I FONDATORI DELL' EGITTO: CAM, MISRAIM E I SUOI SEI FIGLI
SCIENCE ET FOI - 3° trimestre 2003, n° 69


Yves NOURISSAT

INTRODUZIONE

Perchè studiare, in quanto cattolici, la storia dei fondatori dell'Egitto? È forse necessario per la nostra salvezza? Pare proprio di sì. In effetti, per la nostra salvezza, abbiamo bisogno di sapere da dove veniamo e dove andiamo. Ora, l'insegnamento ufficiale che la Bibbia ignora ed anche una buona parte degli uomini di Chiesa che non credono più alla sua storicità, non rispondono più a questa domanda. La realtà storica del nostro primo padre Adamo e quella del peccato Originale per la cui redenzione si è incarnato ed è morto sulla croce il Verbo, sono delle verità di fede incontestabili. Il Papa Pio XII, che nell'enciclica "Humani Generis" aveva ricordato il carattere storico dei primi 11 capitoli della Genesi, aveva anche chiesto che gli studiosi approfondissero le civiltà vicine a Israele per mostrare il carattere storico della Bibbia che era quasi universalmente rimesso in causa. È per rispondere a questa domanda che Fernand Crombette, che aveva già costatato il carattere scientifico della Bibbia a proposito della deriva dei continenti e della posizione centrale di Gerusalemme nel continente primordiale, si mise al lavoro e studiò la storia dell'Egitto.

È la sua opera, o piuttosto l'inizio di essa, che noi utilizzeremo per raccontare la storia dei fondatori dell'Egitto. Consulteremo essenzialmente il primo tomo del Libro dei nomi dei re d'Egitto, quello della Vera storia dell'Egitto Antico e la Genesi da riscoprire. Vi riscopriremo una storia per lo più ancora inedita dei personaggi favolosi che furono divinizzati e l'origine delle culture pagane che dovevano durare quasi senza interruzione fino all'avvento del cristianesimo. Le fonti utilizzate da Crombette sono La lista reale sumerica, pubblicata da Jacobsen, il Papiro di Torino, la lista delle dinastie di Manetone e la Bibbia, in particolare la sua lettura col copto secondo il metodo che egli ha scoperto verso la fine della sua opera. Bisogna aggiungere che, se egli ha scoperto la verità sulla storia dell'Egitto, è perché ha rimesso in causa il metodo di lettura dei geroglifici secondo Champollion e li ha letti come se fossero dei rebus in lingua copta, ed ha ammesso che tutta l'umanità attuale discendeva da Noè e dai suoi tre figli che avevano ripopolato la terra a partire dal monte Ararat.

I. MISRAIM, FONDATORE DELL'EGITTO
La Bibbia, al cap. 10 della Genesi, v.6., fa scendere il popolo egiziano da Misraim, figlio di Cam e dai suoi sei figli Ludim, Anamim, Luhabim, Naphtuim, Phatrusim e Chasluim. I popoli orientali, chiamando l'Egitto coi nomi di Misr, Mestraïa, Myara, Matzour, etc… confermano il testo biblico. Gli egiziani adoravano i loro primi generatori Cam, Misraim e Anamim-Mènes fusi in un solo Dio, Amoni, nome che si può comprendere in diversi modi con l'etimologia copta: "I primi pastori - I capi che hanno emesso la vita dei rampolli - L'immagine dei capi ardenti dell'inizio - Cam che mostra le sue parti inferiori - Cam che ha prodotto la vita - Quello che trasmette la vita - Quelli che per primi hanno prodotto la vita". Cam era assimilato al sole che fa vivere, da cui il suo nome di Rê che veniva anche dato ai primi generatori, e di Figli di Re per i faraoni.

II. COSA SIGNIFICANO I NOMI DEI FIGLI DI MISRAIM?
L'analisi etimologica dei nomi dei figli di Misraim col copto ci permetterà di conoscere la loro personalità. Il suffisso "im" esprime l'idea di generatori di razza. In 3 nomi appare la sillaba "lu", nome divino d'origine caldea che può comprendersi col copto: "Quello che fa le cose". Ludim, Luhabim e Chasluim sono dunque degli uomini divinizzati che furono costruttori ed inventori. "Di" fu appunto l'inventore dei geroglifici, dei giubilei e della geometria; "Hab" inventò l'aratro e la mummificazione; "Chas" o "Chou" fu il costruttore delle piramidi e degli obelischi. La sillaba divina Tu che entra nel nome di Naphtuim si compone di "Ti" che ha i sensi di dio, di dare e di combattere; indica dunque un dio donatore, ma anche distruttore. Ora Naphtuim, maestro in navigazione, di cui si è fatto Nettuno, è chiamato anche Tifone e simbolizza allora il fulmine, l'uragano, la sterilità, l'omicidio: egli divenne l'assassino di suo fratello Osiris.

In Phatrusim, vi è Phtah-Rê-Ouz dove si vede trasparire la variante Osiris. Significa "Forza di Phtah e di Rê", che sono Cam e Misraïm. Per Anamin, il suo nome comprende il prefisso divino An: e significa "Primo Signore" o "Primo generatore". Ananim è il Menes di Erodoto che era considerato come il primo faraone. I figli di Cam, essendo soli, furono portati a sposarsi tra fratelli e sorelle. Quest'usanza si mantenne anche dopo nelle famiglie reali d'Egitto. Misraïm ebbe da sua moglie Rhèa, femminile di Rê, oltre ai sei figli precitati, sei figlie che in greco sono: Héra o Téleutè, sposa di Zeus, forma greca di Thoth, altro nome di Ludim; Athyri o Hathor, sposa di Ananim-Ménès; Antiopè, déa della notte, sposa di Luhabim; Nephtys, la lontana, sposa di Naphtuim; Isis, sposa di Phatrusim-Osiris, e Typhois sposa di Chasluim. É la storia dettagliata di questi differenti personaggi che andremo ora a raccontare.

III. IL DILUVIO UNIVERSALE, I FIGLI DI NOÉ
La storia egiziana comincia quasi con l'uscita dall'Arca alla fine del Diluvio, che Crombette ha potuto datare al 18 aprile grégoriano 2347 a.C.. In effetti, Misraïm dovette nascere dopo Chus, primo figlio di Cam, un anno o due dopo questa data. La famiglia di Noé dovette restare unita qualche tempo ai piedi dell'Ararat, nell'alta valle dell'Araxe nella città di Dighour che sembra essere la più antica posteriore al Diluvio. È là senza dubbio che avviene un episodio analogo al peccato Originale e che doveva avere gravi conseguenze per la storia dell'umanità. Noi citeremo, per raccontarlo, la traduzione di quel passaggio fatta col copto e che traiamo da La Genesi da riscoprire:

La moglie di Noé, rinnovando (quella di) Adamo, essendo nuda e seducente, lo fece bere molto1; deliziandosi estremamente, egli si ubriacò, andò barcollando e perse i sensi, ed evacuò il suo vomito; eccitato dal liquore preso, andò a letto, essendo spinto ad imporre ciò che è il diritto del matrimonio; poi, avendo voglia di dormire, si tolse la veste che gli copriva le gambe e mostrò la sua nudità, lasciando la porta socchiusa, il che permetteva d'entrare2.

Vedendo l'apertura, l'ultimo ramo di Cam, che era cattivo, si introdusse attraverso la porta e, osservando le parti genitali, invece di celarle, andò a dirlo a lui che, senza neanche allontanarsi, si rallegrò molto perché il capo svelava la sua regione inferiore, messa a nudo, (e) ridendo, lo disse subito fuori a Sem e Jafet: costoro, temendo di offendere la stima data al capo, rifiutarono la vista delle cosce e delle parti genitali del capo che aveva generato i figli. I fratelli del rampollo iniziale dichiararono intoccabili le parti genitali del primo che aveva diffuso la vita intorno e che, mediante i suoi primogeniti, avrebbe aggiunto germi fino al cerchio universale delle acque; camminarono fin là, entrarono alla rovescia nella casa verso il capo che metteva a nudo il suo calore, e gettarono una coperta su colui il cui ardore aveva diffuso la vita intorno e, mediante i suoi primogeniti, lontano. Lasciando la casa in cui il capo metteva a nudo il suo calore, chiusero la porta con gran cura.

Quando Noè, avendo (ritrovato) il suo buon senso, ebbe tolto ciò che lo copriva, vide la sua vergogna; egli l'addebitò al fatto che la sua corruttrice era stata quella da cui erano usciti i suoi figli; lasciò il suo letto, si vestì; i suoi figli vennero alla sua presenza; i saggi gli dissero ciò che lo riguardava e poi disse: "Questo cane maledetto di Canaan sia allontanato, l'abominevole che, avendo trovato la porta socchiusa, ha mancato alla stima della persona del capo iniziale; il capo maledice la sua razza".
26-27 E il capo disse poi, alzando la sua voce, un'invocazione a Djehoouôh affinchè Egli estendesse verso Sem la parola di protezione tolta a Canaan, allontanato dal suo cospetto, l'uomo cattivo.  Egli disse al Dio del cielo, Ehélohidjm: "La parte di Jafet che ha detto di coprir(mi) per far scomparire il disonore, il mio ultimo ramo, sia la migliore".  Egli disse a Sem di impossessarsi della superiorità, di allontanare dalla sua faccia Canaan, l'uomo cattivo3.

E Noè, tormentato per quanto era stato fatto di contrario, essendo ciò stato provocato dalla sua sposa che, per mettere in ardore la sua carne, aveva (fatto) bere il suo uomo, la congedò a vita.  Disgraziatamente, essa introdusse l'idolatria, formando un culto religioso con danze convulsive, senza vesti.  Noè, al quale era stato fatto sapere che la madre degli uomini, da lui congedata a vita, aveva purtroppo introdotto l'idolatria e stabilito danze senza vesti, morì.

Noi vediamo dunque che, appena terminato il Diluvio, una parte dell'umanità, trascinata dalla moglie di Noè che fu divinizzata sotto il nome di Astarte, ritorna all'idolatria. Cam e i suoi figli lo saranno. La Genesi ci dice che in seguito essi occuparono il Sennar, che significa "tra i due fiumi" cioè tra il Tigri e l'Eufrate, e che si chiama ancora la Caldèa. È un paese molto ricco, coperto di tamerici, di salici, di acacie e di datteri ma dove si può anche coltivare il frumento, l'orzo e l'avena. Si può datare l'arrivo dei figli di Cam in Caldea nel 2227 a.C. giacchè, come rapporta Simplicius, "durante la presa di Babilonia da Alessandro, nel 327 a.C., Callistene inviò a suo zio Aristotele una raccolta delle osservazioni di tutte le eclissi di 1900 anni". D'altra parte, lo storico caldèo Beròso dà una lista di dinastie reali dal 2225 anni avanti-Cristo fino ad Alessandro.

IV. I REAMI PROTO-EGIZIANI
Crombette ha potuto situare i regni dei proto-egiziani nel Sennar e stenderne una carta grazie alla sua interpretazione di una lista reale detta sumerica studiata da Jacobsen che dà, dopo dieci primi re antidiluviani, una enumerazione di 23 re che avrebbero regnato 24.510 anni, 3 mesi e 3,5 giorni. Crombette dimostra che questi re sono i pronipoti di Noè che avrebbero regnato in media 29 anni circa, il che corrisponderebbe alla durata dell'occupazione del Sennar prima della Dispersione che sarebbe avvenuta nel 2197,5 a.C..
Egli localizza ogni reame, ma noi oggi ci occuperemo solo di Cam, Misraïm e i suoi sei figli. Cam regnò a Kish il cui nome attuale El Oheimir può d'altronde comprendersi "Il posto del gran dio bruciante di passione". Egli vi avrebbe abitato con sua moglie Nidaba il cui nome si può comprendere "Quella a cui appartiene di fare la tela". Poi Misraïm regnò a Kout-al-Hamara, sul Tigri, in faccia a Kish, giacchè il suo nome si può comprendere "Il posto del figlio del primo dio, Cam".

Il nome del re seguente è Nangish-Lishma: Crombette mostra che si tratta di Seth-Naphtuim e che regnò a Hilleh, località vicina a Kish e alla Torre di Babele. In effetti, Ningirsu si può interpretare in copto: "Quello che è alla porta del dio", che è uno dei significati di Babel o Bab-Ilu, e Nangish si tradurrebbe piuttosto "Quello che è vicino a Kish". Inoltre, Nangish può anche comprendersi "Quello che ha allungato il legno della lancia". Ora, Seth-Naphtuim era rappresentato sulle monete del nòmo4 di Leontopolis del Basso-Egitto [o Delta] portatore di una lancia con punta metallica. Si ritrova questo senso in uno dei nomi di Seth, Sethek, che significa: "l'allungatore dello spiedo; il fabbricante della lancia". Infine il nome di Hilleh, la capitale di Naphtuim si può comprendere: "Dove è stata fatta l'estremità".

Nella successione dei re viene poi Bahina o Bunene. Il senso del suo nome in copto è: "Il capo che è simile a una lepre, che è a immagine di una lepre". Ora, Osiris-Phatrusim era rappresentato in geroglifico da una lepre. É dunque di lui che si tratta. Il complemento "am", quando esiste, indica un capo genealogico.

La città di Diouanyeh, sull'Eufrate, a sud di Hilleh, fu forse la residenza di Osiris, giacché il suo nome si può interpretare: "Il paese del dio-Lepre". Ugualmente, la città di Isin dovette essere stata fondata da lui in onore di sua moglie Isis.


Poi, c'è Bu-An-Um. Ora significa, bastone del capo, gloria, onore. Si tratta senza dubbio di Anamim nel quale entrano il vocabolo divino An e il nome Ham sotto le forme Um, Im, Ium. La sua capitale avrebbe potuto essere Drehem che si può trascrivere: "Dove l'uccello da preda governa", il che non è affatto strano se si sa che Horus, altro nome di Anamin, era rappresentato da un rapace.


Kalibum, che viene dopo, è riferito da Jacobsen al sumero Kalbum, cane. Ora, Luhabim aveva per immagine il cane-lupo. É dunque identificato. La sua residenza fu forse Warka, vicino all'Eufrate, a sud-est di Diouanyeh. Warka, in effetti, si interpreta: "Là dove il cane si è stabilito". Alla punta sud di questo territorio si vede ancora una città di Arkah: "La terra del cane": Hoor = canis, Kah = terra.


Il re seguente è Qalumu(m), nome il cui senso, in caldeo, è agnello. Questa parola si può comprendere: "Il capo che ha introdotto il corno dell'ariete", o più semplicemente, senza la "m" finale, "Il capo dal corno di ariete".

Ora, fu Chasluim-Shou a dare come unità di misura il corno di ariete, detto corno di Amon, così come egli istituì pure il grande gomito (o cubito). La sua residenza poté essere Umm-el-Agareb, il cui nome si può comprendere: "Il dotto capo che ha fatto una misura del corno di ariete". La città di Djokha dovette essere ugualmente sua, poiché si può tradurre: Il capo del cubito, o: Il capo della canna-misura, altra misura data da Chasluim.


Non manca più che un re per aver ritrovato i sei figli di Misraïm, ed è Ludim. In questo punto, la lista ha Zuqaqip. Si può tradurla in copto: "Le parole che gettano un sortilegio". Si tratta dunque certamente di Ludim, l'uomo delle parole magiche. Una prova ulteriore: nella prima divisione del Delta, Ludim riceverà nella sua parte il lago Timsah che si chiamerà lago dello Scorpione e vicino al quale fonderà, in nome di sua moglie Hèra, la città di Héroopolis.

Il nome reale sumerico prende ancora la forma Dug-gagi-ib, dove si può vedere: "L'ibis che ha lanciato le parole profetiche e magiche". Ora l'ibis era l'uccello totem di Ludim. La sua capitale dovette essere la località attualmente chiamata Tell-Djit, che ha il senso di collina del dio delle parole. La città vicina di Surappi sembra, per la sua onomastica, aver ugualmente fatto parte del reame di Ludim, giacché Surappi può comprendersi: "Il padre, il capo o la sommità delle luci".



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carta 1

Abbiamo così ritrovato e localizzato i primi reami dei proto-egiziani. La carta 1 ne mostra la ripartizione. Notiamo che vi si trova un canale, Shatt-en-Nil, a indicare che Misraïm e i suoi figli daranno al fiume d'Egitto, che troveranno più tardi, un nome che era loro familiare in Caldea. Da notare infine che il paese di Sumer o Shoumer è quello di Cam e dei suoi discendenti.

 



V. LA TORRE DI BABELE

Qui interviene l'episodio della torre di Babele. Noi ne daremo qui il testo compreso con l'aiuto del copto che è più chiaro della lettura tradizionale:

Capitolo 11.
Fino a quel tempo, la moltitudine raccolta sulla superficie della terra aveva avuto una sola lingua, la più adatta ad esporre veracemente le cose, quella stessa data da Dio che l'aveva ideata.
Vi fu un tempo in cui i rami, avendo procreato abbondantemente, si misero in cammino e si diressero nella regione del sud; volendo occupare luoghi coltivabili più vasti, essi portarono i confini dei loro possedimenti iniziali più lontano sulla superficie della terra.
Il gruppo dei figli di Cam desiderò occupare il Senaar. E poi l'uomo-capo disse a proposito5: "Andiamo ad adorare il sole che è più alto, che ci fornisce le cose a sufficienza; facciamo un monumento a sua immagine!  Noè ha dato le parti ai suoi rami ed ai loro rampolli: tuttavia adoriamo il sole che fa maturare; facciamo nondimeno sacrifici al sole che fa maturare ed accresce nello stesso tempo i legumi; il capo gli ha promesso un monumento e una statua per trasformare il castigo in opulenza; se vogliamo avere giorni propizi, le grandi mietiture ed i legumi di cui abbiamo bisogno, facciamogli sacrifici propiziatori di prigionieri". E poi disse: "Allora, prima bisogna fornire a sufficienza le cose riguardanti il monumento voluto per esser fieri di offrire (al sole) un repositorio.  Per fare muri poderosi, tritare argilla in cui si introdurrà paglia, modellare, far asciugare prima di cuocere, ciò fino a raggiungere le nubi che sono sospese in moto circolare.  Sarà scritta la consacrazione del tumulo al sole; ne conseguirà che le bocche proclameranno la nostra gloria.  Sem si è diffuso; noi abitiamo vicino a lui; i rami e i rampolli della sua nazione ci aiuteranno a rinnovare la faccia della terra6".
Dio progettava di castigare queste parole di bestemmia del capo: "Essi fanno al sole un abominio.  Ecco che questi cattivi hanno fatto muri poderosi ed ecco argilla macinata nella quale è stata introdotta paglia accumulata in grandi quantità dalla moltitudine dei cattivi rami e rampolli del capo Adamo". In senso contrario, Dio poi disse: "Il Padrone distruggerà col fuoco dall'alto la massa abominevole che i ribelli hanno incominciato a costruire fin là; la vetta, colpita violentemente, andrà in polvere; i ribelli se ne allontaneranno; le immagini, infrante, saranno distrutte, annientata l'iniqua consacrazione al sole7.
I ribelli più cattivi se ne andranno alle estremità; Io corromperò il linguaggio di questi abominevoli volgendo le loro voci, in ogni senso; essi non si capiranno più; così confusi, si disperderanno; e sarà annientato così il fragore della loro iniqua consacrazione al sole; i cattivi, umiliati, saranno scompigliati, i seguaci del peccatore castigato, Cam, abbandoneranno la grande muraglia, dispersi così dal cumulo di seduzione.  Le diversità di linguaggio priveranno gli uomini cattivi, indotti a fuggire, di una consacrazione in massa al sole8". Dio divise allora la lingua d'Adamo in un gran numero di idiomi diversi dispersi secondo i rami e i rampolli, ed inviò i cattivi da una parte e dall'altra sulla superficie della terra.  Questi, che erano sani di mente, ne lasciarono un altro che parlava con una pazzia furiosa contro i cattivi che avevano fatto la potente muraglia9.
Da allora, le nazioni dicono guardando questo luogo folgorato, crollato e distrutto con un grande terremoto: "Le voci disunite a causa di Cam che si è opposto alla voce di Dio". I cattivi indotti a fuggire con lui furono mandati da una parte e dall'altra della superficie della terra; così la turba dei seguaci di Cam, fuggendo il grandissimo miracolo di Dio, le nazioni dei rami e dei rampolli inviati da una parte e dall'altra, si sparsero qua e là sempre più sulla superficie della terra.

Abbiamo citato questo testo biblico, un po' lungo, giacchè mostra bene che i figli di Misraïm, fin dal loro soggiorno in Mesopotamia si davano all'idolatria e ai sacrifici umani, pratiche che conserveranno fino alla conversione dell'Egitto al cristianesimo, con una breve interruzione quando salì al potere Giuseppe e durante la conversione di Amenophis IV. La torre stessa, come mostra l'archeologo Parrot, comportava 7 stadi giacchè il suo scopo era di onorare non solo il sole al quale erano assimilati Cam e Misraïm, ma anche i suoi sei figli identificati ai pianeti ai quali diedero i loro nomi: Mercurio, Marte, Venere, Giove, Saturno e Nettuno. In effetti, Mercurio o Hermes altri non era che Thôt-Ludim; Marte o Ares era Schou-Chasluim; Saturno o Cronos era Geb-Luhabim; Nettuno era Seth-Naphtuim; Giove chiamato anche Ammon doveva essere Ananim; quanto a Vénus-Afrodite, déa dell'amore, essa poteva rappresentare Rhéa moglie di Misraïm o Osiris-Phatrusim, dio della fecondità.

Così la torre di Babele era essenzialmente egiziana. É là l'origine delle piramidi e degli ziqqurat mesopotamici. Ora, che significa ziqqurat? In copto dà: "il monte costruito in vista della gloria". È esattamente ciò che dice la Bibbia. E la prima piramide costruita da Chasluim in Egitto, come vedremo più avanti, è quella di Saqqarah che porta lo stesso nome di ziqqurat. Il legame tra le civiltà caldèa ed egiziana è dunque evidente.

VI. IL RACCONTO BIBLICO CONFERMATO DALL'ARCHEOLOGIA
Il racconto biblico non è un mito: lo specialista della Bibbia Vigouroux dà, sui resti della torre di Babele ancora visibili, i dettagli seguenti: "Un' enorme muro dell'antica torre di Nabucodonosor è ancora in piedi... il sito è ricoperto da detriti di mattoni... molti di questi blocchi portano tracce di vetrificazione prodotta dal fuoco... la violenza dell'incendio che li ha così trasformati è stata tale che gli strati di mattoni, che sono ancora visibili, non si presentano in una direzione orizzontale, ma curvati e ondulati. Alla vista di questo spettacolo ci si ricorda con un'emozione involontaria che questo luogo è quello stesso in cui la collera divina si manifestò in una maniera terribile contro gli uomini ribelli, e si considera con un certo spavento questi detriti informi e giganteschi che sono serviti forse a costruire la torre di Babele e che ci danno certamente un'idea dello stato in cui fu la grande torre primitiva quando il soffio di Dio l'abbattè e rovesciò. "La distruzione di Birs-Nimrud, dice M. Oppert, da cui abbiamo preso la descrizione che precede, è la più importante di Babilonia. Secondo Rassam, la torre di Nabucodonosor sarebbe stata distrutta da un'eruzione vulcanica...". I giudei di Babilonia seguivano la tradizione locale ponendo la torre di Babele sul luogo in cui si erge la grande piramide a sette gradini di Nabucodonosor... Si accontentavano di attribuirla vagamente... "al re più antico".

VII. L'ARRIVO IN EGITTO
É dunque proprio la Torre edificata inizialmente da Cam che Nabuchodonosor tentò di ricostruire. Tutto ciò conferma il racconto biblico. Crombette ha calcolato che è verso la metà dell'anno 2198 a.C. che ebbe luogo la Dispersione. Appena sfuggiti al Diluvio, gli uomini avevano voluto innalzare verso il cielo un memoriale del loro orgoglio; ma il tuono del Dio Onnipotente rovinò la loro folle impresa; non era un fulmine come quelli che staccano la scorza di un albero, ma di quelli che noi non abbiamo ancora mai visto o sentito, che ha tagliato in due lo ziqqurat immenso, rovesciato le impalcature, polverizzato gli operai, scosso la terra. Terrificati, gli uomini hanno lasciato al più presto il luogo dove si era manifestata la collera divina.

Misraïm e i suoi figli risalirono il corso dellEufrate fino all'altezza di Aleppo dove si stende il lago Djebbul, per, da là, raggiungere l'Oronte e risalirne il corso per poi discendere quello del Giordano. Poi proseguirono verso sud seguendo la costa in modo da contornare il deserto Et-Tih che barra la penisola del Sinai ed arrivarono in vista del Nilo che era in piena. In effetti, il loro viaggio aveva dovuto richiedere circa 2 mesi e mezzo di tempo.

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carta 2

Ora, il Nilo raggiunge il suo massimo sviluppo verso il 20 settembre, e un'iscrizione del re Menapophysarès, della 21ª dinastìa tebana, incisa in occasione di uno dei centenari dell'arrivo di Misraïm in Egitto, è datata del 17-18 settembre gregoriano, il che permette di pensare che è la data stessa nella quale ebbe luogo questo arrivo. Altre iscrizioni, e in particolare una di Sophis, primo re della quarta dinastìa, confermano che il Nilo era in piena all'arrivo di Misraïm. La carta 2 presenta l'itinerario seguito.

Nell'impossibilità di passare oltre, gli emigranti si accampano e fanno pascolare i greggi nelle terre erbose risparmiate dall'inondazione, cioè nella terra di Goschen. Ma dopo alcune settimane i misraïmiti, buoni osservatori, notano che l'acqua decresce; poco a poco, il paesaggio si rivela sotto la sua vera luce: una fitta vegetazione si impadronisce del limo nero lasciato dal fiume e copre tutto di un verde lussureggiante che ricopre le mille ramificazioni argentate dei corsi d'acqua sopra cui nuvole di uccelli: fenicotteri rosa e color del fuoco, falchi dorati e neri, aironi, ibis, pellicani, cicogne, oche, gabbiani, rondini, aquile, avvoltoi, si abbattono per cercarvi il nutrimento offerto sovrabbondantemente da pesci di ogni specie. Dove trovar meglio? Restano dunque in questo paradiso in cui pastori, cacciatori, pescatori e agricoltori, potranno impiegarsi. Misraïm prende possesso della regione in qualità di primo occupante.


VIII. ELIOPOLI, CITTÀ DI MISRAÏM-RÊ
In quale punto la carovana di Misraïm ha preso contatto col Nilo in piena? Crombette pensa che è a Péluse. In effetti, questa città si chiamava Pelousion che significa: "Vicino al luogo in cui si era giunti al termine, si è posta una pietra", che era un'usanza corrente tra i Patriarchi, come ci dice la Bibbia a proposito di Noè, di Abramo e di Giacobbe. Si può trarre un senso allegorico dal nome più recente di Peluse, Kal'at-et-Tineh: "Arrivati al termine, si è messa una pietra in presenza di Dio".

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carta 3

Così è cominciato il soggiorno di Misraim, dei suoi sei figli e del loro popolo ai bordi del Nilo. Appena lo stato del suolo lo permise, cioè verso la fine di novembre dello stesso anno, Misraïm riconobbe il Delta e lo divise in 7 reami, come in Caldea, per lui e per i suoi figli. Egli stabilì la sua capitale, Héliopolis, la città del sole -dal nome del suo fondatore, Rê- alla punta del Delta. Come mostra la carta 3, questa città comanda un settore che si estende tra l'ouady-et-Tih a sud, i Laghi Amari a est, l'uady Toumilat a nord, e un braccio del Nilo a ovest. Eliopoli o On è stata la più antica città sovrana dell'Egitto.



 IX. LUDIM FONDA ELIOPOLI
Vicino a Misraïm, suo figlio maggiore, Ludim, costruisce nel luogo della pietra eretta la città che porta il suo nome, Péluse, il cui nome si comprende: "Qui il dio delle parole [magiche] ha comandato". Questa città sarà potentemente fortificata in quanto si trova alle porte del Delta; per questo Ezechiele (XXX, 15,16) la chiama la forza dell'Egitto. Il profeta le dà il nome di Sin, che in ebraico significa fango. Il regno di Ludim era limitato dalla branca pelusiaca del Nilo, a est dal lago Ballac e a sud dall'uady Toumilat che va a finire al lago Timsah o lago dello Scorpione. È ai bordi di questo lago che Ludim costruì la città di Heropolis in onore di sua moglie Hera.



X. NAPHTUIM A SETHROE
Attiguo, Naphtuim ricevette un territorio il cui limite a est fu la branca Pelusiaca e la sua derivazione; vi fondò Sethroë di cui fu l'eponimo; questa città si chiamava anche Tsar. Verso ovest, la parte di Seth si limitava nell'insieme alla branca detta mendesiana. Circa sette anni dopo10 Naphtuim fondava, al centro del suo dominio, la città di Tanis su una branca mediana che si chiamò branca Tanitica. Mosè ci dice che Hebron, città molto antica di Palestina e che fu all'origine del culto del sole nella regione e, di conseguenza, verosimilmente la prima costruita, fu edificata sette anni prima di Tsoan, nome ebraico di Tanis. Verso il sud della sua porzione, Naphtuim costruì anche, in onore di sua moglie, la città di Bubaste, il cui nome copto Phoubasthi può tradursi: "A gloria della moglie di Seth".



XI. PHATRUSIM-OSIRIS NEMICO DI SETH
Phatrusim-Osiris fu il vicino di Naphtuim. Il suo limite a ovest fu la branca mediana del Delta o branca Phatnitica (in cui si ritrova la radice del nome di Phatrusim), salvo forse a nord, dove la linea separativa poteva essere costituita da un canale secondario, il Bakhr Nabroun. I confini di Naphtuim e di Phatrusim ricevettero, poco dopo, una correzione. Ecco in quali circostanze: Phatrusim-Osiris, invaghito di Nephthys, moglie di Naphtuim-Seth, ebbe con lei dei rapporti illegittimi. Quando Seth se ne accorse, Osiris credette di scusarsi dicendo di essersi sbagliato di letto e di aver confuso Nephthys con Isis. Era aggiungere ironia all'ingiuria. Seth gli portò un odio mortale e sarebbe scoppiata una guerra tra i due se non fosse intervenuto Misraïm per separarli. Come sanzione, egli amputò il reame di Osiris del territorio in cui si era consumato l'adulterio e lo attaccò al reame di Seth. Questo luogo è quello che fu chiamato dai greci Leontopolis, dal soprannome di Seth, il Leone, e che è in copto El Simbellawein. Écco il perchè della curva che fece in questa direzione il primo reame deltaico di Seth. É ciò che indica il nome della località, che si comprende: "Togliere una donna a suo marito e spiegare il fatto come un errore fu una grande ingiustizia della Lepre"; o ancora: "La regione del luogo è stata staccata a titolo di sanzione per regolare l'affare del Leone e della Lepre".

La capitale di Osiris fu senza dubbio Bousiris che si può localizzare a Mit-Bechar, nome che si comprende: ciò che è dato alla volpe. Osiris era frequentemente rappresentato con uno scettro a testa di volpe. É senza dubbio Osiris che fondò anche la città di Anysis o di Iseum, l'attuale Behbit-el-Hagar, il cui nome greco ricorda quello di sua moglie, Isis.


XII. CHASLUIM-SHOU
Accanto alla parte di Phatrusim vi è quella di Chasluim-Schou, il cui confine a ovest era il Bahr-Mit-Yézir terminante alla bocca Sebennitica. Bahr-Mit-Yèzir si può comprendere: il fiume  della parte di Yèzir. Ora, questo nome designa Chasluim. La prima capitale di Chasluim in Egitto fu inizialmente Xoïs, che si dice in copto Skhôou, Schôou, dove ritroviamo il soprannome di Shou dato a questo re. Ma Chasluim non si accontentò a lungo della parte che gli era stata assegnata e che trovava troppo piccola. Nel 2190, egli risaliva oltre l'apice del Delta e fondava Memphis. É ciò che dichiara formalmente Diodoro (I, 50), che attribuisce a un certo Ouchoreus, e non a Mènes come si crede generalmente, la fondazione di Memphis11. Ouchoreus si può comprendere in greco con Okkhreô, portare, supportare, e Shou fu considerato come il portatore del cielo perché trovò il modo per erigere gli obelischi che erano ritenuti le dimore degli dèi. Si può trarre la data del 2190 da un anniversario celebrato nel 789 da Pèthesis II, re di Saïs e di Memphis della XXIIª dinastia, che doveva essere un centenario della fondazione di Memphis.

Il nome di questa città viene da Men che significa la mezza-luna /// - /// e da phis che vuol dire disporre. Memphis è così la mezza-luna che dispone, il grande strumento elevatore di Chasluim, su cui poi ci soffermeremo, e che risparmiava le forze degli uomini che dovevano sollevare dei pesi. È accanto a queste città che furono elevate le piramidi con l'aiuto di questo "elevatore oscillante". Memphis evoca anche il Muro del Principe che correva da Pèluse a Memphis per tenere alla larga dall'Egitto gli stranieri, o la diga che vi fu edificata per allontanarne la sabbia e l'inondazione.

É senza dubbio sempre a Chasluim che bisogna attribuire la fondazione della città di Zifteh, sulla branca Phatnitica, il cui nome significa: La parte di Phtah (Chasluim).  Questa città fu forse fondata in memoria di sua moglie, Typhois, giacché si può anche vedervi "Il seno di Phtah"; e, siccome egli ripudiò in seguito la sua legittima moglie: "La respinta di Phtah".

XIII. CHASLUIM E L'INVENZIONE DEL PAPIRO
Non lontano di là si trovava la città di Sebennytos che dev'essere anch'essa di costruzione molto antica. Ebers ci dice che: "Il papiro coltivato nel nòmo Sebennitico era particolarmente rinomato". Egli aggiunge che "questa sostanza era stata scoperta in Egitto molto presto, fin da prima del tempo delle piramidi.... 
Da dove viene il nome papiro? Questo nome è evidentemente di origine egiziana ed ha dovuto originariamente designare la pianta prima di servire a denominare il prodotto finito che ne veniva tratto. Crombette vi vede due significati: "Il giunco il cui alto si dispiega", e anche: "ciò che, rotto, serve a scrivere".
Ora, Sebennytos era il centro della fabbricazione del papiro più rinomato. Il suo nome si può comprendere in vari modi: La frontiera che separa le porzioni, e: Ciò che è stato dato al Phènix (Thoth) per scrivere", ma anche il testo seguente: "Scoperta dal dio Chasluim, la farina di giunco è stata tritata; la sua materia, fortemente compressa, è stata stesa e divisa in bande lunghe e sottili aderite in parti uguali, essendo le divisioni incrociate trasversalmente; le asperità sono state lisciate per lungo; poi gli si è data la forma di un rotolo preparato per ricevere i caratteri". Lo stesso nome della città ci permette di determinare l'anno dell'invenzione: "L'opera è dell'undicesimo tempo forte compiuto dopo l'arrivo degli dèi", ossia nel 2187 a.C.


XIV. LUHABIM FONDA LA CITTÀ DI CABASA
Il vicino di Chasluim fu Luhabim. Il limite del suo territorio, a ovest, fu costituito dalla branca Bolbitine prolungata verso sud a partire da Kafr-ez-Zaiyat con un canale che si riuniva alla branca Sebennitica. Sulla branca Bolbitine, Luhabim fondò una città che fu chiamata dal suo nome Cabasa; da Cab, radice hab di Luhabim; As, antiquus, antico, e A, 1, cioè: Il primo Cab per ordine di anzianità. Può darsi che Luhabim abbia costruito per sua moglie Antiope, la dèa della notte, la città di Saïs rinomata per la sua antichità, non meno grande di Eliopoli, giacché il nome di questa città, Sâ-el-Hager, si può comprendere: La parte della dèa della notte .


XV. ANAMIM-MENÈS SI INSTALLA A DAMANHOUR
L'ultimo settore del Delta fu attribuito a Anamim-Mènes-Horus che vi costruì la sua capitale Damanhour. Il suo limite a ovest fu costituito dal Tour'at-er-Riyâshât, dal Tour'at-el-Hagir, e dal El Fara el Gharbi. Aldilà si estendeva la regione desertica. La città che Mènes, alla maniera dei suoi fratelli, dovette erigere alla moglie, fu senza dubbio Gynécopolis, "la città della donna", l'attuale Kafr-ez-Zaiyat, dove si può vedere: La dimora del signore  antico.


Questi dovettero essere i primi reami d'Egitto. I loro sovrani furono i re Calabroni del Basso Egitto, perché questa regione era rappresentata da una grande vespa gialla che vi era molto diffusa /// - ///. Questa vespa può chiamarsi in copto Chouve o Soufi, parole che possono interpretarsi: Possedere il potere nella regione bassa.


XVI. DEI CONFLITTI TRA FRATELLI...
Chasluim non fu il solo a estendere il suo regno oltre i limiti primitivi. I suoi fratelli manifestarono, ciascuno da parte sua, delle disposizioni espansive che non sono tutte attribuibili alla necessità, ma, in una certa misura, a uno spirito di dominio. Fu così che Ludim inviò dei membri della sua tribù, rinforzati da altri egiziani, nel sud della Palestina dove furono i capostipiti del popolo dei Filistei che sono, di conseguenza, dei discendenti di Misraïm, come dice appunto la Bibbia. Essi si mescolarono ai Cananei e fondarono molte città in onore di Ludim, dopo averne scacciato gli Ittiti che furono raccolti da Cam a Djerablous sull'Eufrate, sua capitale, nel 2187.


XVII. I PRIMI EGIZIANI E LA PALESTINA
Non solo i primi Egiziani si portarono in Canaan per le vie terrestri, ma la raggiunsero anche per via marittima. Thoth Ludim fu, in effetti, il fondatore della VIª dinastia, che gli succedette, e che fu principalmente stabilita nel Delta. Ora, essa fu essenzialmente navigatrice come conferma de Rougé: "Un certo Ouni, nato sotto Tèti, servì gloriosamente Papi I e Mètèsouphis, nella marina". Essendo Papi I e Mètèsouphis il secondo e il terzo re della VIª dinastia, il Teti di cui si parla è evidentemente il loro predecessore, Thoth stesso. Un'iscrizione di una tomba di Assuan dice: "Io sono andato con i miei maestri i prìncipi e sigillatori divini, Tèti e Khoui, undici volte a Byblos e a Pount". Noi vedremo che Pount fu tributaria di Seth-Naphtuim; il Khoui di cui si tratta non può essere che questo faraone. Ludim intratteneva dunque delle relazioni con Biblos situata nel Libano attuale? Lo storico Montel risponde che: Gli abitanti di Byblos, i Gibliti, da tempi immemorabili, consegnavano agli Egiziani delle navi capaci di affrontare il mare, come pure il legname che era loro necessario per costruire la loro flotta, i loro templi e palazzi". Un geografo può obiettare che Byblos è in Fenicia e non in Palestina. Plutarco risponde a questa obiezione dicendo che, dopo la morte di Osiris, Isis scoprì il corpo del marito a Byblos, e che suo figlio che l'accompagnava si chiamava Palestinos, mentre Erodoto (II,79) afferma che quest'ultimo fu il primo re di Biblos che quindi allora apparteneva alla Palestina. Un altro nome di Biblos è Djebeil che può comprendersi: l'occhio di Ludim.

Che degli Egiziani del clan di Ludim siano andati a risiedere in Palestina, è ancora ciò che attestano diversi nomi di questa zona: Luz (Luza), antico nome di Betel, dove Giacobbe ebbe la visione della scala misteriosa, un po' a nord di Gerusalemme; Lod (Lydda) a sud-est di Joppe, conosciuta sotto il nome di Diospolis. Ma quel che è ancora più significativo, è che gli egiziani chiamavano "Lotanou il paese il cui nome corrisponde al Lotan biblico: Palestina e Siria". Se dunque Ludim è stato l'epònimo di questa regione siro-palestinese, è perché gli Egiziani vi hanno fatto razza sotto la sua autorità. Abbiamo citato la città di Lidda che si chiamava anche Diospolis, la città consacrata a Giove: Dios o Zeus. Molte città d'Egitto portavano lo stesso nome. Poiché Ludim e Zeus concernevano la stessa città palestinese, è lecito pensare che si trattava anche dello stesso dio.

Può sembrare strano che Ludim abbia sconfinato così sul dominio di suo zio Chanaan. Ciò si spiega dal fatto che quest'ultimo non aveva portato con sè tutti i suoi sudditi. Una gran parte di essi si era sparsa sulle coste del golfo Persico dopo e anche prima della dispersione. Vi sono in effetti delle tradizioni che fanno venire i Fenici da quel golfo. Erodoto li faceva venire dal mare Eritreo; Strabone dice che gli abitanti del Golfo Persico assicuravano che vi si trovavano i nomi di Sidone, Tiro, Arad e che i templi erano simili a quelli dei Fenici. Infine Giustino ci dice che la nazione siriana fu fondata dai Fenici che, scossi da un terremoto, lasciarono il loro paese d'origine e si stabilirono sui bordi del Mediterraneo dove costruirono Sidone così chiamata per l'abbondanza del pesce, giacchè essi chiamano il pesce sidon. È possibile che il terremoto di cui parla Giustino fosse dovuto al sollevamento di Atlantide nel -2004, di cui parla Crombette in un'altra parte della sua opera. Così si comprende che gli Egiziani di Ludim abbiano potuto trovare il loro spazio in Canaan.


XVIII. NAPHTUIM: NETTUNO-POSEIDONE
All'altra estremità del Delta, Anamim-Mènes non restò inattivo. Dice Rufino che: "Canopus era l'ammiraglio delle flotta di Osiris messo al rango degli dèi dopo la sua morte". Egli avrebbe dunque lasciato il suo nome alla città che aveva fondato all'estremità della bocca Canopica che era nel dominio, non di Osiris, ma di Mènes. Ora, cosa significa Kanôpôs? Con il copto dà: Il signore delle estremità l'ha concepita. Questo signore delle estremità è Noub o Naphtuim, divinizzato sotto il nome di Nettuno-Poseidone, dio del mare, che era stato assimilato dai Greci a Ercole. Ecco perché la bocca Canopica si chiamava anche bocca Eracleopolitana e vi si trovava la città di Eraclea con un tempio dedicato a Ercole. Si tratta senza dubbio dell'attuale Et-Tark il cui nome si può comprendere: "Quello che dirige le verghe delle navi", cioè a dire ancora Naphtuim.



XIX. GLI EGIZIANI SCOPRONO CRETA, IL MINOTAURO, TORO FIGURANTE MENES.
Ma che veniva a fare Seth in questa regione dell'Egitto che era il dominio di Menes, e poi parzialmente e più tardi, di Osiris? Non può essere che in qualità di consigliere tecnico marittimo dell'associazione dei figli di Misraïm, giacché è lui che inventò l'arte di navigare guidandosi sulle stelle. Già l'abbiamo visto associato a Ludim, eccolo ora a servizio di Mènes. Questi gli affida una flotta sulla quale imbarca degli emigranti, sotto la direzione del suo secondo figlio Athothes II, per esplorare il Mediterraneo non più a est, come ha fatto Ludim, ma a ovest. É nel corso di questo viaggio che fu scoperta dagli Egiziani l'isola di Creta, di cui Athothes II fu il primo re. É quindi molto giustamente che Mosè nel capitolo X della Genesi dice che i caftorim, o Cretesi, discendono da Misraïm: ne discendono da Mènes, giacchè Caftor significa, col copto: Ramo regolare di Horus (che è Mènes). Questo spiega perchè tutti i re di Creta, successori di Athothes II, si sono chiamati Minos e che vi abbiano adorato il Minotauro o toro figurante Mènes divinizzato.

XX. LUHABIM, INVENTORE DELLA MUMMIFICAZIONE
Luhabim non volle restare indietro dal movimento di colonizzazione. Un certo numero dei suoi sudditi marciò a ovest là dove si estendeva un deserto che è stato chiamato, dal suo nome, Libico. Seguendo i percorsi fertili che si offrivano loro tra le sabbie, gli emigranti scoprirono l'uady Natron, così chiamata a causa dei prodotti sodici che la compongono. É da lì che Luhabim trarrà gli ingredianti di cui si servirà per mummificare i corpi dei morti. Proseguendo verso occidente, essi incontrano la depressione di Qatara, le oasi di Aradj, di Siouah, di Audjelah, di Maradeh, di Koufra, di Djofra; popolano, insomma, la Libia propria a cui danno il nome del loro re. Un altro gruppo, scendendo a sud-ovest, trova il grande mare interno del Fayoum, e quello che si è chiamato il fiume senz'acqua del deserto di Libia, lunga depressione disseminata di oasi di cui la penultima, Aïn-Chab, ricorda il nome di Luhabim; vi si trovano dei prodotti antisettici quali l'allume e il sale. Cosa curiosa, la prima località che si presenta, dopo il Fayoum, all'entrata della depressione del fiume senz'acqua, si chiama Gubatar Auara, dove possiamo scoprire: "Geb (Luhabim) osservò che vi era dell'acqua sotto il letto di scorrimento del fiume". É d'altronde ciò che spiega la presenza di molte oasi in questa regione. Luhabim sarebbe dunque stato anche radiestesista.

Ma il rapido sviluppo della natalità degli uomini e soprattutto dei greggi fece sì che Misraim e i suoi sudditi si  trovassero ben presto allo stretto nel Delta. Parallelamente alle migrazioni e a circa undici anni dall'arrivo, ossia verso il 2187, si decide di andare più avanti. Questa data trova un riscontro nel Papiro reale di Torino che menziona 19 re di Memphis, cioè 19 capi di nòmi del Basso Egitto, aventi regnato 11 anni 4 mesi e 22 giorni alle origini dell'Egitto.

XXI. DELLE ESTENSIONI E DELLE CONQUISTE

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carta 3

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figura 4

Chasluim in testa, si spinge Verso il sud e fonda Cusæ, che si chiama in copto Kôs-Kou, dove ritroviamo senza fatica Chas e Shou (vedi carta 3). Dietro a lui, avendo Naphtuim delle buone ragioni per allontanarsi da Osiris e da Thoth che hanno manifestato per sua moglie un interesse troppo pressante, si stabilisce a Herakleopolis-Magna, dove ritroviamo il suo soprannome di Ercole, in copto Hnes, altra forma di Neph. Luhabim crea, di fronte al Fayoum, la città di Cheb che conserverà il suo nome. Inversamente, siccome il Fayoum è un luogo dove pullulano i coccodrilli, Luhabim ne trarrà il soprannome di Soukhis, in copto Souchi, coccodrillo. Così, avendo il Delta tre occupanti di meno, le parti dei tre figli che vi restano si trovano raddoppiate: Ludim riceve quella del suo vicino Naphtuim; Phatrusim quella di Chasluim, e Anamim quella di Luhabim.

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Il geroglifico qui rappresentato designa il nono nòmo del Basso Egitto, compreso nel reame primitivo di Osiris, che letto col copto giustifica questo modo di vedere: "Il fratello di Simou (Simou è uno dei soprannomi di Chasluim) è divenuto il capo della riva opposta del canale centrale delle bocche a zampa d'oca del fiume; egli possiede il potere giudiziario e sacerdotale sulla confederazione delle potenze a occidente della regione inferiore; egli è il capo temuto, il giudice di questo paese antico".

XXII. CHASLUIM, IL GIGANTE
I figli di Misraïm che abitarono nel Delta rimasero dei re-Vespa, ma quelli che risalirono in Medio Egitto presero come simbolo la canna che cresceva in abbondanza in quella regione. Il confine sud di Chasluim era a Chouteb, che si comprende in copto: La chiusura di Shou. Chouteb si chiamava anche Hypselis, parola greca che significa elevato, il che non è strano dal momento che Chasluim era un gigante.

XXIII. LUDIM INVENTA L'AGRIMENSORE, CODIFICA I GEROGLIFICI E ISTITUISCE I... SACRIFICI UMANI
Quest'epoca di installazione è anche quella dell'organizzazione, con le scoperte e le trasformazioni che ciò comporta. É allora che Ludim, per facilitare l'esatta ripartizione delle terre dopo ciascuna delle inondazioni annuali, inventò la geometria e l'agrimensore. Egli codificò anche i geroglifici e istituì la magìa come base della religione egiziana accanto al culto degli antenati.

Eccellente osservatore oltre che astronomo emerito, Ludim aveva notato che il Nilo non si alzava tutti gli anni alla stessa altezza; fece rilevare molto esattamente i livelli annuali del fiume, e i più antichi documenti ce ne hanno conservato la traccia. Sappiamo, dalle osservazioni relazionate dall'abate Moreux ne "Les influences astrales", che il livello dei laghi africani Albert e Vittoria che alimentano il Nilo ha un periodo di variazione trentennale legato alle macchie solari. Sapendo che un massimo si è prodotto nel 1917-18 d.C., risalendo nel tempo, si trova un massimo nel 2193-94 a.C..
Misraïm era arrivato in Egitto nel -2198. Quando Ludim fece le sue osservazioni il livello del Nilo si abbassava. Non aspettò di essere il testimone di una rimonta e immaginò che dei sacrifici umani avrebbero riportato la fertilità e quindi istituì i giubilei trentennali, cerimonie in cui si immolavano numerose vittime umane.

Egli decise anche di costruire dei templi e di erigere delle pietre al sole, gli obelischi, sui quali fece incidere dei caratteri sacri: i geroglifici. Questa istituzione dev'essere stata fatta a Senhôout o Semhôout, località situata giusto a sud di Pèluse, e il cui nome si comprende in copto: "Là dove sono stati inventati (i mezzi) di spandere l'acqua". La prima cerimonia del genere dovette aver luogo all'epoca in cui il sole è più alto, al solstizio d'estate dell'anno -2176. Siccome il livello delle crescite risalì negli anni seguenti, Ludim poté credere che il mezzo era stato efficace. Ecco perchè tali giubilei furono mantenuti come istituzione intangibile durante tutta la storia antica dell'Egitto, anche quando gli avvenimenti ne dimostrarono l'inefficacia.

Perché Thoth fece la scelta di un periodo di 30 anni? Innanzitutto per una ragione magica, giacchè trenta anni si dice in copto: Maabe Rmpêoui, e possono comprendersi per omofonia:"La contrada manca d'acqua: fracassate degli uomini in gran numero". Il nome greco di questi giubilei era triakontaetèride.

Quest'epoca primitiva è anche un periodo torbido dal punto di vista morale. Abbiamo già visto Phatrusim e Ludim intrecciare con Nephthys, la moglie di Naphtuim, relazioni colpevoli che saranno causa di una lotta epica.  La stessa Rhèa, moglie di Misraïm, riuscì a sedurre il proprio figlio legittimo, il gigante Chasluim, col quale si incontrò a Tauah. Da queste relazioni mostruose doveva nascere, nel 2176, quello che i Greci hanno chiamato Imouthès. Tuttavia Misraim scoprì la causa dell'ingrossamento di sua moglie. Plutarco12 racconta che "Rhea aveva avuto con Cronos un commercio segreto; il Sole, che se ne era accorto, pronunciò contro di lei questa imprecazione: "Possa tu non partorire nè nel corso dei mesi, nè in quello dell'anno! Ma Hermes, amante della dea e avendone ottenuto i favori, giocò in seguito a dadi con la Luna e le rapì 1/70° di ciascuno dei suoi giorni di luce. Dalla somma di tutti questi 70simi, egli formò cinque giorni che aggiunse agli altri 360". É in questi cinque giorni supplementari che Rhéa avrebbe partorito.

Sotto il velo di questo racconto mitologico, che racchiude una parte di verità assoluta (il doppio incesto di Rhea), traspare chiaramente un'allegoria della riforma calendarica operata da Thoth in questa occasione. Fino ad allora gli Egiziani avevano fatto uso dell'anno lunare utilizzato in Babilonia che comportava 12 mesi, di cui 6 di 30 giorni e 6 di 29, ai quali periodicamente si aggiungeva un 13° mese per compensare la differenza con l'anno solare. In realtà, l'anno lunare era di circa 354 giorni e mezzo. La 70ª parte di questa durata è di circa 5 giorni.  Thoth istituì un anno di 12 mesi di 30 giorni, il che faceva 360 giorni. A questo anno, mancavano tanti giorni (5¼) per uguagliare l'anno solare, quanti ne mancavano all'anno lunare (5½). Thoth aggiunse al suo anno di 360 giorni, cinque giorni epagomèni, il piccolo mese, ed ottenne così 365 giorni, il che non differiva più che di un quarto di giorno dall'anno reale. Crombette ha potuto determinare che questa riforma fu operata 5 giorni dopo la luna nuova di primavera dell'anno 2176 a.C.. Essa ebbe per conseguenza che la seconda delle tre stagioni dell'anno egiziano (ciascuna di 4 mesi), quella dell'inondazione, cominciò quell'anno il 19 luglio giuliano, giorno dell'apparizione della stella Sirio o Sothis nel cielo d'Egitto. Questa stella era considerata dagli Egiziani come particolarmente favorevole e portante l'inondazione che cominciava verso quel periodo. Per estenderne l'influenza magica a tutti i giorni dell'anno, Thoth mantenne la differenza di un quarto di giorno tra l'anno solare e il suo anno, in modo tale che, essendo quest'ultimo in capo a 4 anni più corto di un giorno dell'anno reale, avanzasse progressivamente in esso e ne facesse il giro completo in 4 volte 365, o 1460 anni, così che ciascun giorno passasse successivamente sotto il sorgere di Sothis. Ora, essendo la riforma di Thoth legata alla nascita del figlio incestuoso di Rhea, questa nascita avvenne, come la riforma, nel 2176. Crombette lo spiega largamente nella sua Cronologia dell'Egitto faraonico. Thoth istituì al contempo l'anno Sotiaco per estendere l'influenza considerata come favorevole della stella Sirio su tutti i giorni dell'anno.

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carta 5

Cerchiamo ora di spiegare il racconto di Plutarco: Misraïm-Rê e sua moglie Rhea avevano avuto sei figli che, secondo l'uso, si erano sposati fra di loro. Da qui, la concezione del gioco dei dadi che comportava 6 facce ciascuno. Ugualmente, le lunazioni erano 12 per anno che furono all'inizio ripartite in due anni di 6 mesi. La luna passava per essere la sposa del sole come Rhea era la sposa di Rê. L'assimilazione mitica era dunque facile. Ora, Rhea stava per essere madre di un tredicesimo figlio che Rê non avrebbe certo adottato. Confidò la sua preoccupazione al figlio primogenito, Thoth, il quale, mediante pagamento in natura, si incaricò di arrangiare l'affare. Egli dimostrò a Rê che l'anno era troppo corto di 5 giorni e lo convinse che un 13° mese, più piccolo degli altri, era necessario. Può anche darsi che egli abbia guadagnato al gioco dei dadi, su Rê, essendo il suo erede presunto, 5 giorni di pieni poteri, giacché giorni di luce (Eirhe, radius, lux) sono la trascrizione di "giorni di regno" (Êra, regnare). Così munito, egli poteva pronunciare l'adozione del figlio a venire così come il 13° mese era stato adottato da Rê. Questo gioco pericoloso costò d'altronde a Thoth il suo diritto di primogenitura, che fu riportato su Anamim-Menes quando Rê si rese conto che in tal modo si era schivata la sua maledizione. Il figlio che nacque a Rhea fu adottato da Chasluim come suo erede a scapito dei figli legittimi. Fu un gigante come suo padre; ecco perché l'insegna di Cusæ era di due giraffe vicine. Rê si vendicò di essere stato ingannato mettendo al bando i tre colpevoli; questa fu l'occasione per una nuova estensione nella valle del Nilo. Come mostra la carta 5, Ludim fu esiliato nella regione di Elefantina, a nord della prima cateratta, e per questo la sua dinastia, la sesta, sarà detta di Elefantina. Forse è stato Ludim che ha costruito di fronte all'isola di Elefantina la città di Syène, giacché il suo nome copto si può comprendere: "Quello che ha prodotto un nuovo mese", o "quello che ha perso di reputazione", o infine: "Quello che è stato allontanato da Eliopoli". Tutti questi significati sono perfettamente applicabili a Ludim.

Rhea dovette risiedere a nord della zona assegnata a Ludim, nel sito in cui più tardi sorgerà la grande città di Tebe, il cui nome si può trascrivere: umiliata, o esiliata. I confini di Rhea furono senza dubbio: a nord Qénéh, dove si può leggere: Ciò che è posto come limite; a sud, Esneh o Latopolis. Lattòne, che ha dato il suo nome greco alla città, era considerata nella mitologia come essersi unita a Zeus, che è Thoth.

Chasluim regnò a Hou, dove si ritrova il suo nome Shou. Questa città si chiama anche, in copto, Ano, che ha il senso di lussurioso. I re che andarono così a regnare in Alto Egitto, si chiamarono re-Falchi.

Conseguentemente a questa estensione verso il sud, Naphtuim andò ad occupare la parte precedente di Chasluim pur conservando la sua. La capitale di questo nuovo regno fu Set, dal nome del suo capo.

Luhabim raggiunse Cynopolis, la città del cane, animale che era l'emblema di questo re. É forse in occasione di questa estensione che Luhabim si sarebbe fatto edificare una nuova capitale a El-Hibeh, il cui nome si può comprendere: Là dove è stabilito il dio delle lamentazioni. Luhabim aveva, in effetti, istituito i riti funerari.

Anamim debordò sulla parte di Phatrusim riprendendogli l'Amenti pur conservando Memphis se, come Crombette suppone, vi era già installato anteriormente. Quanto a Phatrusim, egli ricevette nel Delta, oltre alla sua parte primitiva e a quella di Chasluim, l'amministrazione del regno abbandonato da Ludim. É allora che potè chiamarsi: Quello che presiede ai nòmi orientali, e che dovette ricoprire le funzioni di gran-sacerdote a Eliopoli, capitale di suo padre.

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La ricognizione del Nilo fino a Elefantina dovette dare a Osiris l'idea di ricercarne le sorgenti e, nel 2171 (data confermata in seguito dai centenari dell'avvenimento), egli risalì tutto il fiume, seminando lungo la strada dei colòni, il che lo portò a esplorare la maggior parte dell'Africa di cui divenne il sovrano. Per questo Plutarco scrive che "Osiris percorse la terra intera per civilizzarla". Si tratta solo del continente africano, ma queste poche parole, alle quali non si è creduto, si riferiscono alla più grande esplorazione che sia mai stata realizzata. Il contenuto delo scudo reale di Osiris, detto anche Ouserchérès, lo conferma poichè dice: "Quello che se n'è andato lontano, trascinando un popolo molto numeroso di espatriati nella vasta estensione della vallata".

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carta 6

La carta 6 dell'Africa all'epoca del viaggio di Osiris permette di farsene un'idea. Vi si vede che il Nilo Nero attingeva le sue sorgenti nel Fouta-Djalon e ricalcava in parte il corso del Niger che ora si getta nel golfo di Guinea. Osiris ha dunque potuto benissimo raggiungere l'Africa occidentale e lasciarvi delle colonie sulla costa dell'Atlantico: sono i Perorsi-Pharusii, dai due nomi di Osiris-Phatrusim. Si vede dunque che non sono, come a torto credono gli egittologi, gli Egiziani che sono usciti dall'Africa, ma piuttosto gli africani che vengono dall'Egitto.

Un'iscrizione di Osiris permette di pensare che egli ha percorso sul Grande Nilo la lunghezza di 10.000 volte 1000 passi, ossia 7400 chilometri, il che corrisponde al percorso fluviale da Elefantina alla sorgente del Niger. A 75km al giorno, il percorso totale dovette richiedere 200 giorni. Il nome di un re della XIIIª dinastia, Hôros-Ineôpatos-Meinai-Kathezomai-Phthas-Notokeras, significa che egli ha regnato in Nubia dopo quello che è arrivato primo al Corno del Sud. Così gli antichi designavano la baia di Lagos, in fondo al golfo di Guinea: ciò conferma che Osiris esplorò anche la costa occidentale dell'Africa, almeno dalla regione del Camerun fino a quella del Rio de Oro e al fiume costiero Phtut, che porta il suo nome, in piena Mauritania, dove lasciò i Pérorsi-Pharusii.

Un altro re della stessa XIIIª dinastia celebrò, nel 1671, il quinto centenario dell'esplorazione di Osiris; ecco perchè il suo nome ha per traduzione: "Quello che se n'è andato in Africa per piazzare, al centro dello spazio vuoto, degli abitanti o dei villaggi". L'Africa era dunque vuota quando Osiris la esplorò; i discendenti di Phuth, fratello di Misraim, non avevano evidentemente avuto il tempo, nei 27 anni trascorsi dalla Dispersione, di popolare questo immenso territorio. Si può chiedersi da dove viene il nome dell'Africa esplorata dagli Egiziani. Crombette dà varie etimologie copte del suo nome: "La superficie che è stata scoperta essendo abbandonata" - "Le montagne bruciano al di sopra", il che fa pensare ai vulcani, - "La direzione del polo sud" - "Il lato dove la stella comincia" - "Gli alberi più alti" -  e infine: "il paese delle moltitudini dal viso bruciato".

È al ritorno da una delle sue ispezioni in Africa che Osiris fu assassinato da suo fratello Seth, ansioso di vendicare a lunga scadenza l'adulterio commesso con Nephtys e di abbiamo già parlato. È durante la sua prima assenza di circa 200 giorni che sua moglie Isis ebbe dei rapporti incestuosi con Misraim dal quale ebbe poi Horus il Giovane che fu assimilato da Rê ai suoi figli legittimi. Un'iscrizione di Seth si legge: "Geloso del suo uguale, che si era portato lontano, egli ha condotto lontano e in avanti una flotta di commercio che ha raggiunto la costa degli aromi del mare tempestoso (l'acqua curva)". Apprendiamo così che poco dopo la spedizione di Osiris, suo fratello Seth raggiunse la costa dei Sòmali. Questo fatto è confermato dall'etimologia del soprannome di Seth - Snephrès- che si comprende col copto: "Quello che è arrivato per primo verso il sud alla riva del grande mare".

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carte 7

La colpa commessa da Rê gli toglieva il diritto di essere troppo severo per i suoi due figli colpevoli. Lo scandalo che aveva dato e gli interessi che aveva urtato avevano provocato delle proteste. Misraim avrebbe ben voluto vendicarsi, ma non poteva certo contare sulle forze comandate da Osiris particolarmente ferito dall'incesto di Isis. Al contrario, Chasluim, di cui i Greci hanno fatto Ares, il dio della guerra, aveva a sua disposizione un'armata ben formata e disciplinata; perdonandolo, Rê poteva chiedergli il suo concorso. Vi fu dunque senza dubbio una guerra o una repressione sulla quale abbiamo poche informazioni e in seguito alla quale Rê accordò il suo perdono. Misraïm nutriva un vivo interesse per suo figlio illegittimo Horus il Giovane, e non poteva assicurargli un trono che col consenso dei suoi altri figli. Ecco perché, senza restituire a Ludim il suo diritto di accesso alla sovranità generale dopo la sua morte, gli permise, verso il 2161, di rientrare nel Delta al posto di Phatrusim, che ne fu allontanato a sua volta, a condizione di adottare come erede presunto Horus il Giovane. Ludim accettò lo scambio e diseredò i suoi figli legittimi con la stessa facilità con cui aveva ingannato sua moglie. Ebbe forse allora il suo trono a Hermopolis, dove la situazione era più centrale e che porta il suo soprannome di Hermès (vedi la carta 7).

La data del 2161, che noi indichiamo come epoca del perdono accordato a Chasluim e a Ludim, è approssimativa. Essa risponde tuttavia a ciò che dice Moret: "Era alla fine del tempo in cui regnò Râ", poiché, lo vedremo, egli morì nel 2145. La data del 2161, essendo a metà tra il 2176, anno dell'ultima estensione territoriale, e il 2145, trova una conferma in alcuni centenari che, nel corso della storia dell'Egitto, celebreranno l'anno del perdono.

In attesa che Horus il Giovane potesse prendere la successione di Ludim, questi fu invitato a tagliargli un appannaggio nel suo dominio, se non dal 2161, almeno quando il giovane ebbe raggiunto l'età di 16 anni, epoca abituale della maggiore età dei figli reali, cioè verso il 2154. Vi è nel Delta, sulla branca Phatnitica, una località chiamata Saharascht-el-Koubrèh; questo nome può trascriversi in copto:"L'angolo del dominio attribuito al Falco (Horus il Giovane) come accrescimento (rampollo) di Rê".

D'altra parte, la città di Bubaste, situata su una diramazione vicina, quantunque fondata da Seth in onore di sua moglie, è conosciuta per il culto di Isis che vi si praticava. Questo culto ha dovuto esservi introdotto dal figlio di Isis poiché vi ha risieduto. Un po' più lontano si trova la città di Benha l'Asal il cui nome si può interpretare: "La pietra che è al limite della parte fatta al figlio del capo". Abbiamo così determinato un triangolo dove Horus il Giovane poté regnare come capo in attesa di ricevere un reame più grande.

Da parte sua, Phatrusim era più a portata delle sue colonie africane in Alto Egitto che nel Delta; egli stabilì la relazione con queste colonie mediante la presa di possesso della Nubia. Ma un dominio così esteso non poteva essergli concesso senza sollevare le proteste dei suoi fratelli; così i tre reami dell'Alto Egitto, della Bassa Nubia e dell'Alta Nubia, furono l'oggetto di un condominio con predominanza rotativa tra Phatrusim, Naphtuim e Luhabim, ad eccezione delle loro colonie che essi conservarono rispettivamente.

Dopo il suo rientro in grazia, Ludim riprese le sue funzioni di gran-mago della nazione. Pensò pertanto di preparare un secondo giubileo trentennale nel 2146, giacché, a partire dal 2163, data probabile di un massimo di inondazione, il livello del fiume ricominciava a calare. Ma, nell'insieme delle cerimonie che egli aveva istituito in merito, sussisteva un punto nero: i grandi rischi che l'erezione degli obelischi comportava. Lo confidò a Chasluim il quale inventò l'elevatore oscillante. Questa scoperta fu senza dubbio fatta a Pachnamenis, non lontano da Xois, giacchè il nome di questa località si trascrive: "Il gran segmento è uscito da questo luogo".

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figure 4-8-9-10
11-12-13

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Questo gran segmento ha in geroglifico la forma della fig. 8.  Se ne son trovati dei modelli ridotti in tombe di faraoni o di alti funzionari: (fig. 2).  Appare anche, sotto le forme della fig. 9, nelle iscrizioni di Chasluim, suo inventore. Da queste iscrizioni, Crombette ha potuto trarre le traduzioni: "Il maestro delle erezioni che fa riuscire la posa delle immagini, che conosce il mezzo di sostenere la moltitudine disposta in ordine", o ancora: "Che fa alzare nell'aria le immagini rese leggère". L'impiego dell'elevatore è schematizzato sulle figure sottostanti 10 e 11 per l'innalzamento di un obelisco.

Ma Chasluim non si accontentò di questo genere di monumenti. Dopo il suo ritorno a Memphis, si ritenne in dovere di edificare uno ziqqurat come quello di Babilonia. Non vi impiegò i mattoni ma la pietra che si trovava a profusione in Egitto. Per questo la tradizione ne fece l'inventore delle costruzioni in pietra. Questo primo ziqqurat egiziano fu eretto nella piana della catena libica che avrebbe potuto permettere al deserto di invadere la valle: è la piramide a gradoni di Saqqarah il cui nome ha vari significati: "Ristabilire ciò che era stato posto e che è stato distrutto" - "Il maestro Chasluim l'ha fatto molto grande", a sua gloria - "Fare sotto la fossa di Chasluim", doveva cioè essere la sua tomba; infine: "Contro il deserto che si dirige verso di lei", per arrestare la propagazione delle sabbie. Crombette ha immaginato come il "bilanciere" poteva essere utilizzato per edificare le piramidi, cioè prolungandolo con un legno come mostrano le figure 12 e 13. Un' iscrizione attribuita a quello che viene chiamato Imhotep conferma questo impiego del "bilanciere" poiché si legge: "Per rendere utile in altezza ciò che rende leggero, un supporto è stato aggiunto davanti e al di sopra per ridurre il carico".

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figura 14

Andiamo ora a parlare di un monumento egiziano dei più antichi che è rimasto misconosciuto. Si tratta di un tempio di forma anulare situato a Eliopoli, città particolarmente consacrata a Misraim e scoperto da Schiapparelli. Esso contiene delle iscrizioni di Tosorthros che fu re di Memphis alla morte di suo padre Misraim avvenuta nel -2145. Tutto lascia pensare che questo monumento immenso di 600 metri di diametro rappresentato a figura 14 circondi la tomba di Rê che deve trovarsi al centro del cerchio. Vi sarebbe qui un ricerca interessante da fare per gli archeologi. Questa interpretazione è confermata dalla lettura di una iscrizione ulteriore di un figlio di Tosorthos che dice: "La nazione ha edificato una grande massa di parti pressate e come impastate insieme, come un monumento al di sopra dell'urna di terracotta, dimora di Rê, che misura per il traverso 1000 grandi cubiti".

Abbiamo detto che Misraïm morì nel -2145. Crombette ha potuto calcolare questa data grazie alla ricostruzione della Pietra di Palermo. Egli ha potuto anche precisarne il giorno -il 5 gennaio gregoriano- grazie a un'iscrizione di Kabbas, l'ultimo re nazionale d'Egitto, che celebrò il 18° centenario della morte di Rê, non al solstizio d'estate, ma il 5 gennaio gregoriano -345. Questa data eccezionale permette di pensare che Rê morì il 5 gennaio gregoriano 2145. Egli aveva allora 200 anni, come testimonia un'iscrizione di Seth. Era dunque nato nel 2345, due anni dopo l'uscita dall'Arca.

Morto Misraïm, gli si fecero dei funerali imponenti e lo si deificò malgrado le sue turpitudini. Il suo dominio proprio, con la sua capitale Eliopoli, o Ôn, ritornò a Mènes il quale, al governo del paese, si associò sua madre Rhea che risiedeva a Tebe. Eliopoli e Tebe furono così come i due poli dell'Egitto e se ne disputeranno l'influenza per una gran parte del corso della sua storia. Menes estese questo matriarcato alle altre regine, sua moglie e quelle dei suoi fratelli. Fu questa senza dubbio l'origine del matriarcato. Benché le tradizioni egiziane dicano che il paese fu governato da 7 regine prima della Iª dinastia, cioè prima della morte di Rhèa che segna il debutto delle dinastìe dette umane, noi non pensiamo che l'istituzione sia scomparsa bruscamente in quel momento, ma che si estinse gradualmente con le 7 regine che ne beneficiarono.

Typhois, la moglie di Chasluim, ebbe la sua residenza a Saïs, dove si onorava Neith, che i Greci chiamavano Atèna e che era tessitrice. Quanto alla moglie di Menes, si può trovare un'iscrizione che la concerne su un vaso trovato a Abidos e che si legge: "Moglie di Mènes, dèa suprema della Grecia di Mènes, prometti ai tuoi seguaci che ti adorano protezione e tranquillità, o moglie del celeste capo genealogico". Ellenizzata, questa invocazione diventa: "Mounikhia, dèa della Grecia di Minosse, ascolta e proteggi quelli che offrono in tuo onore i loro doni".

Mounikhia visse soprattutto a Creta, come ha mostrato Crombette nella sua opera dedicata alla storia di quest'isola, e se ella fu venerata dai Greci sotto i nomi di Mounikhia o Artemis o Diana, fu quasi ignorata in Egitto. Secondo la Pietra di Palermo, Rhea morì il 25 dicembre gregoriano 2134 e il regno di Menes cominciò solo dopo un periodo di lutto di 8 settimane, cioè il 19 gregoriano 2133a.C.. Era la fine delle dinastie divine.
Allora il governo tripartito realizzato nel sud da Misraim svanì con lui.


Naphtuim doveva aver fretta di riprendere una libertà d'azione a cui aveva abdicato solo per obbedienza al padre: la collaborazione con suo fratello Phatrusim pesava al suo rancore tenace. Andò a stabilire il suo trono a Napata, in Alta Nubia; da là, per l'Etiopia, egli poteva sperare di raggiungere, per via terrestre, il paese di Pount -la Somalia- da cui traeva le sue ricchezze. Phatrusim lasciò a Luhabim la parte dell'Alto Egitto che avevano amministrato in comune, ossia 7 o 8 nòmi, e andò a fondare in Bassa Nubia un reame distinto con una capitale personale, la Phturès dell'antichità, più vicina di Tebe ai suoi domìni africani, che non è altro che Saras, località situata un po' a monte della seconda cateratta. In effetti, Saras è la radice del nome di Osiris che significa: "Il signore del mezzogiorno". Parimenti il suo nome ebraico Phathurès si comprende: "Il possessore di ciò che si estende fino al Mezzogiorno e della generazione che vi ha stabilito".

La scomparsa successiva dei suoi due progenitori permise a Naphtuim di pensare alla realizzazione della vendetta che meditava da anni. Verso il 2125, al ritorno di Phatrusim da uno dei suoi giri d'ispezione in Africa, Naphtuim, che Plutarco chiama Typhon, lo trattenne con l'inganno, aiutato in questo da sua moglie Nephthys. Ecco ciò che scrive Plutarco nella sua opera Isis et Osiris: "Osiris... percorse la terra intera per civilizzarla...  Ma al ritorno di questo dio, Typhon gli tese delle imboscate. Si aggregò 72 complici, e fu inoltre assecondato dalla presenza vicino a lui di una regina d'Etiopia che si chiamava Aso... Typhon rinchiuse Osiris in una bara che gettò nel Nilo. Questi fatti avvennero, si dice, il 17 del mese di Athyr, che è quello sotto il quale il sole passa per il segno dello Scorpione e il 28° anno di regno di Osiris. Alcuni tuttavia ritengono che questo numero di anni corrisponda al tempo dell'esistenza di questo dio e non a quello del suo regno".

Crombette ha ritrovato un viceré d'Etiopia il cui nome significa: "Osiris, essendo andato alla ricerca dei monti coperti di neve, si è invaghito di Nephthys e ne è morto. É la conferma della tradizione. Il corpo di Osiris, ritrovato in seguito da Isis, fu diviso in 14 pezzi e ripartito fra diverse località dove divenne oggetto di culto. La testa fu conservata in Abydos, vicino a Thinis dove fu eretto il santuario principale del dio.

Un'iscrizione incisa attorno al cenotafio di Abidos da un re della XVIIª dinastia ha il senso ovvio seguente: "Il re glorioso, il dio che ha dato alla patria dei territori lontani, l'infaticabile esploratore della terra intera, il grande celeste e il gran signore, capostipite di una moltitudine di grandi capi divenuti illustri, riposa in effige su un monumento dato dal re figlio della signora della stella. Quello che possiede il gran potere venuto dai grandi dèi, Sèthotètos Thanasimos Sésostris, vero figlio del sole, venuto dal primo dei celesti, all'anniversario del grande uomo divenuto dio, ha fatto mettere di nuovo, fortemente incise, le parole dell'iscrizione incise da lungo tempo affinché rimangano stabili; il capo del collegio preserverà l'incisione iniziale dai deterioramenti".

La presenza nell'iscrizione geroglifica di cui si tratta di vari tronchi d'albero incita a chiedersi se non ci sia qualche rapporto con un'inondazione eccezionale che ebbe luogo all'epoca osiriana e che si è chiamata per questa ragione il diluvio di Osiris. Per questo motivo cercheremo dal testo un'altra trascrizione allegorica; eccola: "Estirpati dall'acqua, dei grossi tronchi sono venuti dai monti estremi; essendosi il fiume espanso molto fuori dal suo letto, essi sono giunti alle oasi e nella regione dei fianchi delle grandi montagne. Cinque tempi moltiplicati per cento anteriormente alla grande solennità, sono distanti da queste grandi distruzioni. Da quel tempo, questi tronchi formano degli ammassi di tronchi lungo il fiume; essi si sono corrotti e, passando il tempo, si sono metamorfizzati e sono diventati duri come la pietra; essi si conserveranno certamente fino alla fine delle generazioni. Come testimoni, vi sono le carcasse di battelli conservate in molti luoghi. Il colpo che ha fatto questi frantumi elevati è avvenuto alla morte del grande uomo che aveva percorso le acque e che era divinizzato nei cieli. Il dio Seth lo aveva gettato in questo luogo, messo in un cofano e immerso. Questa dilatazione prodotta dalle acque, e che ha messo la sciagura al colmo, è stata causata dal loro signore".

Crombette ha potuto stabilire con vari studi sui quali non possiamo qui estenderci che Osiris era morto il 5 maggio gregoriano del 2126, giusto prima del diluvio osiriano che ebbe luogo due mesi dopo e che sradicò numerosi alberi dalle foreste africane fino al Gebel Ahmar, dove si trova la grande foresta pietrificata a 15km a est del Cairo. Del resto, vicino ad Abidos si trova la roccia di Crambotis che non è altro che Arabat-el-Madfounet, cioè quella dove Osiris è stato precipitato nel fiume. In effetti, questo nome si comprende col copto: "La testa di Abidos, che fa un salto sul canale e sotto la quale la Lepre -cioè Osiris- è stata precipitata". Vediamo così che è possibile ottenere delle precisazioni stupefacenti sul luogo e la data di morte di Osiris. La taglia della sua testa che è stata trovata da Amelineau è quella di un nano.

Morto Osiris, Seth si appropriò non solo delle sue colonie, ma di tutta la Bassa Nubia. Questo colpo di stato non poteva essere visto passivamente nè da Luhabim, che doveva ritenersi svantaggiato, né da Anamim, la cui autorità era misconosciuta, né soprattutto da Horus il Giovane che si trovava frustrato dell'eredità del suo padre putativo Osiris. Ludim, che aveva adottato Horus il Giovane, stava dalla sua parte. Non era lo stesso per Chasluim e Imouthès che dovevano invidiare la situazione privilegiata fatta fino ad allora a Horus il Giovane e le cui simpatie andavano di conseguenza a Naphtuim.

La guerra, raccontata da Plutarco, scoppiò tra i due campi, Ludim e Luhabim (Thoth e Geb), sostenitori di Horus il Giovane, contro Naphtuim e Chasluim (Seth e Shou). In un singolare combattimento, ingaggiato a Melaha, vicino a Heracleopolis-Magna, Seth fu evirato da Horus il Giovane, il che mise fine alla lotta. Un'iscrizione permette di datare questa disfatta al 30 aprile gregoriano 2124. Seth sopravvisse più di 2 anni e mezzo alla ferita e la sua morte può essere posta verso il 2121. Il corpo di Seth riposò infine con quello del suo avversario, Horus il Giovane, vicino al sarcofago di Osiris ad Abydos. É là, almeno, che Amélineau ha dichiarato di averlo ritrovato.

Ma torniamo a Chasluim. Secondo Eratòstene, Chasluim avrebbe regnato 79 anni e dunque doveva essere morto nel 2118. Lasciò il suo trono al suo figlio illegittimo Imouthès a scapito dei suoi figli regolari. Ludim fu ucciso dalle sue guardie durante una rivoluzione di Palazzo e Horus il Giovane, suo figlio adottivo, si rifugiò da Luhabim che lo fece suo erede, ma per una parte soltanto, giacché, reso prudente da quel che si era prodotto nel Delta, riservò la metà del suo regno, ossia i nòmi V, VI, VII e IX dell'Alto Egitto, al suo figlio proprio. Si ebbero così 2 viceré, di cui l'uno, Horus il Giovane, fondò la sua capitale al sud, a Silsilis, e l'altro, Chérès, si stabilì a Coptos, un po' a nord di Tebe.

Contrariamente a un'uso che aveva cominciato a stabilirsi in Egitto, il corpo di Ludim fu incenerito, e siccome era stato soprannominato il Phènix, lo si rappresentava come un uccello misterioso che rinasceva dalle sue ceneri. Il corpo di Rhèa ha dovuto trovarsi a Meidoun, località situata di fronte al Fayoum, poiché questo nome si traduce: "La sepoltura della madre". Ma la sua testa dovette essere stata deposta di fronte, sull'altra riva del fiume, a Atfiyèh o Aphroditopolis, perché il suo nome si comprende: "Là dove è stata deposta la testa della signora celeste". Giusto a lato, a Meidoun, fu edificata la sola piramide consacrata a una regina.

Torniamo a Menes: nell'ultima riorganizzazione territoriale, Mènes aveva trasportato la sua capitale a Thinis, in Alto Egitto. É là, senza dubbio, che egli inventò il gioco della dama da cui è venuto poi quello degli scacchi. In effetti, nelle sue iscrizioni si trova il disegno di una scacchiera /// - ///, e si sono ritrovati dei pezzi di scacchi in avorio o in gres nelle più antiche tombe d'Egitto. Thinis è la moderna Djirgèh che può trascriversi: Il gioco che dura, e si sa che gli scacchi richiedono pazienza.

Alcuni termini del gioco degli scacchi hanno un significato che viene dal copto: Arroccare viene da Roke inclinatum, trasportato. Se il re è accerchiato e non può più muoversi senza farsi prendere, è scacco (francese pat), la partita è finita; e in copto Paht ha il senso di cadere, finire. Quando il re è preso, è matto, e la partita è vinta; il copto ha ancora Mate per felice riuscita.

Infine, dama viene da Djamê che vuol dire combattimento: le tavolette dove si combatte. Mènes, che sembra essere stato un re pacifico, morì circa 6 mesi dopo Ludim, ossia nel 2114, stando alle celebrazioni dei suoi centenari. É sepolto a Haouaîchèh, vicino all'antico cimitero di Chemnis, giacchè il suo nome significa: "La dimora mortale del primo capo". Giusto a lato si trova una pietra eretta, sorta di menhir, di cui si occupò un faraone della XVIIª dinastia che dice in un'iscrizione: "Come si doveva certamente, il re ha prescritto di sollevare, tirando in gran numero e con un lavoro considerevole, la pietra dell'antico che ha riunito il gregge, del legislatore del paese, che un violento terremoto aveva rovesciato. Sessanta solstizi d'estate anteriormente al grande anniversario del primo degli antichi, un violento terremoto, più potente di quelli osservati, ha rovesciato la pietra; è successo 5x100 (anni) dall'istituzione del limite del tempo (cioè del calendario sotiaco)."

Questo terremoto che ha rovesciato la pietra tombale di Mènes, e che dovette essere in effetti di inaudita potenza dato il peso eccezionale della pietra, stando agli studi di Crombette si è prodotto tra gli anni gregoriani 1675 e 1676 all'epoca in cui Giuseppe veniva portato schiavo in Egitto. Questo avvenimento è analogo a ciò che avvenne quando il bambino Gesù andò in Egitto: gli idoli furono rovesciati.

Un anno dopo la morte di Mènes, ossia nel 2113, moriva Luhabim. Egli non aveva inventato solo i procedimenti di imbalsamazione, aveva anche creato l'aratro quando si trovava a El-Kab, come mostra una delle sue iscrizioni che si può leggere: "La città dove Luhabim ha dato l'aratro ai mietitori". Ciò è confermato da un re della XIIIª dinastia, che celebrò il centenario di questa invenzione nel 1725 nei termini seguenti: "Anniversario della zappa, che quello che ha posseduto il potere supremo, il grande Luhabim, signore dei beni di campagna, ha scoperto, e con cui si lavorano più rapidamente i campi". L'invenzione di Luhabim consistè probabilmente nell'aggiungere a un semplice spiedo, precedentemente utilizzato, un vomere di ferro che permetteva di scavare la terra più profondamente, un timone per aggiogare i buoi, e dei manici per guidare la marcia dello strumento.

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Quando Luhabim, l'imbalsamatore, morì, egli divenne il dio dei morti che procedeva alla pesatura delle anime. Abbiamo sepolto l'ultimo figlio di Misraim. Lungo questa esposizione abbiamo visto che i fondatori dell'Egitto, lungi dall'essere degli uomini primitivi come credono gli egittologi che vorrebbero farne dei discendenti degli uomini delle caverne, erano invece prodigiosamente dotati, eredi delle conoscenze dei patriarchi antidiluviani tramite Noè. Ma essi furono piuttosto al servizio di Satana che a quello del vero Dio per sfuggire alla maledizione di Noè sul loro antenato Cam. Nondimeno essi trasmisero ai loro discendenti di cui furono gli dei uno spirito profondamente religioso che potè anche rivolgersi all'Eterno al momento del regno di Giuseppe e di Amenophis IV, e poi dell'evangelizzazione di S. Marco.


1 - L'ubriacatura di Noè non fu dunque fortuita, ma provocata dalla sua donna, perversa a imitazione di Eva.
2 - Noè, avendo perso i sensi, tralasciò di chiudere la porta mettendosi a letto, del che approffittò Canaan per soddisfare la sua curiosità. Questo particolare fa capire perché la maledizione di Noè cadde su di lui.
3 - Noè, uscito dalla sua ubriachezza, caccia Canaan e lo maledice; egli riporta su Sem la benedizione tolta a Canaan; prega Dio di favorire in modo particolare Jafet che l'ha coperto con un mantello; riporta su Sem il diritto di primogenitura tolto a Cam; infine ripudia la sua donna, causa prima di tutto il male. É costei che, invece di pentirsi, istituì un culto idolatrico glorificante la nudità, di cui essa stessa fu l'oggetto sotto il nome di Astarte, con suo figlio Cam, equiparato al sole, presso i cananei. Noè ne morì di dispiacere.
4 nòmo significa regione o circoscrizione
5 - Appena poté sottrarsi all'autorità di Noè, Cam incominciò ad istituire un culto idolatrico al sole; egli intendeva così sottrarsi alla maledizione di suo padre e beneficiare dei vantaggi della protezione del demonio, temporaneamente padrone di questo mondo. Il monumento che egli costruì a questo scopo fu la torre di Babele.
6 - I costruttori della torre di Babele furono dunque principalmente tutti Camiti e una parte dei Semiti; gli Jiafetiti rimasero, almeno temporaneamente, più fedeli.
7 - La torre di Babele stava per essere ultimata quando Dio la colpì col fulmine e la fece crollare con terremoti, come ancora oggi testimoniano le rovine.
8 - La divisione delle lingue fu facilitata dal fatto che, nel linguaggio primitivo, le stesse parole avevano significati diversi tra i quali l'intelligenza doveva scegliere; Dio dunque dovette solo turbare le menti per creare la confusione.
9 - Come avvenne dopo la morte di Cristo a Gerusalemme, un folle annunciò la maledizione di Dio sui trasgressori della sua legge.
10 - Numeri, XIII, 23.
11 - Maspéro: Histoire ancienne des peuples de l'orient; Hachette, Paris, 1921, p.52.
12 - Isis et Osiris, trad. Meunier, L'Artisan du Livre, Parigi, 1924, pag. 52 e 158.