Dalla rivista Science et Foi – n° 100 - luglio 2011

Galileo chiude lui stesso l' "affare Galileo"

Y. NOURISSAT

Nel suo libro così ricco, Galileo aveva torto, la Chiesa aveva ragione, di cui abbiamo già pubblicato alcuni estratti, l'autore Sungenis evoca (pagina 211 del volume II) una delle ultime lettere di Galileo nelle quali egli mostra di aver rinunciato del tutto e sinceramente al sistema di Copernico. Diamo così al lettore uno scambio di lettere tratto dal libro: "L'opera di Galileo Galilei, 1968, Vol. XVIII, p.316" tradotto dall'italiano in inglese dal padre Brian Harrison.

Come introducemmo la conversione di Galileo al geocentrismo al capitolo I, ne aggiungeremo un episodio qui nel mentre finiamo la storia di Galileo.

Un fatto sconosciuto a quasi tutti i lettori moderni, e anche alla maggior parte degli storici, è che giusto un anno prima della sua morte Galileo fece conoscere chiaramente ai suoi alleati di un tempo a che punto era in cosmologia. Il 29 marzo 1641, Galileo risponde ad una lettera che aveva ricevuto dal suo collega Rinuccini, datata 23 Marzo 1641, contenente delle scoperte fatte dall'astronomo Giovanni Pieroni sul movimento di parallasse di certe stelle, scoperta da cui Rinuccini e Pieroni credevano di aver trovato una prova del sistema eliocentrico. Scrive Rinuccini a Galileo:

 

Venetia, 23 Marzo 1641.

Dal Sig.r Cap. Giovanni Pieroni mi fu scritto a' passati mesi, come haveva chiaramente osservato con l'occhiale il moto nelle stelle fisse di alquanti minuti secondi, ma con tanta sicurezza quanta con l'occhio si saria potuto osservare un grado; che fu da me inteso con sommo gusto, per vedere così concludente argomento per la validità del sistema Copernicano. Ma mi è venuto non poco intorbidato dalla lettura che a questi giorni feci, in bottega di un libraro, casualmente di un libro che sta per uscire in luce, dove lessi che se fusse vero che il sole fusse nel centro e la terra gli girasse intorno per l'orbe magno nello spatio di un anno, seguirebbe che da noi non si vedrebbe mai la notte la metà del cielo, poiché la linea che passa per il centro e per gli orizzonti della terra, toccando la periferia dell'orbe magno, è una corda di un pezzo d'arco del cerchio del cielo stellato, il cui diametro passa per il centro del sole. E perché io ho sempre creduto che sia vero, non l'havendo visto per esperienza, che quando nasce il primo di Libra tramonti il primo di Ariete, non arrivo con la mia poca intelligenza a trovarne la solutione. Supplico dunque l'immensa sua gentilezza a rimuovere dalla mia mente questa dubitatione, che glie ne resterò con somma obbligatione: e gli bacio reverentemente le mani.
Francesco Rinuccini.

Galileo, che non sembra particolarmente sorpreso dagli argomenti, scrive questa singolare risposta a Rinuccini:

La falsità del sistema Copernicano non deve essere in conto alcuno messa in dubbio, e massime da noi Cattolici, havendo la inrefragabile autorità delle Scritture Sacre, interpretate da i maestri sommi in teologia, il concorde assenso de' quali ci rende certi della stabilità della terra, posta nel centro, e della mobilità del sole intorno ad essa. Le congetture poi per le quali il Copernico et altri suoi seguaci hanno profferito il contrario, si levono tutte con quel saldissimo argumento preso dalla onnipotenza di Iddio, la quale potendo fare in diversi, anzi in infiniti, modi quello che alla nostra oppinione e osservazione par fatto in un tal particolare, non doviamo volere abbreviare la mano di Dio, e tenacemente sostenere quello in che possiamo essere ingannati. (Clicca QUI per leggere il testo integrale della lettera)

Sul Arcetri
29 marzo 1641