caduta progressiva alimentò i 40 giorni di grande pioggia del Diluvio.
Stabilite così le ipotesi del suo lavoro, Crombette ricostruisce completamente (tra il 1933 e il 1945) il puzzle del continente primitivo, con i banchi e le isole oggi disperse sul fondo basaltico dei mari, e l'esatto cammino percorso da ciascuna delle masse continentali. E il risultato confonde l'immaginazione: il continente unico aveva ricevuto la forma regolare di un fiore a otto petali, di cui Gerusalemme occupa il centro.
È da sottolineare che il suo lavoro è iniziato non partendo dal centro, bensì dalle isole Falkland e dalla punta dell'America del sud.
Nasce così il suo SAGGIO DI GEOGRAFIA... DIVINA in cui Crombette spiega la formazione della superficie e l'orografia del mondo.
Così Gerusalemme, luogo in cui si operò la Redenzione, è dunque al centro della Terra, come indica il Salmo 73.
Compiuto questo lavoro, si mette a guardare la Bibbia in tutt'altro modo: l'incompatibilità che esiste oggi tra le cronologie ufficiali della Storia dell'Antichità e la cronologia biblica fa problema. È nel 1830 che Champollion, per primo, avanza per le prime dinastie egiziane una data risalente al 6° millennio avanti Cristo, incompatibile dunque con la data del 2348 a.C. ammessa comunemente per il Diluvio.
Crombette, abitante dal 1937 a Tournai (Belgio), si reca allora alla Fondazione Egittologica Regina Elisabetta, a Bruxelles, per iniziarsi alla lettura dei geroglifici.
Egli non tarda a rimettere in causa il metodo di decifrazione di Champollion, che assimila i geroglifici a una scrittura alfabetica, mentre i segni pittografici o ideografici (lo si vede in Cina) sono anteriori ad ogni alfabeto e ne sopprimono il bisogno.
La famosa "Pietra di Rosetta", punto di partenza di Champollion, rappresenta un decreto del faraone "greco" Tolomeo V° Epifanio.
I geroglifici traducono dunque il testo greco, e il fatto che taluni sono stati scelti per raffigurare foneticamente le lettere greche dei nomi propri come Tolomeo e Cleopatra, non implica affatto che questa regola di trascrizione possa applicarsi ai nomi comuni che esistevano in copto monosillabico (la lingua dell'Egitto Antico) prima ancora che si pensasse di scriverli.
La Pietra di Rosetta non può dunque servire da punto di partenza alla decifrazione delle iscrizioni reali delle dinastie egiziane.
Fernand Crombette scopre allora che i geroglifici possono leggersi come dei pittogrammi monosillabici come tutte le lingue primitive, per i nomi concreti, e, più generalmente, come un rebus composto in copto antico.
Invece di dover ricostruire una lingua artificiale impronunciabile e incerta, come hanno tentato gli egittologi fedeli al metodo di Champollion, Crombette riesce dunque a leggere direttamente i geroglifici in una lingua conosciuta che si è trasmessa fino a noi mediante gli scritti dei linguisti arabi, come pure attraverso la comunità copta che, nell'Egitto stesso, resiste ancora all'arabizzazione.
Su questa base, il nostro studioso scrive una Storia dell'Egitto in 15 volumi: IL LIBRO DEI NOMI DEI RE D'EGITTO, condensato poi in 3 volumi intitolati VERA STORIA DELL'EGITTO ANTICO, più un volume CRONOLOGIA DELL'EGITTO FARAONICO. Questa ricostruzione minuziosa della genealogia di tutte le dinastie fa apparire che Misraïm (Rê), fondatore eponimo dell'Egitto, non è altri che il figlio maggiore di Cam (Amon), figlio primogenito di Noè, e che l'arrivo di Misraim in Egitto segue immediatamente la Dispersione dei popoli a Babele, nel 2197 a.C..
Dunque, in Storia come in Geografia, la Bibbia ha detto il vero! Però mi fermerei qui, d'altra parte – se qualcuno leggerà mai questa sua intervista, basterà CLICCARE QUI per avere una panoramica delle opere di Crombette e scaricarsele tranquillamente e gratuitamente dal mio Sito.


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clicca sulle immagini per una breve presentazione curata da Padre Pablo Martin


 G.L.: Bene, Signora Breda, quanto da lei detto e le indicazioni sul suo sito basteranno ai nostri lettori per documentarsi meglio, salvo dover essi consumare le notti su quei libri per cinque anni come ho fatto io. Lei ci ha detto quando Crombette nacque. Ci può dire ora – per pura curiosità dei nostri lettori – quando è nata lei?
R.B.: Curiosità dei lettori? Io direi piuttosto 'sua'. Le risponderò che sono nata dopo che è nato lei, dica la sua che io dirò la mia…

G.L.: Va bene, ho capito, tutte eguali le donne…! La prossima volta intervisterò suo marito…!